Verifica le date inserite: la data di inizio deve precedere quella di fine
Daria Berro
Leggi i suoi articoliIl Centre Pompidou parigino è chiuso dallo scorso settembre per lavori e lo resterà fino al 2030. Ma dietro le quinte l’attività ferve, e non solo nella casa madre opera di Renzo Piano e di Richard Rogers, dal 1977 elemento imprescindibile del panorama culturale francese. Negli auguri condivisi sui social l’istituzione ha anticipato le principali novità in arrivo nell’anno che si è appena aperto, tra cui il programma «Constellation», con mostre della collezione esposte in sedi ospiti nazionali e internazionali; e la conferma che il 2026 vedrà l’apertura di tre nuovi musei della famiglia Pompidou: il Francilien a Massy, il Kanal a Bruxelles e, fuori dall’Europa, il Centre Pompidou Hanwha a Seul, in Corea. Per quest’ultimo, su progetto dello studio di Jean Michel-Wilmotte, l’inaugurazione, inizialmente prevista entro il 2025, è ora attesa a maggio.
Nato da un accordo di partnership tra il Centre Pompidou e la coreana Hanwha Foundation of Culture siglato a luglio 2023, il Centre Pompidou Hanwha ha sede in una porzione di oltre 11mila metri quadrati ai piani inferiori di un grattacielo, il 63 Building di Yeouido, il quartiere finanziario di Seul. La collaborazione, al momento della durata di quattro anni a partire dall’apertura, prevede l’allestimento di due mostre all’anno, monografiche e tematiche, che il Centre Pompidou organizzerà attingendo dalle collezioni moderne e contemporanee del Musée National d’Art Moderne, oltre programmi educativi e iniziative pubbliche. Il progetto prevede spazi espositivi di 1.500 mq destinati esclusivamente a queste rassegne, dedicate a Cubismo, Chagall, Kandinskij, Matisse, Braque e Picasso, Surrealismo, Miró e Dubuffet,
In un’intervista rilasciata a «The Korea Herald», Wilmotte ha descritto il suo progetto come «una scatola di luce»: pannelli di vetro smerigliato e ondulato rifletteranno l’ambiente circostante durante il giorno e creeranno un bagliore riconoscibile di notte. Il Centro occupa gli spazi dell’ex centro commerciale, degli uffici, delle aree di transito e del giardino. Il piano terra accoglierà i visitatori con un'area reception e un grande bookshop, mentre ai piani superiori ci saranno sale espositive permanenti e temporanee, un auditorium e un grande caffè con vista su un giardino di sculture. «Il 63 Building è già iconico e riconoscibile con la sua facciata in vetro, ha sottolineato l’architetto francese. Dobbiamo superare il sito esistente per trasformarlo in uno spazio ancora migliore. Il Centre Pompidou Hanwha Seoul sarà un ottimo esempio di conservazione di un edificio esistente per dargli nuova vita».
Altri articoli dell'autore
È scomparso a Parigi a 55 anni. Poeta e scrittore, oltre che artista visivo multidisciplinare, definiva la sua visione un «cannibalismo etimologico», un modo per elaborare come la cultura caraibica sia stata attraversata da migrazioni forzate, navi bananiere e disastri naturali
In uno spazio di 6mila metri quadrati dell'ex stazione ferrioviaria ristrutturati da Daniel Perrault, e con l’inedita formula Musée&École, la nuova istituzione accoglierà oltre 10mila opere dell’artista svizzero, sale espositive, archivi, biblioteca, iconoteca e un programma didattico aperto a tutti
Quattro indonesiane e una papuana sono le artiste selezionate dalla giuria presieduta da Cecilia Alemani. A maggio la proclamazione della vincitrice, poi una mostra a Giacarta e una a Reggio Emilia
L'artista, la cui biografia è ancora lacunosa, dipinse l’opera su commissione dal cardinale Giovanni Francesco Guido di Bagno. Sarà esposta nel futuro Centro delle Arti dell’istituzione lucchese



