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Colombo Gallery, Oliviero Toscani, Senza Titolo, 1971-1975

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Colombo Gallery, Oliviero Toscani, Senza Titolo, 1971-1975

Alla VII THE PHAIR, la fotografia di un tempo inquieto

Dal 22 al 24 maggio alle OGR Torino, 42 gallerie internazionali, talk con musei e istituzioni europee, premi, archivi e nuove riflessioni su fotografia, IA e cultura visiva

Presentata questa mattina alle OGR Torino la settima edizione di THE PHAIR | Photo Art Fair, la fiera che negli ultimi anni ha contribuito a trasformare Torino in uno dei principali luoghi italiani dedicati alla fotografia e all’immagine contemporanea. Fondata da Roberto Casiraghi e Paola Rampini, è aperta al pubblico dal 22 al 24 maggio nella Sala Fucine delle OGR, ospita 42 gallerie italiane e internazionali, oltre trenta ospiti per il Talk Program e un fitto sistema di premi, residenze e acquisizioni istituzionali, rafforzando un modello che affianca alla dimensione commerciale una crescente componente culturale e curatoriale. “La qualità delle gallerie partecipanti, il dialogo con le istituzioni culturali internazionali e l’attenzione verso ricerca e sperimentazione testimoniano la volontà di costruire una piattaforma sempre più aperta, dinamica e capace di leggere la complessità del presente attraverso le immagini”, dichiarano Roberto Casiraghi e Paola Rampini. La specificità di The Phair sta proprio qui: nella scelta di lavorare sulla fotografia non come settore autonomo o specialistico, ma come territorio aperto che attraversa arte contemporanea, archivi, editoria, installazione, ricerca concettuale, cultura digitale e nuove forme di costruzione dell’immaginario. A THE PHAIR la fotografia allarga il proprio campo oltre il mercato tradizionale, il vintage e la stampa d’autore, entrando in dialogo con linguaggi ibridi, processi installativi e riflessioni sul presente. La struttura espositiva riflette questa impostazione. L’allestimento della Sala Fucine punta a costruire un percorso unitario più vicino a una mostra diffusa che a una successione di stand tradizionali. Le gallerie non vengono isolate come micro-padiglioni autosufficienti ma inserite in un racconto unitario in cui le opere dialogano tra loro, creando relazioni tra approcci, generazioni e geografie differenti. L’edizione 2026 amplia ulteriormente il respiro internazionale della manifestazione con gallerie provenienti da Italia, Francia, Germania, Regno Unito, Svezia, Svizzera e Montenegro. Accanto alle realtà torinesi e milanesi — da Galleria Franco Noero a Giorgio Persano, fino a Marcorossi Artecontemporanea e Tucci Russo Studio per l’Arte Contemporanea — compaiono infatti Albumen Gallery, Jaeger Art, WILLAS Contemporary e altre realtà europee che rafforzano il profilo internazionale della fiera. 

 

Jaeger Art, Michelangelo di Battista, Mystery in the Moonlight, 2009

Molto ampia la pluralità delle ricerche presenti. Le opere di Nick Brandt tratte dalla serie The Day May Break riportano in fiera i temi della crisi climatica, della vulnerabilità sociale e della relazione tra esseri umani e paesaggio globale, in continuità con la mostra visibile fino al 6 settembre alle Gallerie d’Italia - Torino nell’ambito di EXPOSED. Torino Photo Festival. In un’altra direzione si muove invece la fotografa cubana Keila Guilarte, che lavora sul rapporto tra memoria personale, corpo e spazio urbano, mentre la svedese Helene Schmitz indaga la natura attraverso immagini sospese tra osservazione scientifica e tensione simbolica. La fiera tiene insieme registri molto diversi: fotografia concettuale, paesaggio, moda, cultura pop, archivio e ricerca installativa. Compaiono così figure come Giovanni Gastel, Andy Warhol, Bob Dylan e Oliviero Toscani, accanto alla riflessione sul dispositivo espositivo e sul significato stesso della rappresentazione portata avanti da Giulio Paolini. Il Comitato Curatoriale accoglie esperienze eterogenee che spaziano dal mercato alla critica, al collezionismo internazionale: Umberto Benappi (gallerista); Emilio Bordoli (collezionista); Lorenzo Bruni (curatore e critico); Ernesto Esposito (designer e collezionista); Brandei Estes (esperta di fotografia e già Head of Photography di Sotheby’s); Benjamin & Steffi Jaeger (consulenti, curatori e galleristi); Massimo Prelz Oltramonti (collezionista); Valerio Tazzetti (fotografo e gallerista); Carla Testore (giornalista e curatrice, specialista in comunicazione e sistema dell’arte).

