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«The Moment the Snow Melts» è l’installazione site specific di Chiharu Shiota presentata al Mudec come anticipazione della mostra «Il Senso della Neve»

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«The Moment the Snow Melts» è l’installazione site specific di Chiharu Shiota presentata al Mudec come anticipazione della mostra «Il Senso della Neve»

Da dieci anni la Milano Art Week si pone come uno strumento di riattivazione del territorio

In concomitanza con miart, dal 13 al 19 aprile 230 sedi in città ospiteranno 400 appuntamenti. Tra le novità, «Ghost Track», che vede la collaborazione tra i Musei Civici milanesi e Mac-Milano Art Community, grazie al quale alcuni artisti entrano in dialogo con le collezioni permanenti di istituzioni cittadine estranee al mondo del moderno e contemporaneo

Ada Masoero

Giornalista e critico d’arte Leggi i suoi articoli

Da dieci anni ormai, nei giorni di miart, Milano Art Week impollina con l’arte moderna e contemporanea l’intera città penetrando nei luoghi più disparati, spesso inattesi perché non deputati a questi linguaggi, e coinvolgendo tutto il territorio urbano tra musei e università, fondazioni, gallerie e le più diverse associazioni: 230 le sedi coinvolte in questa decima edizione (coordinata da Arte Totale ETS, che riunisce ArtsFor_, Artshell e MAC Milano Art Community e realizzata grazie al main sponsor Banca Generali), che si terrà dal 13 al 19 aprile, con i suoi 400 appuntamenti.

«La decima edizione di Milano Art Week, commenta l’assessore milanese alla Cultura Tommaso Sacchi, accompagna la trentesima edizione di miart, che coglie l’occasione di questo anniversario per innovarsi profondamente, ma abbraccia anche l’arrivo di Paris Internationale, la piattaforma indipendente fondata a Parigi nel 2015 che per la sua prima edizione al di fuori della Francia sceglie Milano, confermando la centralità della nostra città sulla scena artistica europea e internazionale».

Milano Art Week non sarà, infatti, una semplice vetrina o un calendario di eventi come evidenziava, presentandola, Camilla Invernizzi (cofondatrice di ArtsFor_), bensì «uno strumento di riattivazione del territorio, anche perché in questa edizione punterà molto sull’architettura, intesa non come un fondale ma come un vero “partner”: basti pensare alla mostra in Pirelli HangarBicocca di Rirkrit Tiravanja, artista che degli spazi relazionali fa il centro del suo lavoro, o a “Paris Internationale” (fiera parigina, ora anche nomade, di gallerie d’avanguardia, Ndr), che esce per la prima volta dalla Francia, ospitata a Milano in un edificio che è esso stesso un manifesto dell’architettura italiana degli anni Cinquanta (Palazzo Galbani, costruito negli stessi anni del vicino Grattacielo Pirelli, con cui condivide anche la presenza di Pier Luigi Nervi fra i progettisti, Ndr). E non a caso quest’anno Milano Art Week sfiorerà la Milano Design Week (21-26 aprile, Ndr): non una collisione ma una dissolvenza voluta, proponendosi ormai la città come un sistema culturale integrato».

Mac e Milano Art Week presentano «Ghost Track», un progetto diffuso che inserisce opere contemporanee tra le collezioni permanenti dei Musei Civici

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Fra le novità dell’Art Week 2026, va segnalato «Ghost Track», progetto che vede la collaborazione tra i Musei Civici milanesi e Mac-Milano Art Community, un’associazione che riunisce oltre 30 realtà tra gallerie, fondazioni, istituzioni e spazi non profit del contemporaneo. Grazie a questo progetto alcuni artisti entrano in dialogo con le collezioni permanenti di istituzioni cittadine estranee al mondo del moderno e contemporaneo (i Musei del Castello Sforzesco, il Civico Museo Archeologico, il Museo di Storia Naturale, l’Acquario Civico, il Museo del Risorgimento), realizzando interventi pensati come contrappunti visivi delle opere storiche per suggerirne nuove e più attuali chiavi di lettura (ingresso gratuito per i possessori della Milano Museo Card). E a proposito del rapporto tra arte e design, il 14 aprile, all’Acquario Civico, figure internazionali si confronteranno sul confine tra le due discipline nell’incontro «Art for Tomorrow Talks-The Blurry Border Between Design & Art», promosso dal Comune con Milano&Partners e Dils, in partnership con Democracy and Culture Foundation e «The New York Times».

