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Una veduta della Cattedrale della Dormizione, nel complesso monastico della Lavra delle Grotte (Kyiv Pechersk Lavra)

Foto tratta da Wikipedia, CC BY-SA 3.0, Falin

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Una veduta della Cattedrale della Dormizione, nel complesso monastico della Lavra delle Grotte (Kyiv Pechersk Lavra)

Foto tratta da Wikipedia, CC BY-SA 3.0, Falin

Ai soldati ucraini è stato consegnato un manuale per proteggere il patrimonio culturale del Paese

La Direzione centrale per la cooperazione civile-militare dello Stato Maggiore delle Forze Armate dell’Ucraina, insieme ad alcuni membri del Regional Center for Human Rights, ha composto una guida sulla protezione dei beni culturali nei conflitti armati 

I corsi e ricorsi della storia. Nel 1725 il filosofo napoletano Giambattista Vico teorizzava una progressione temporale per cicli, eppure la sua massima suona più che altro come un monito: tutto torna. Quindi perché non prevenire?

In soccorso del patrimonio culturale europeo durante la Seconda guerra mondiale era stato costituito un gruppo di esperti tra storici dell’arte, restauratori, architetti e curatori: i Monuments Men. Oggi invece vengono direttamente istruite le truppe al fronte.

Esemplare appare quindi il Manuale sulla protezione dei beni culturali nei conflitti armati che l’organizzazione militare Na Zviazku ha diffuso online il 23 giugno e indirizzata ai soldati ucraini. «Il patrimonio culturale è irripetibile, si legge sul sito dell’organizzazione. Un monumento architettonico distrutto, una collezione museale unica o un ritrovamento archeologico non possono essere ricreati integralmente. Insieme a questi, l’umanità perde una parte della sua storia e il Paese perde una parte della propria memoria».

Redatto dagli specialisti della Direzione centrale per la cooperazione civile-militare dello Stato Maggiore delle Forze Armate dell’Ucraina insieme ad alcuni membri del Regional Center for Human Rights, il manuale si compone di: «le principali norme del diritto internazionale umanitario in materia di tutela del patrimonio culturale, chiarimenti sull’identificazione e la segnalazione dei beni culturali, le specificità relative alle decisioni sull’uso della forza in prossimità di tali beni, nonché raccomandazioni riguardanti la loro protezione, l’evacuazione e la documentazione dei crimini di guerra contro il patrimonio culturale».

Queste indicazioni si pongono come prosieguo di un’attenzione che il Governo ucraino rivolge ai propri beni già da tempo, come testimonia la procedura introdotta il 18 febbraio, che stabiliva una linea ad almeno 75 chilometri dal fronte entro cui portare oggetti di valore storico e culturale per il Paese per metterli in salvo. E giungono a pochi giorni dall’attacco missilistico russo a Kyiv che ha danneggiato la Cattedrale della Dormizione, nel complesso monastico della Lavra delle Grotte (Kyiv Pechersk Lavra), uno dei santuari ucraini più importanti e Patrimonio Unesco dal 1990.

Redazione, 09 luglio 2026 | © Riproduzione riservata

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