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Jenny Dogliani
Leggi i suoi articoliLa Fondazione Mimmo Rotella si rinnova. Il nuovo membro del Comitato Scientifico è Alberto Fiz critico, curatore, esperto di mercato dell’arte, nonché collaboratore de «Il Giornale dell’Arte». Ben noto per i suoi studi su Mimmo Rotella, come dimostrano i molti progetti espositivi in Italia e all’estero, oltre alle sue pubblicazioni monografiche sugli Artypo» e sugli Effaçage edite da Allemandi, Fiz consentirà di dare all’attività della Fondazione un ulteriore e significativo apporto scientifico in un periodo denso di progetti e iniziative, contribuendo a quello che da sempre è lo scopo istituzionale della Fondazione: la tutela e la valorizzazione del patrimonio artistico e culturale di Mimmo Rotella (Catanzaro, 1918 – Milano, 2006), tra i maggiori protagonisti della scena artistica internazionale. «Sono particolarmente lieto di ricoprire un ruolo così prestigioso all’interno della Fondazione, avendo l’opportunità di proseguire nelle mie ricerche storiche e filologiche anche in relazione alle attività previste nel 2026 in occasione dei vent’anni dalla scomparsa di Rotella. La Fondazione è un organo di carattere scientifico che ha, tra i suoi scopi, quello di collaborare con istituzioni pubbliche e private italiane e internazionali a mostre e pubblicazioni», afferma Alberto Fiz.
Nella rinnovata attività della Fondazione, si inserisce anche la ripresa dei lavori per la realizzazione del terzo e quarto volume del Catalogo Ragionato in base a un lungo percorso che ha già consentito la completa catalogazione delle opere dal 1944 al 1973, come testimoniano i due volumi (Skira editore) curati da Germano Celant. La Fondazione Mimmo Rotella, nata nel 2000 per volontà dello stesso Rotella (ha sede a Milano in via Sangallo 8) è la sola titolare dei diritti d’immagine ed è proprietario esclusiva del suo Archivio Storico. Ha dunque una competenza esclusiva nell’autorizzare l’archiviazione, la catalogazione e l’utilizzo delle immagini relative alle opere di Rotella; rappresenta un punto di riferimento fondamentale per musei, collezionisti e case d’asta in base alla sua attività di analisi scientifica tesa a mettere in luce la poliedrica indagine di un artista che più di ogni altro ha saputo cogliere il potere evocativo dell’immagine creando specifiche modalità linguistiche (décollage, artypo, effaçage sono solo alcune di queste) che hanno avuto una forte influenza sull’arte del secondo dopoguerra: «Strappare i manifesti dai muri - ha scritto Mimmo Rotella - è l’unica rivalsa, l’unica protesta contro una società che ha perduto il gusto dei mutamenti e delle trasformazioni strabilianti».
Chiunque può rivolgersi alla Fondazione per la registrazione e l’autenticazione delle proprie opere seguendo le modalità che si possono trovare sul sito (fondazionemimmorotella.net).
Mimmo Rotella, Dopo la vendetta, 2004, Courtesy Fondazione Mimmo Rotella
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