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Camilla Sordi
Leggi i suoi articoliChristie’s ha segnato un nuovo record per Artemisia Gentileschi, confermando l'appetibilità dell’artista sul mercato internazionale degli Old Masters. Il 4 febbraio, nella sede del Rockefeller Center di New York, l’Autoritratto come Santa Caterina d’Alessandria è stato aggiudicato per circa 5,69 milioni di dollari, superando nettamente la stima di 2,5-3,5 milioni. Si tratta del nuovo massimo d’asta per la pittrice, che ha superato il precedente primato del 2019 stabilito a Parigi con la Lucrezia, venduta per 5,25 milioni di dollari.
Un risultato che fa notizia, ma sorprende fino a un certo punto. L’Autoritratto come Santa Caterina d’Alessandria è infatti uno dei soli cinque veri autoritratti noti di Artemisia Gentileschi, intesi come raffigurazioni dirette e riconoscibili dei suoi lineamenti. Tre di questi sono oggi conservati in musei, rendendo eccezionale la presenza sul mercato di un dipinto di questo gruppo. Secondo gli studiosi e la stessa Christie’s, quello appena venduto è con ogni probabilità il più antico, databile intorno al 1613, quando Artemisia non aveva ancora vent’anni.
Il dipinto colpisce immediatamente per la sua forza visiva. Una giovane donna emerge dal fondo scuro, il volto è modellato da una luce calibrata; lo sguardo è diretto, fermo, capace di instaurare un rapporto immediato con l’osservatore. Artemisia si rappresenta come Santa Caterina d’Alessandria, riconoscibile dagli attributi iconografici - la palma del martirio, la ruota spezzata, la corona e il mantello riccamente ornato - ma la composizione è dominata dal suo volto, ravvicinato e centrale, che occupa quasi interamente lo spazio pittorico. La rotazione del capo suggerisce l’uso di uno specchio, una soluzione che l’artista adotterà anche in altri autoritratti fiorentini oggi a Hartford e Londra.
Artemisia Gentileschi, «Autoritratto come Santa Caterina d’Alessandria». Christie’s
L’opera risale al periodo fiorentino (1613-1620), una fase cruciale nella vita e nella carriera di Artemisia. Trasferitasi a Firenze dopo il traumatico processo romano per la violenza subita da Agostino Tassi e il matrimonio con Pierantonio Stiattesi, l’artista trovò nella città medicea un ambiente favorevole alla propria affermazione professionale. Qui uscì dall’ombra del padre Orazio Gentileschi, ottenne importanti committenze, frequentò figure centrali della cultura del tempo - da Galileo Galilei a Michelangelo Buonarroti il Giovane - e nel 1616 divenne la prima donna ammessa all’Accademia delle Arti del Disegno.
Il dipinto è strettamente connesso all’Autoritratto come martire, oggi in collezione privata. Le due tavole sono quasi identiche per dimensioni e impostazione compositiva; recenti analisi hanno confermato l’uso di un metodo di trasferimento - ricalco o cartone - per replicare posa e lineamenti. Una pratica appresa dal padre Orazio e utilizzata da Artemisia come strategia produttiva ed economica, segno di un approccio moderno e consapevole alla propria attività.
Il record d’asta arriva in un momento di straordinaria attenzione istituzionale per Artemisia Gentileschi. Nello stesso giorno della vendita, la National Gallery of Art di Washington ha annunciato l’acquisizione della Maddalena in estasi (circa 1625), sottolineando come il recupero della figura di Artemisia sia oggi centrale nella riscrittura del canone barocco e nella valorizzazione delle artiste a lungo marginalizzate. Inoltre, già in prestito al Nasjonalmuseet di Oslo dal 2022, l’Autoritratto come Santa Caterina d’Alessandria prenderà parte alla grande mostra Artemisia Gentileschi: The Triumph of Painting prevista nel 2028 in Danimarca, alla Nivaagaard Collection di Nivå.
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