Contemporaneamente alla Milano Art Week s’inaugurano, al Pac, l’attesa personale di Marco Fusinato «The only true anarchy is that of power» e alla Gam-Galleria d’Arte Moderna la poetica, intensa installazione site specific «Παρνασσός/Parnassus» creata da Letia (Letizia Cariello) per la Sala del Parnaso della Villa Reale, mentre al Museo del Novecento si accendono, tutte insieme, molte novità: l’opera «salut! hallo! hello!» di Diego Marcon entra a far parte della Collezione Acacia donata al Museo dall’omonima Associazione; Focus900 si accresce con «Vedere l’aria» di Bruno Munari e, al piano terra, la «quadreria» del Forum900 si rinnova con una scelta di opere contemporanee entrate in collezione negli ultimi anni e Lounge900 presenta il riallestimento di una selezione di opere della Collezione Spagna Bellora. Sempre il 13 aprile, con l’installazione «Octospider» di Jeremy Deller (presente all’inaugurazione), si completa in CityLife il parco di arte contemporanea ArtLine Milano. E nello stesso giorno Cristina Finucci, al Museo di Storia Naturale inaugura con il suo lavoro «Dentro la Metamorfosi» il primo dei quattro capitoli di «Tracce», nuovo programma multidisciplinare dei Musei scientifici, e all’Acquario Civico vanno in scena le fotografie di Paola Marzotto nella mostra «Antarctica Melting Beauty. Aurora».

Intanto a Palazzo Reale continuano le mostre «Anselm Kiefer. Le Alchimiste», «Metafisica/Metafisiche», «Robert Mapplethorpe. Le forme del desiderio» e «I Macchiaioli» e al Mudec e al Castello Sforzesco proseguono le esposizioni in corso (da non perdere, nel primo, la bellissima installazione di Chiharu Shiota). Impossibile citare tutte le sedi e tutti gli appuntamenti (per i quali rinviamo al sito milanoartweek.it), così come tutti gli artisti coinvolti, fra i quali, oltre a quelli già citati, citiamo Benni Bosetto, Gabrielle Goliath, Ugo La Pietra, Man Ray, Hito Steyerl, Nanda Vigo, Vincenzo Agnetti, Villiam Miklos Andersen, Yuval Avital, Paola Pivi, Aronne Pleuteri, Walter Pfeffer, Francesco Simeti. Chi invece purtroppo mancherà sarà l’artista ghanese Ibrahim Mahama (1987; nel 2019 presente alla 58ma Biennale di Venezia nel padiglione del suo paese e autore a Milano della grandiosa installazione sui Caselli daziari di Porta Venezia), che il 21 marzo è stato brutalmente aggredito dalla polizia ghanese per ragioni al momento non chiare, suscitando la preoccupazione, lo sdegno e la solidarietà delle istituzioni culturali di Tamale, non meno che della città di Milano, cui lo ha annunciato l’assessore Sacchi proprio nel presentare la Milano Art Week 2026. 

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Palazzo Reale celebra Robert Mapplethorpe con una grande retrospettiva di oltre 200 opere che esplorano la perfezione formale e la sensualità del corpo umano

Ada Masoero, 24 marzo 2026 | © Riproduzione riservata

Da dieci anni la Milano Art Week si pone come uno strumento di riattivazione del territorio | Ada Masoero

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