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Samantha De Martin
Leggi i suoi articoli«Questa mostra è il risultato di un processo creativo per me speciale. Da molto tempo realizzo opere incentrate sul mondo interiore degli esseri umani, sulle emozioni represse e sui pensieri spesso inespressi. Questa è l’occasione per presentarle al pubblico per la prima volta».
Per la sua prima personale in Italia, allestita dal 28 marzo al 25 maggio negli spazi di Mucciaccia Gallery, a Roma, Ezgi Güneştekin sceglie una frase che, più che uno slogan ottimistico, risuona come una formula che sintetizza le contraddizioni dell’esistenza e le sue emozioni complesse: «Life Is Good». «La vita spesso procede attraverso rotture, incertezze e tensioni emotive, spiega l’artista turca, classe 1993, eppure proprio in questo caos risiede la possibilità di trasformazione, speranza e nuovo inizio. Il titolo nasce dunque come riflesso di questo processo interiore e degli strati emotivi che esso implica».
Per Ezgi, che ha iniziato la sua carriera professionale nella Güneştekin Art Refinery, fondazione voluta dal padre, l’artista e mecenate Ahmet Güneştekin, attiva nella diffusione dell’arte turca nel mondo, affermare che la vita è «bella» significa attraversarne complessità e incrinature. Questo processo, che scava tra gli stati interiori come un attraversamento emotivo, emerge nelle venti opere in acrilico e pennarello su tela allestite negli spazi della galleria di via Laurina 31.
Nata dall’urgenza di trasformare condizioni interiori in forme visibili, la pittura dell’artista è fortemente segnata da un’attenzione architettonica allo spazio. Tra le nuove opere presentate in mostra, tre, riunite sotto il titolo «We Are The People» (rispettivamente «Unsaid», «Unfelt» e «Unreleased») occupano un posto significativo. Questa trilogia, seppure incentrata su figure femminili, si apre a una narrazione più ampia sul mondo interiore umano.
Come sempre accade nella sua pratica, la relazione con il pubblico è diretta. Anche in questa mostra le opere non concedono risposte definitive, ma aprono spazi di ascolto e consapevolezza frugando tra le emozioni.
«Questi lavori, anticipa Güneştekin, costruiti attorno a emozioni inespresse, represse e spesso invisibili, invitano lo spettatore a confrontarsi con una realtà individuale e sociale al tempo stesso. Considerando le pressioni impalpabili e le diverse forme di violenza a cui le donne sono esposte oggi, stabiliscono anche una forte connessione con l’attualità». In particolare «Frammento di Paradiso» è un affondo sullo spazio di libertà che una donna crea all’interno del proprio mondo interiore e dell’universo emotivo che immagina. «Le figure, gli animali e i simboli che la circondano rappresentano il suo mondo mentale e l'idea di un “paradiso” che costruisce dentro di sé».
Con la sua storia, l’architettura, il linguaggio estetico, la capitale ha costituito da sempre una potente fonte di ispirazione per Güneştekin rappresentando un po’ la sintesi del suo percorso formativo, iniziato con l’architettura e proseguito con l’arte. «Roma è una città speciale dove architettura e arte si intrecciano e dove passato e presente si percepiscono allo stesso tempo».
Ezgi Güneştekin, «Maybe I’m Pessimistic», 2024