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Sarony (Napoleon), Two original cabinet card photographs of Oscar Wilde, taken in New York, New York, 1882

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Sarony (Napoleon), Two original cabinet card photographs of Oscar Wilde, taken in New York, New York, 1882

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Bonhams, tutto venduto per Oscar Wilde: record per l’ultima foto sul letto di morte

A oltre un secolo dalla morte, il mito letterario e la vicenda umana dello scrittore continuano ad alimentare il desiderio dei collezionisti e il fascino di una figura capace di parlare al presente

A centoventicinque anni dalla scomparsa, l’asta londinese dedicata a Oscar Wilde ha confermato quanto il suo mito sia tutt’altro che sbiadito. Il 18 febbraio, da Bonhams, a Knightsbridge, la vendita della collezione di Jeremy Mason - oltre sessant’anni di ricerche e più di 500 oggetti legati allo scrittore irlandese - ha totalizzato 1,6 milioni di sterline con il 100% dei 156 lotti venduti.

Se nella preview l’attenzione era concentrata sulle fotografie newyorkesi e sui grandi libri, il giorno dell’asta ha riservato una sorpresa clamorosa: il top lot è stata l’ultima fotografia di Wilde sul letto di morte, scattata il 30 novembre 1900 da Maurice Gilbert. Stimata appena 3-5 mila sterline, è stata aggiudicata per 279,8 mila sterline, moltiplicando di oltre cinquanta volte la stima minima e diventando il simbolo di una vendita segnata da rilanci serrati.

Grande interesse anche per le celebri immagini realizzate a New York nel 1882 da Napoleon Sarony, che avevano contribuito a costruire l’immagine pubblica del giovane Wilde come dandy sofisticato e provocatorio. Le cabinet card, stimate in preview 4-7 mila dollari, hanno trovato acquirenti fino a 7 mila sterline. Se gli scatti di Sarony fissano l’ascesa del personaggio pubblico, la fotografia di Gilbert ne suggella invece la fine, chiudendo idealmente l’arco narrativo dell’asta: dal Wilde brillante e teatrale al Wilde fragile e malato dell’esilio parigino.

The last photograph of Oscar Wilde, on his death bed, 30 November 1900, [November, 1900]

The Picture of Dorian Gray, First Edition, Number 24 of 250, 1891

Tra i manoscritti spiccano due autografi del sonetto The Grave of Shelley (una bozza di lavoro e una copia definitiva, ca. 1881), venduti per 60 mila sterline. Risultato importante anche per la serie di cinque lettere firmate a J. Graham Hill (1888-1891), aggiudicate a 57,5 mila sterline, e per la lettera a Reggie Turner dell’agosto 1897, battuta alla stessa cifra. Notevole anche la lettera sul vegetarianismo inviata nel novembre 1887 a Violet Fane, salita a 44,8 mila sterline.

Tra i libri, si distingue la prima edizione di Salomé: drame en un acte (Parigi, 1893), tirata in 600 copie, qui proposta in esemplare con dedica autografa in francese al poeta Stuart Merrill e corredata da due lettere di quest’ultimo, aggiudicata per 48,6 mila sterline. L’asta comprendeva anche prime edizioni del Ritratto di Dorian Gray e di The Ballad of Reading Gaol, opere che segnano rispettivamente l’apice della stagione estetica e la rielaborazione poetica del trauma carcerario seguito al processo per “grave indecenza” legato alla relazione con Lord Alfred Douglas. Materiali che, insieme ai documenti relativi agli anni dell’esilio francese, restituivano un ritratto sfaccettato: il dandy, il drammaturgo celebrato, il perseguitato, l’esule.

A oltre un secolo dalla morte, il mito letterario e la vicenda umana dello scrittore continuano così ad alimentare il desiderio dei collezionisti e il fascino di una figura capace di parlare al presente

Redazione, 20 febbraio 2026 | © Riproduzione riservata

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