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Una parete dell’Oratorio dei Boccalotti a Vicenza

Foto tratta da Wikimedia Commons. Foto Claudio Gioseffi | Creative Commons 4.0

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Una parete dell’Oratorio dei Boccalotti a Vicenza

Foto tratta da Wikimedia Commons. Foto Claudio Gioseffi | Creative Commons 4.0

A Vicenza parte la raccolta fondi per il restauro del quattrocentesco Oratorio dei Boccalotti

A questo scopo è stata attivata una scheda ArtBonus che consentirà a cittadini, imprese e mecenati di contribuire concretamente alla raccolta delle risorse necessarie per realizzare il primo stralcio dei lavori, per un importo di 133mila euro

Gaspare Melchiorri

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A Vicenza ha preso ufficialmente avvio il 13 giugno l’iter di recupero del quattrocentesco Oratorio dei Boccalotti, proprietà dell’Ipab (Istituzione Pubblica di Assistenza e Beneficenza), uno dei luoghi più antichi e suggestivi del patrimonio storico e artistico vicentino, da molti anni non accessibile al pubblico.

All’interno dell’Oratorio, il presidente di Ipab di Vicenza Achille Variati, insieme con il sindaco Giacomo Possamai e con il direttore generale di Ipab di Vicenza, Annalisa Bergozza, ha illustrato gli esiti del lavoro preparatorio che si è articolato in alcuni passaggi fondamentali: • il completamento del progetto di restauro conservativo dell’edificio, a cura dell’architetto Angela Blandini; • l’approvazione dell’intervento da parte della Soprintendenza; • l’attivazione della scheda ArtBonus che consentirà a cittadini, imprese e mecenati di contribuire concretamente alla raccolta delle risorse necessarie per realizzare il primo stralcio dei lavori (per un importo di 133mila euro), godendo di ottimi benefici fiscali.

L’edificio in questione è un oratorio, situato a Vicenza in piazzetta San Pietro, costruito agli inizi del Quattrocento, a quel tempo annesso all’ospedale di Santa Maria e dei santi Pietro e Paolo. Quella dei Boccalotti è una delle più antiche corporazioni di Vicenza (i primi documenti risalgono al 1262): erano gli artigiani che producevano terraglie e pregiate ceramiche decorate; agli inizi del Quattrocento espressero una confraternita devozionale e caritativa, la «fraglia» dei Battuti di Santa Maria e dei santi Pietro e Paolo apostoli. L’Oratorio dei Boccalotti è l’unico oratorio di una fraglia quattrocentesca sopravvissuto, quasi integro, nella città veneta.

Così si è espresso il sindaco Giacomo Possamai: «L’oratorio dei Boccalotti è uno degli scrigni d’arte più preziosi della nostra città: forse meno conosciuto di altri luoghi simbolo di Vicenza, ma non per questo meno meritevole di attenzione, tutela e valorizzazione. Recuperarlo e conservarlo significa restituire alla comunità un patrimonio storico, artistico e identitario di grande valore. È un obiettivo che oggi può finalmente diventare realtà. […] Abbiamo già sperimentato con successo un percorso analogo nel recupero delle facciate del Teatro Olimpico, grazie alla collaborazione tra Società del Quartetto, Accademia Olimpica, aziende e cittadini. […] Lo stesso può accadere per l’oratorio dei Boccalotti, che oltre al valore artistico e culturale può diventare uno spazio vivo al servizio della comunità, ospitando eventi e iniziative culturali e offrendo nuove opportunità anche agli ospiti dell’Ipab. […] L’invito è quindi rivolto a tutta la città: sosteniamo insieme il recupero dell’oratorio dei Boccalotti e restituiamo a Vicenza un luogo che merita di tornare a essere parte viva del suo patrimonio culturale e sociale».

Il progetto approvato e illustrato dall’architetto Blandini prevede un primo intervento di restauro conservativo, per un importo di 133.200 euro, finalizzato in particolare alla messa in sicurezza e al recupero della copertura, oggi interessata da fenomeni di degrado e infiltrazioni che mettono a rischio la conservazione dell’edificio e dei suoi apparati decorativi. Il restauro sarà condotto secondo i principi della conservazione del bene storico, utilizzando materiali compatibili e tecniche rispettose dell’identità architettonica dell’oratorio. Un secondo stralcio del progetto riguarderà il timpano e i preziosi apparati decorativi della facciata.

L’obiettivo è restituire alla città uno spazio di grande valore storico e identitario. E che la stessa Ipab utilizzerà, come ha spiegato la direttrice generale Annalisa Bergozza, anche nei percorsi di arteterapia che sta sperimentando da alcuni anni e su cui intende puntare sempre più.

Gaspare Melchiorri, 15 giugno 2026 | © Riproduzione riservata

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