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Nicoletta Biglietti
Leggi i suoi articoliIl 2026 segna il 140° anniversario delle relazioni diplomatiche tra Francia e Corea, e il Museo Guimet celebra l’occasione con un programma straordinario dedicato alla cultura coreana. Dallo splendore del Regno di Silla fino alle tendenze contemporanee della K-Beauty, passando per le installazioni artistiche più innovative, il museo parigino si trasforma in un ponte tra Oriente e Occidente, offrendo al pubblico un’immersione totale in una cultura ricca di estetica, spiritualità e simbolismo.
Tra le protagoniste di questa celebrazione c’è la mostra «K-Beauty: Bellezza coreana, la storia di un fenomeno», aperta dal 18 marzo al 6 luglio 2026. La Corea del Sud, oggi centro di tendenze globali e riferimento culturale internazionale, impone una visione della bellezza profondamente radicata nella tradizione ma aperta all’innovazione. La K-Beauty, che va ben oltre i cosmetici, definisce nuovi standard estetici e produce immagini che fondono armonia, naturalezza e sofisticazione.
La mostra raccoglie opere e oggetti provenienti dalle collezioni del Museo Guimet e di importanti istituzioni sudcoreane: dipinti, fotografie, abiti e accessori di bellezza che coprono un arco temporale dal XVIII secolo ai giorni nostri. Il percorso espositivo permette di comprendere come quest’estetica, apparentemente contemporanea, affondi le proprie radici in tradizioni secolari. Alla fine del XVIII secolo, infatti, sotto l’influenza del neo-confucianesimo, la bellezza femminile coreana si esprimeva attraverso abiti fluidi, pelle chiara, trucco raffinato e acconciature elaborate – e immortalata da pittori come Shin Yun-bok, il cui lavoro ha influenzato profondamente la cultura visiva coreana.
Il XX secolo, segnato da dominazioni straniere e da un rapido sviluppo economico, ha introdotto nuovi codici estetici, rafforzati dalla fotografia, dal cinema e dall’industria cosmetica nascente. Oggi, la Hallyu – la cosiddetta «onda coreana» – ha consolidato il soft power del paese: cinema, moda, letteratura e K-Pop convivono con tradizione e innovazione, facendo della K-Beauty un fenomeno globale. La mostra del Guimet racconta questa evoluzione, sottolineando come standard nati già nella tarda dinastia Joseon (1392–1910) siano ancora oggi attuali e fonte di reinterpretazioni creative.
Ma il viaggio attraverso la cultura coreana non si «limita» alla bellezza contemporanea. L’artista Seulgi Lee firma un’installazione monumentale per la facciata del museo, «Dal Dari, The Moon and the Legs», visibile dal 17 aprile 2026 a febbraio 2027. Due forme semicircolari, costruite con listelli di legno e ispirate ai separé e alle griglie della tradizione coreana, decorano l’ingresso del museo, creando un effetto visivo dinamico che cambia con il movimento dei visitatori.
Un altro capitolo della storia coreana prende vita nella mostra «Silla, Oro e Sacro. Tesori Reali della Corea (57 a.C. – 935 d.C.)», aperta dal 20 maggio al 31 agosto 2026. Per la prima volta in Europa, il Museo Guimet presenta il Regno di Silla, una delle civiltà più brillanti dell’Asia orientale, raccontando quasi un millennio in cui arte, spiritualità e potere si combinavano per dare vita a una cultura di straordinaria ricchezza e raffinatezza.
Infine, «The Cabinet of Illusions. Trompe-l’œil Knowledge, Korea (XVIII-XX secolo)», dal 16 settembre 2026 al 4 gennaio 2027, esplora il «chaekgori», l’arte delle biblioteche trompe-l’œil nata sotto il re Jeongjo nella Corea Joseon. Questa forma artistica, che fonde influenze cinesi ed europee, testimonia una Corea curiosa, aperta al dialogo con il mondo e sorprendentemente cosmopolita, già nel XVIII secolo.