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Carlino Corezzi
Leggi i suoi articoliDavid Alan Brown, a lungo curatore alla National Gallery of Art di Washington, è morto il 25 dicembre 2025. Figura di riferimento negli studi sulla pittura rinascimentale italiana, Brown aveva legato quasi interamente la propria carriera al museo statunitense, dove era entrato nel 1974 e dove ha lavorato fino al pensionamento nel 2019. Primo curatore dedicato alla pittura italiana del Rinascimento nella storia della National Gallery of Art, ha mantenuto un ruolo centrale per oltre quattro decenni. Il museo ne ha ricostruito il profilo professionale ricordando una formazione accademica di alto livello — Harvard University, una borsa Fulbright a Cambridge e un dottorato a Yale — e l’avvio della carriera curatoriale proprio all’interno della NGA. Nel corso degli anni ha ricoperto anche l’incarico di curatore dei dipinti italiani e spagnoli. Attraverso l’attività scientifica, le acquisizioni e un’intensa progettualità espositiva, Brown ha contribuito in modo decisivo alla diffusione e alla conoscenza dell’arte italiana negli Stati Uniti. Tra le mostre da lui organizzate o co-organizzate figurano rassegne divenute punti di riferimento internazionali come Tiziano, Prince of Painters (1991), Lorenzo Lotto (1997), Virtue and Beauty: Renaissance Portraits of Women (2001) e Bellini, Giorgione, Titian and the Renaissance of Venetian Painting (2006). Brown ha esercitato un’influenza duratura attraverso un approccio curatoriale fondato sull’integrazione tra ricerca storica, contesto collezionistico e progettualità espositiva, contribuendo in modo decisivo alla lettura internazionale della pittura italiana del Rinascimento.
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