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Margherita Panaciciu
Leggi i suoi articoliNel calendario internazionale delle vendite dedicate all’arte del Novecento, la Greek Sale organizzata da Bonhams Cornette de Saint Cyr a Parigi il 20 maggio si impone come un appuntamento di particolare interesse critico, capace di restituire una narrazione complessa e stratificata della modernità greca. La selezione mette in dialogo genealogie artistiche, tensioni identitarie e interrogativi sulla relazione tra tradizione e avanguardia.
A dominare la scena è «Poésie (Annonciation)», di Constantinos Parthenis, pittore nato sul finire dell'Ottocento che si era distaccato dalla tradizione accademica greca introducendo nella sua arte elementi moderni e tematiche arcane. Il suo olio su tela dalle dimensioni importanti (318x158 cm) è proposto con una stima che va da 300mila a 500mila euro. Il dato economico, pur rilevante, appare secondario rispetto alla portata dell’opera, la più grande mai apparsa sul mercato per l’artista. Eseguita intorno al 1950, la composizione, tra linee sottili, colori traslucidi e campiture aperte, appare come uno spazio sospeso, quasi etereo. Al centro, la figura femminile, simultaneamente Vergine e allegoria della Poesia, costituisce il fulcro concettuale: il gesto rivolto verso l’angelo e il rotolo in mano costruiscono una grammatica visiva che trascende il racconto sacro, esprimendo la convinzione di Parthenis secondo cui arte, poesia e fede possono elevare la coscienza umana a una dimensione spirituale superiore.
Constantinos Parthenis, «Poésie (Annunciation)», 1950s. Courtesy of Bonhams
Se «Parthenis» rappresenta l’asse verticale e spirituale della selezione, «Full Moon H» di Yiannis Moralis, con una stima di 250mila-350mila euro, ne incarna la controparte strutturale e razionale. La geometria calibrata, le curve disciplinate e la costruzione ritmica convergono in un equilibrio quasi musicale. Moralis non rinuncia alla sensualità ma la traduce in forme astratte rendendo intellegibile la tensione tra pathos e misura.
Di tutt’altra natura è l’energia pittorica di «Sur le toit-terrasse, île de Tinos» di Nikolaos Lytras, pittore specializzato nelle natura morte, nei ritratti e nei paesaggi, stimata tra 70mila e 100mila euro. L’olio su tela, realizzato intorno al 1923-1926, fu una delle opere di Lytras alla Biennale di Venezia del 1936. Lo stile pittorico è altamente espressivo, con pennellate audaci e spessi strati di pittura che creano una forte presenza fisica.
Il percorso continua con opere di forte valenza narrativa e identitaria. Il grande «Erotokritos et Aretoussa» di Theofilos Hadjimichael, stimato tra 100mila e 150mila euro, introduce una teatralità popolare in cui convivono armonie bizantine, influenze occidentali e cultura vernacolare. La scena romantica tra Erotokritos e Aretoussa è resa vibrante da architetture, tessuti e colori, in particolare dai blu equilibrati con ocra e rosso, creando un racconto visivo intenso e condiviso.
In parallelo, «Le Zeybek» di Nikolaos Gysis, uno dei massimi esponenti della cosiddetta «Scuola di Monaco» , è offerto tra 50mila e 70mila euro. L'opera documenta un momento cruciale di apertura verso l’altro. Il giovane Zeybek emerge come simbolo di resistenza culturale, ritratto con sobrietà ma intensità cromatica, in un equilibrio tra formazione accademica e esperienza diretta dei luoghi e delle persone incontrate in Asia Minore.
Le opere di Nikos Hadjikyriakos-Ghika completano il discorso su un piano modernista. «Pont à Santorin», stimato tra 60mila e 80mila euro, propone una visione frammentata dell’isola, dove eredità cézanniana e il post-cubismo dialogano con ritmi quasi musicali e riferimenti alla tradizione bizantina. «Femme avec miroir dans un intérieur», offerta tra 40mila e 60mila euro, esplora invece temi di dualità e percezione, rielaborando suggestioni da Picasso all’interno di uno stile personale ed emotivo.
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