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Cecilia Vicuña, Semiya / Seed Song, 2015, 7:43 min, color, sound, HD video

Courtesy of the artist © CECILIA VICUÑA, by SIAE

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Cecilia Vicuña, Semiya / Seed Song, 2015, 7:43 min, color, sound, HD video

Courtesy of the artist © CECILIA VICUÑA, by SIAE

Il ghiacciaio che non c’è più: Cecilia Vicuña al Castello di Rivoli

L’artista, poetessa e attivista cilena porta a Torino la sua prima personale in un museo italiano, trasformando lo spazio espositivo in un grande quipu sospeso che intreccia memoria, paesaggio e crisi climatica

Nella Manica Lunga del Castello di Rivoli, Cecilia Vicuña immagina il suo nuovo lavoro come un filo teso tra memoria, paesaggio e tempo geologico. Il titolo della mostra - El glaciar ido (Il ghiacciaio scomparso) - contiene già un’assenza: qualcosa che è stato e che ora resta solo come traccia, eco, ricordo. Dal 29 aprile al 20 settembre 2026 il museo dedica all’artista cilena la sua prima mostra personale in un’istituzione italiana, curata da Marcella Beccaria. Non è però una semplice retrospettiva, né una presentazione di opere già note. Vicuña ha concepito per gli spazi della Manica Lunga un nuovo lavoro, una grande installazione pensata come un quipu acostado, un quipu disteso orizzontalmente che attraversa l’architettura del museo.

Per comprendere il gesto dell’artista bisogna tornare alla storia dei quipus. Nelle civiltà andine questi sistemi di corde annodate costituivano una forma di scrittura, un archivio tattile in cui si registravano dati, narrazioni, osservazioni astronomiche. Vicuña recupera questa tradizione e la trasforma in un linguaggio contemporaneo. Le sue corde non conservano solo informazioni, ma custodiscono relazioni. Sospese nello spazio, le lane crude e sfilacciate formano un’architettura leggera, quasi precaria. Non è un caso. Fin dagli anni Sessanta Vicuña definisce la propria pratica “Arte Precario”: un modo di lavorare con materiali fragili, trovati, spesso destinati a dissolversi. Detriti naturali, frammenti, fili. Elementi minimi che diventano strumenti per pensare il mondo.

Hyundai Commission Cecilia Vicuna Photo © Tate, Sonal Bakrania

Cecilia Vicuña Canoa de luz (Canoa di luce), 2000 installation view, Quotidiana , Casa del Conte Verde, Rivoli - Torino Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea, Rivoli - Torino © CECILIA VICUÑA, by SIAE

Nella Manica Lunga del Castello, il quipu diventa una sorta di paesaggio sospeso. L’artista immagina che sia alimentato anche dal contributo delle comunità locali, attraverso la presenza di piccoli oggetti naturali raccolti nei dintorni - sassi, legni levigati dall’acqua, piume, conchiglie - provenienti dal fiume Dora Riparia o dai laghi di Avigliana. Ogni frammento entra nell’opera come una traccia, una memoria del territorio. Il riferimento all’acqua non è casuale. Il “ghiacciaio scomparso” del titolo richiama la storia geologica della Valle di Susa, modellata in epoche remote dalla presenza di enormi masse glaciali oggi scomparse. Vicuña non rappresenta quel ghiacciaio: ne evoca la mancanza. Il suo lavoro si muove proprio in questo spazio tra presenza e perdita, tra ciò che resta e ciò che non possiamo più vedere.

Artista, poetessa e attivista nata a Santiago del Cile nel 1948 e residente a New York, Vicuña ha costruito negli ultimi decenni una pratica che unisce arte visiva, performance e scrittura. Nel suo lavoro la dimensione poetica non è mai separata da quella politica. Femminismo, ecologia e pensiero decoloniale si intrecciano in una ricerca che guarda alle culture indigene come a un archivio di conoscenze alternative sul rapporto tra umani e natura.

Anche per questo la mostra di Rivoli non si limita all’installazione. Video, suoni e nuovi testi poetici scritti per l’occasione entrano nel percorso espositivo, ampliando l’esperienza in una dimensione quasi rituale. Non tanto una narrazione lineare, quanto una costellazione di voci, immagini e gesti. Per il Castello di Rivoli si tratta anche di un ritorno. L’istituzione aveva infatti presentato per la prima volta il lavoro di Vicuña in Italia nel 2000, nella mostra collettiva Quotidiana. Più di vent’anni dopo, l’artista torna con un progetto che dialoga direttamente con il paesaggio che circonda il museo.

Redazione, 06 marzo 2026 | © Riproduzione riservata

Il ghiacciaio che non c’è più: Cecilia Vicuña al Castello di Rivoli | Redazione

Il ghiacciaio che non c’è più: Cecilia Vicuña al Castello di Rivoli | Redazione