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Alessia De Michelis
Leggi i suoi articoliIn concomitanza con «UR-RA-Unity of Religions-Responsabily of Art», progetto di Michelangelo Pistoletto che dal 31 ottobre 2025 abita la Reggia di Monza (fino al primo novembre 2026), il 23 e il 24 marzo avrà luogo «UR-RA-Poesia, mistica, linguaggio», un incontro che riflette sul potere della parola poetica di generare dialogo interculturale, custodire la diversità linguistica e contribuire alla costruzione di una cultura della pace. Nella Sala della Trinamica (o Salone da Ballo), il convegno su «La trinamica come poetica del dialogo e responsabilità dell’arte» interroga la poesia intesa come uno dei luoghi privilegiati in cui immaginazione e pensiero umano possono incontrarsi e trasformarsi reciprocamente, perché in un’epoca segnata da saturazione e frammentazione, la parola rischia di diventare un muro o un vuoto simulacro. In tale prospettiva, l’arte costituisce la matrice generativa e la piattaforma critica entro cui si articolano le diverse voci invitate.
In questa sede Michelangelo Pistoletto ha voluto rilanciare l’idea di un’arte come dispositivo attivo di riconnessione spirituale e civile, ponendo al centro il concetto di «pace preventiva»: il percorso espositivo, pensato per gli ambienti piermariniani, si sviluppa come un’esperienza multidimensionale che intreccia opere storiche e recenti, dalle prime tele del 1957 fino ai lavori più esplicitamente orientati alla spiritualità. Tra installazioni, simboli e dispositivi partecipativi, il visitatore è chiamato a entrare in una narrazione che culmina nel «Terzo Paradiso» nei Giardini Reali, qui reinterpretato attraverso cento panchine in materiali riciclati.
La mostra, curata da Francesco Monico, si radica in una riflessione più ampia: dall’origine dell’arte come gesto spirituale primordiale fino alla sua funzione contemporanea di spazio di confronto tra culture e religioni. In questo senso, «UR-RA» si configura come piattaforma aperta, arricchita da convegni internazionali su medicina, economia, letteratura ed educazione, con l’obiettivo di giungere alla firma della Carta di Monza per l’Interreligiosità.
A 25 anni dall’esperienza marsigliese del «Lieu de recueillement et prière», Pistoletto prosegue così il suo percorso di «collaborazione creativa», riaffermando il ruolo dell’arte come linguaggio universale capace di generare connessioni e nuovi immaginari condivisi. In un presente segnato da fratture e conflitti, «UR-RA» si propone come un laboratorio di responsabilità, dove estetica e spiritualità tornano a dialogare per immaginare il futuro.