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Emmanuele Francesco Maria Emanuele in una foto d’archivio

Archivio «Il Giornale dell’Arte»

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Emmanuele Francesco Maria Emanuele in una foto d’archivio

Archivio «Il Giornale dell’Arte»

Addio a Emmanuele Francesco Maria Emanuele, mecenate e filantropo

Con la Fondazione Roma, di cui era stato presidente, aveva trasformato Palazzo Sciarra e Palazzo Cipolla in spazi museali e poli espositivi di respiro internazionale

È scomparso a Roma nella notte del 16 aprile Emmanuele Francesco Maria Emanuele, giurista, economista, filantropo e mecenate. Nato a Palermo nel 1937, aveva percorso una carriera di alto profilo come avvocato cassazionista, economista ed esperto di Scienza delle Finanze.

Presidente della Fondazione Roma dal 1995 al 2018, in seguito presidente onorario fino al 2023, aveva trasformato spazi storici della Capitale come Palazzo Sciarra e Palazzo Cipolla in spazi museali e poli espositivi di respiro internazionale: il primo destinato a contenere la Collezione permanente di opere d’arte della Fondazione Roma da lui sistemata, informatizzata e implementata, il secondo alle attività espositive realizzate.

In parallelo, e sempre fino al 2023, aveva guidato la Fondazione Terzo Pilastro - Internazionale, istituzione votata a dar voce e sostegno alle urgenze di natura civile e sociale in Italia e nei Paesi, vicini per tradizioni e cultura, che si affacciano sul Mediterraneo.

Impegnato nel campo del sociale e della solidarietà, in particolare nei  settori dell’istruzione, della formazione e della salute, aveva sostenuto strutture sanitarie italiane ed estere e promosso la ricerca scientifica sulle patologie più gravi e diffuse. Esempi di questa visione sono stati, a Roma, la creazione dell’Hospice per le cure palliative, volto ad assistere gratuitamente i malati terminali nell’ultima fase della vita, e l’ideazione del Villaggio Alzheimer alla Bufalotta, un modello di accoglienza gratuito e all'avanguardia per i pazienti affetti da questa patologia. Tramite borse di studio e programmi formativi d'eccellenza, ha permesso a  studenti meritevoli di accedere ai più alti gradi dell’istruzione universitaria e postuniversitaria, investendo sul talento delle nuove generazioni come motore di riscatto e sviluppo sociale.

Un mese fa era stato insignito del Premio Orizzonti Condivisi-Ambasciatore di Pace, per aver «elevato cultura, sanità e istruzione a strumenti universali di coesione civile e dialogo». 

 

 

Redazione, 16 aprile 2026 | © Riproduzione riservata

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