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Con l’apertura dell’Anno Accademico 2025-26, il 22 gennaio scorso, l’Accademia di Belle Arti di Brera ha ufficialmente compiuto 250 anni: era infatti il 22 gennaio 1776 quando l’istituzione s’inaugurava. Protagonista della giornata è stato Giulio Paolini (Genova, 1940; da sempre a Torino), artista che non necessita certo di presentazioni, cui è stato conferito il Diploma Honoris Causa, insieme alla nomina di socio onorario dell’Accademia. La laudatio è stata pronunciata da Federico Ferrari.
Quanto a Giulio Paolini, nella sua Lectio Magistralis tenuta nella Sala Napoleonica del Palazzo di Brera, si è tra l’altro domandato «Che cos’è l’arte?». E si è dato una risposta che, in linea con la sua poetica fatta di cultura, di equilibri perfetti e di meditazione, sfata tanti luoghi comuni, perché parla di silenzio (oggi, forse, la scelta più sovversiva che ci sia): «Paradossalmente, sosteneva, l’ultimo a poter rispondere è proprio l'artista, il quale certamente sa cos’è l’arte ma non può formulare una risposta salvo affermare, apponendo una firma e una data, trattarsi di “opera autentica”. Ma un’opera, per essere autentica, deve dimenticare il suo autore. La parola dell’arte è il silenzio. Ritengo insomma superata la stagione delle prediche liberatorie: “la rivoluzione siamo noi” (ieri) o “salviamo il pianeta” (oggi)».
Molte le attività annunciate per questo anno di celebrazioni, ma questa è stata l’occasione, per il presidente dell’Accademia di Brera Diego Visconti, per dare un annuncio molto atteso: «Entro aprile, incrociando le dita, occuperemo i primi 1.500 metri quadrati della manica sud dell’ex Scalo Farini», ha dichiarato. Sono spazi provvisori al momento, che tuttavia daranno un po’ di respiro all’Accademia, da troppo tempo (e oggi più che mai, con i suoi 4.500 iscritti) costretta in spazi del tutto insufficienti. In seguito, entro tre mesi «verranno assegnati al Politecnico di Milano, stazione appaltante, i lavori per ulteriori 2.650 metri quadrati del lotto 211 ed entro l’estate saranno assegnati i lavori per altri duemila metri quadrati del lotto 12». Tutti sono approvati e interamente finanziati (poche settimane fa l’annuncio del cofinanziamento della Regione Lombardia per 8 milioni di euro), cui entro l’anno dovrebbero aggiungersi ulteriori 5mila metri quadriat.
Non stupisca la cautela (e la scaramanzia) del presidente Visconti: dello spostamento dal Palazzo di Brera di parte delle attività didattiche dell’Accademia si parlava e si dibatteva da decenni. Poi, dopo che nel 2018 si era finalmente trovata una soluzione condivisa, la pandemia e altri intoppi di varia natura hanno bloccato le operazioni ma ora si può prevedere che entro il 2029 l’Accademia di Belle Arti di Brera potrà avere spazi adeguati al suo prestigio, al gran numero degli iscritti e alle nuove esigenze didattiche e operative: sempre incrociando le dita.
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