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Statua di Banksy nel centro di Londra. Luis Campello/Efe

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Statua di Banksy nel centro di Londra. Luis Campello/Efe

Banksy installa una monumentale scultura in centro a Londra. Lasciarla o rimuoverla?

Una scultura non autorizzata è apparsa a Waterloo Place, nel centro di Londra, e successivamente rivendicata da Banksy. L’opera raffigura un uomo accecato da una bandiera e si inserisce nel contesto monumentale e istituzionale della zona. Il gesto riattiva il confronto tra arte pubblica, spazio urbano e controllo.

Redazione GdA

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Nel centro di Londra, a Waterloo Place, è comparsa una nuova scultura firmata Banksy. L’opera è stata installata senza autorizzazione nella notte tra il 29 e il 30 aprile e successivamente rivendicata dall’artista attraverso un video pubblicato su Instagram, che documenta il posizionamento con una gru.

La scultura raffigura un uomo in abito formale che avanza mentre una grande bandiera gli copre il volto. La figura è colta in movimento, in equilibrio precario sul piedistallo, come se stesse scendendo. Il gesto è semplice, ma costruito con precisione: l’elemento che dovrebbe rappresentare identità e appartenenza diventa ostacolo visivo.

Il lavoro si inserisce in un contesto urbano altamente codificato. Waterloo Place è uno spazio monumentale, segnato da statue commemorative e architetture istituzionali: la Colonna del Duca di York, il memoriale della Guerra di Crimea, le figure di Florence Nightingale e Lord Leighton. In questo sistema, la nuova scultura adotta materiali e cromie coerenti con il contesto, ma introduce una deviazione evidente nella narrazione.

L’area, situata a St James’s, si colloca tra sedi governative, ambasciate e circuiti del mercato dell’arte e del lusso. La scelta del luogo definisce il lavoro tanto quanto la sua forma. L’intervento agisce su uno spazio che concentra rappresentazione politica, memoria storica e valore simbolico.

Banksy torna così a utilizzare la scultura come strumento diretto nello spazio pubblico. Negli ultimi anni la sua attività a Londra si è intensificata, con interventi diffusi e spesso rimossi in tempi rapidi, come il murale alle Royal Courts of Justice nel 2025. In questo caso, la scala e la collocazione aumentano la visibilità e il livello di esposizione. Il punto resta aperto sul piano amministrativo. L’opera, al momento della pubblicazione, è ancora in situ. La sua presenza pone una questione ricorrente: durata e destino degli interventi non autorizzati in uno spazio urbano regolato. Rimozione, conservazione o integrazione diventano parte della lettura.

Redazione GdA, 01 maggio 2026 | © Riproduzione riservata

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