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A Milano, la città si svela come una «cipolla urbana»: strati di grattacieli, edifici storici e corsi d’acqua nascosti si intrecciano in geometrie complesse, catturate dall’obiettivo di Giovanna Silva in «L’ultima estate in città», la mostra personale in programma dall’11 marzo al 2 aprile 2026 alla Fondazione Officine Saffi
- Redazione GdA
- 22 febbraio 2026
- 00’minuti di lettura
Giovanna Silva
Credits Mattia Balsamini
L’ultima estate in città di Giovanna Silva è a Milano
A Milano, la città si svela come una «cipolla urbana»: strati di grattacieli, edifici storici e corsi d’acqua nascosti si intrecciano in geometrie complesse, catturate dall’obiettivo di Giovanna Silva in «L’ultima estate in città», la mostra personale in programma dall’11 marzo al 2 aprile 2026 alla Fondazione Officine Saffi
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- 22 febbraio 2026
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Redazione GdA
Leggi i suoi articoliDall’11 marzo al 2 aprile 2026 la Fondazione Officine Saffi ospita «L’ultima estate in città», mostra personale di Giovanna Silva, realizzata in collaborazione con Officine Saffi Lab. Il progetto esplora le architetture di Milano, offrendo uno sguardo originale sul tessuto urbano della città.
La mostra presenta una serie di fotografie in cui Silva cattura dettagli, superfici e strutture della città. Per ciascuna immagine, il team di Officine Saffi Lab ha progettato e realizzato una cornice in ceramica, trasformando l’oggetto in un elemento formale che dialoga con la fotografia. L’allestimento crea così un percorso dove fotografia e ceramica si rispecchiano, dando corpo a una visione stratificata della città.
Nel contributo testuale alla mostra, l’architetto Pier Paolo Tamburelli descrive Milano come una «città fatta come un parcheggio di cose, dove il grattacielo Pirelli è schiacciato contro la stazione, l’edificio per uffici di Luigi Moretti in corso Italia è appiccicato al palazzetto ottocentesco all’angolo di via Rugabella, gli ornamenti casti della Ca’ Brütta si riflettono nel quasi curtain wall nell’edificio della Montecatini in largo Donegani».
La mostra invita anche a riflettere sulla struttura urbana della città, rappresentata come un sistema a cerchi concentrici ispirato alla teoria delle località centrali (Modell der zentralen Orten) di Walter Christaller e al piano dell’ingegner Beruto. Così, Milano emerge come un organismo complesso, fatto di sovrapposizioni, contrasti e dettagli architettonici che si intrecciano in una narrazione visiva e materiale unica.