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Mostre

A Palermo la Biennale Arcipelago Mediterraneo

Mostre, master class, simposi internazionali, ma anche performance teatrali e musicali

Shirin Neshat, «Sarah», 2016 (fotogramma). © Shirin Neshat, Courtesy the artist and Gladstone Gallery, New York e Bruxelles

Palermo. Dal 6 novembre fino all’8 dicembre il capoluogo siciliano ospita la seconda edizione di Bam - Biennale Arcipelago Mediterraneo, nata nel 2017, da un’idea dell’artista ex assessore alla cultura del Comune di Palermo Andrea Cusumano che ne è il direttore artistico. Mostre, master class, simposi internazionali, ma anche performance teatrali e musicali, passeggiate urbane e studio visit aperte al pubblico.

Questo e molto altro è «ÜberMauer», la seconda edizione di questo festival internazionale di teatro, musica e arti visive dedicato ai popoli del Mediterraneo che mette al centro i temi dell’accoglienza e del dialogo. L’evento è frutto di una collaborazione tra il Comune, la torinese Fondazione Merz, ormai di casa in città con il programma «Punte brillanti di lance», e «European Alternatives», organizzazione transnazionale fondata da Lorenzo Marsili che in questa occasione, dopo Berlino, Belgrado e Madrid, porta l’edizione 2019 del suo Transeuropa Festival, per la prima volta in Italia, proprio a Palermo.

Si parte il 6 novembre con l’inaugurazione di «ÜberMauer» (fino al 10 dicembre), una mostra diffusa a cura della Fondazione Merz, con opere (alcune delle quali inedite) di artisti internazionali come Shilpa Gupta, Alfredo Jaar, Emily Jacir, Zena el Khalil, Shirin Neshat, Damián Ortega, Michal Rovner e Driant Zeneli, ma anche degli italiani, o che vivono in Italia, Francesco Arena, Claire Fontaine, Andrea Masu, Gili Lavy, Giuseppe Lana, Patrizio Di Massimo e Claudia Di Gangi; mentre Stefania Galegati, Ignazio Mortellaro e Michele Tiberio apriranno per l’occasione i propri studi.

Tra gli spazi pubblici e privati che ospiteranno le installazioni, alcuni tra quelli che erano stati al centro di Manifesta 12: il teatro Garibaldi, lo Spasimo con la sala sopra le mura, la Chiesa dei Santi Euno e Giuliano, piazza Magione e l’omonimo convento, ma anche il teatro Bellini, da poco aperto al pubblico. Un ricco public program con incontri, workshop e studio visit coinvolgerà visitatori e cittadinanza nell’interazione con artisti e autori.

Il programma di Transeuropa dal titolo «ÜberMauer, Oltremuro» si svolgerà tra Teatro Garibaldi, che fungerà come per Manifesta da hub del festival, lo Steri, l’Università, il porticciolo di Sant’Erasmo, la Chiesa del Santissimo Salvatore, lo Spasimo e i Cantieri Culturali alla Zisa. Due le mostre in programma: «New Unions» (6 novembre-6 dicembre), in cui l’artista olandese Jonas Staal, che ha lavorato nella zona autonoma curda in Siria, trasformerà il Teatro Garibaldi mettendolo al servizio di una campagna politica che va sotto il nome di «New Unions».

Un tappeto mapperà partiti politici e piattaforme progressiste in tutto il continente, mentre opere video racconteranno di Parlamenti alternativi. L’altra mostra è «Tentacles in Sicily, Scratching the surface» (Ex Oratorio di Santa Maria del sabato, 6 novembre-10 novembre) del duo berlinese Kg Augenstern, a cura di N38E13 e realizzata in collaborazione con il Goethe Institut e l’Institut Français di Palermo, dove un’installazione audiovisiva presenterà il risultato di una ricerca svolta in Sicilia, attraverso dei dispositivi allungabili in fibra di vetro, che graffiando la superficie di città fantasma e luoghi abbandonati ne ha rivelato il suono specifico.

Tra i numerosi eventi, da segnalare il 10 novembre un’azione e lecture dell’artista cubana Tania Bruguera e il 7 novembre un simposio internazionale coorganizzato con le Biennali di Varsavia e di Kiev dal titolo «New Unions: Connecting peripheries».

Giusi Diana, da Il Giornale dell'Arte numero 402, novembre 2019


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