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Un Soulages rosso, nero e principesco

Da Bonhams un’opera di rilievo del periodo più importante della sua attività creativa

«Peinture 128,5x128,5 cm, 16 décembre 1959» di Pierre Soulages stimato 6,6-8,9 milioni di euro. © Bonhams

Londra. La vendita di Bonhams del 12 marzo dedicata all’Arte del dopoguerra e contemporanea spicca per la presenza di quella che è certo fra le migliori opere di Pierre Soulages (Rodez, 1919) mai presentate sul rostro negli ultimi anni. Si tratta di «Peinture (Rouge et Noir)», olio su tela datato 16 dicembre 1959, di grandi dimensioni (128,5x128,5 cm) e stimato 6,6-8,9 milioni di euro. Un’opera di rilievo del periodo più importante della sua attività creativa e con la caratteristica della rarità della palette cromatica rossa e nera con l’insolito impiego di un intenso cremisi a formare la base del dipinto, così differenziandolo da altri dello stesso periodo e creare una superficie visiva «liquida» in continuo movimento sotto la rifrazione luminosa e i cambi di luce.

In quest’opera e questa tecnica è indubbia l’eco delle opere di Mark Rothko, che l’artista francese aveva conosciuto e frequentato a New York nel 1957. Contemporaneo e sodale anche di Franz Kline e amico intimo di Zao Wou-Ki, Pierre Soulages è considerato uno dei più grandi artisti viventi del mondo (lavora ancora oggi all’età di 100 anni) e ha in corso una retrospettiva al Louvre di Parigi che si conclude l’8 marzo. L’opera «sorella» di questa presentata da Bonhams, lavoro del 1960, figura nella collezione permanente dell’Art Institute di Chicago.

Giacomo Balsamo, Bonhams International Director Post-War & Contemporary Art Department, ha commentato a proposito di questo Soulages: «Opera radiosa e affascinante, perfettamente proporzionata, “Peinture” è prodotto di eccezionale maestria che, con le sue superfici cromatiche straordinariamente equilibrate e nello stesso tempo vivacemente dinamiche, tipiche del meglio della poetica di Soulages, dimostra l’assoluta felicità creativa dell’artista francese nel più decisivo e produttivo periodo della sua pur lunga carriera. L’opera vanta inoltre una provenienza eccezionale, arrivando per la prima volta sul mercato da una qualificata collezione principesca».

A far corona al Soulages, altre opere degne di nota sono la scultura «Concetto Spaziale, Natura 1959-1960» di Lucio Fontana, concepita nel 1959-60 e fusa in epoca successiva in edizione di due esemplari più una prova d’artista, di cui questa è l’esemplare n. 1 (420-660mila); «Les Jumeaux, II», opera del 1963-69 del cubano Wifredo Lam (1902-82) che con la sua tavolozza divisa fra nero, ocra e terra è esempio iconico della poetica dell’artista, che combina la forza estetica e teoretica di Surrealismo e Cubismo con la sua personalissima estetica (380-500mila); «Dog», serigrafia con smalto su compensato di Keith Haring, firmata e datata 1986, numerata 8/10 sull’etichetta applicata sul retro (240-360mila), e ancora di Fontana, «Crocefisso», scultura in ceramica dipinta e smaltata eseguita nel 1948-50 (95-140mila).

Giovanni Pellinghelli del Monticello, da Il Giornale dell'Arte numero 406, marzo 2020



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