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Da Numero 51 alcune opere della figura centrale del toy design contemporaneo, meglio noto come NAGNAGNAG, che ha ridefinito i codici estetici del soft vinyl, collocando le sue creazioni in un territorio ibrido tra scultura e oggetto collezionabile
- Alessia De Michelis
- 25 marzo 2026
- 00’minuti di lettura
Un dettaglio della locandina della mostra «New Art Guild - Sofubi Ten (ソフビ展) Shigeru Arai Tribute Exhibition» da Numero 51, a Milano
A Milano una mostra-tributo ripercorre l’impatto radicale di Shigeru Arai sulla scena underground giapponese
Da Numero 51 alcune opere della figura centrale del toy design contemporaneo, meglio noto come NAGNAGNAG, che ha ridefinito i codici estetici del soft vinyl, collocando le sue creazioni in un territorio ibrido tra scultura e oggetto collezionabile
- Alessia De Michelis
- 25 marzo 2026
- 00’minuti di lettura
Alessia De Michelis
Leggi i suoi articoliA oltre due anni dalla scomparsa di Shigeru Arai, il mondo del «sofubi» (un tipo di giocattolo giapponese realizzato in vinile morbido, la cui produzione iniziò negli anni ’50 e ’60, Ndr) torna a confrontarsi con la sua eredità attraverso «New Art Guild - Sofubi Ten (ソフビ展) Shigeru Arai Tribute Exhibition», mostra-tributo che ne ripercorre l’impatto radicale sulla scena underground giapponese. Visitabile su appuntamento negli spazi milanesi di Numero 51 dal 9 aprile al 7 giugno, l’esposizione riunisce opere rare provenienti da collezioni private e nuove produzioni dedicate.
Figura centrale del toy design contemporaneo, Arai, meglio noto come NAGNAGNAG, ha ridefinito i codici estetici del soft vinyl, collocando le sue creazioni in un territorio ibrido tra scultura e oggetto collezionabile. La sua pratica, sviluppata a partire dagli anni Novanta, attraversa tutte le fasi produttive: dalla modellazione alla realizzazione degli stampi, fino alla pittura finale, spesso realizzata in collaborazione con laboratori artigianali giapponesi.
È proprio nella pittura che si manifesta la sua rivoluzione. Con il cosiddetto «Arai-nuri», l’artista abbandona la precisione seriale e le mascherature tipiche del settore per introdurre un gesto libero, stratificato, fatto di colature, sovrapposizioni e imperfezioni deliberate. Le superfici diventano così dense, materiche, percorse da decine di passaggi cromatici che restituiscono alle figure una vitalità inedita.
A questa dimensione si aggiunge l’inserimento di elementi variabili come capelli, accessori, indumenti, che rendono ogni pezzo unico, amplificando la distanza dalla produzione standardizzata. Un approccio che, insieme a una gestione controllata e rarefatta del mercato, ha contribuito a costruire attorno al suo lavoro un forte senso di desiderio e culto.
La mostra nasce dunque come omaggio a un artista che ha influenzato un’intera generazione di autori indipendenti, ridefinendo i confini del «sofubi» contemporaneo. Le opere esposte saranno acquistabili tramite lotteria, secondo una modalità che riflette coerentemente la filosofia di distribuzione che ha reso NAGNAGNAG una figura tanto sfuggente quanto centrale.