Tallulah Studio Art, Keila Guilarte, Sigos mes pasos, Habana 2017 (stampa 2025), 2017-2025

Tra le novità di quest’anno compaiono inoltre due nuovi nuclei curatoriali. Il primo, sviluppato con Carola Allemandi, è dedicato alle gallerie alla loro prima partecipazione a THE PHAIR e punta ad aprire la manifestazione a nuove realtà e pratiche non esclusivamente legate alla fotografia. Il secondo, costruito insieme a Denis Curti, riunisce invece gallerie che presentano progetti monografici dedicati a un singolo artista, trasformando alcuni stand in vere e proprie micro-mostre autonome. Uno dei punti più forti della manifestazione resta il Talk Program, che negli anni è diventato una sorta di piattaforma internazionale di confronto sul futuro della fotografia. Dal 22 al 24 maggio si alterneranno oltre trenta ospiti tra direttori di museo, curatori, artisti, archivisti, advisor, collezionisti ed editori provenienti da alcune delle principali istituzioni europee e internazionali. Il programma affronta questioni che oggi attraversano profondamente il sistema dell’immagine: il ruolo dei musei, la ridefinizione degli archivi, le pratiche artistiche femminili, il rapporto tra fotografia e attivismo, le trasformazioni del collezionismo e l’impatto dell’intelligenza artificiale sulla costruzione dell’immaginario contemporaneo. Tra gli appuntamenti più attesi il confronto tra Duncan Forbes del Victoria and Albert Museum e François Hébel di CAMERA – Centro Italiano per la Fotografia sul rapporto tra grandi musei e centri specializzati, oppure il dialogo tra Nathalie Herschdorfer di Photo Elysée e Urs Stahel della Fondazione MAST dedicato alle nuove sfide dell’esporre fotografia nelle istituzioni pubbliche. 

MARCOROSSI ARTECONTEMPORANEA, Rune Guneriussen, Evolution, 2024

Grande attenzione sarà inoltre dedicata agli archivi fotografici e alla gestione delle legacy artistiche, con incontri che coinvolgeranno Fiammetta Horvat, Beatrice Merz e rappresentanti della Louis Stettner Estate. Domenica la fiera si sposterà invece sul terreno delle pubblicazioni fotografiche e dei libri d’artista, con una serie di presentazioni dedicate a editoria indipendente, libri-opera e nuove pratiche narrative legate all’immagine. THE PHAIR continua anche a investire in premi, residenze e acquisizioni istituzionali. Tra le novità il premio acquisizione di Banca Patrimoni Sella & C., dedicato a opere capaci di affrontare temi come sostenibilità sociale ed empowerment, mentre BIAUTO GROUP introdurrà un premio legato ai temi dell’innovazione e della sostenibilità ambientale. Si confermano poi la residenza artistica di MCA – Mario Cucinella Architects e il sostegno della Fondazione Arte CRT, che acquisirà un’opera destinata successivamente alla GAM – Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea e al Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea. La fotografia contemporanea non coincide dunque soltanto con la produzione di immagini, coinvolge archivi, piattaforme digitali, intelligenza artificiale, memoria collettiva, processi editoriali, costruzione di identità e nuove economie culturali. THE PHAIR lavora dentro questa trasformazione, facendo di Torino uno dei luoghi in cui il sistema europeo della fotografia interroga il presente attraverso le immagini e attraverso le strutture culturali che le producono, le conservano e le fanno circolare.

Jenny Dogliani, 21 maggio 2026 | © Riproduzione riservata

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