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Elena Franzoia
Leggi i suoi articoliÈ terminato il restauro che dal gennaio 2025 ha interessato la Cappella di Sant’Andrea Corsini nella Chiesa del Carmine, commissionata nel 1675 a Pier Francesco Silvani dalla principesca famiglia fiorentina che annovera tra i suoi membri papa Clemente XII. Furono infatti i Corsini a chiamare a Firenze il napoletano Luca Giordano, autore degli affreschi della cupola raffiguranti la Gloria di sant’Andrea (1682), e a ingaggiare il giovane Giovan Battista Foggini, fiorentino, che tra 1683 e 1687 scolpì le tre monumentali pale d’altare marmoree che hanno costituito l’oggetto principale del recente restauro e che raffigurano sant’Andrea Corsini in gloria, l’apparizione della Madonna e sant’Andrea Corsini alla battaglia di Anghiari.
Quest’ultima fu la prima a essere realizzata e costituisce uno dei massimi capolavori del versatile artista, la cui firma compare sulla zampa di un cavallo. Il restauro è stato eseguito dall’impresa Fratelli Navarra con direzione lavori della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per Firenze e Prato. Stazione appaltante è il Ministero dell’Interno-Fondo Edifici di Culto (Fec) mentre nel ruolo di Rup compare il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. L’investimento ammonta a circa 600mila euro, afferenti al fondo di circa tre milioni finanziato tramite Pnrr (Missione M1C3, Cultura 4.0, Investimento 2.4) e destinato al restauro delle superfici lapidee e decorate delle cappelle che insistono sul transetto della Chiesa del Carmine, oltre alla messa in sicurezza e all’adeguamento impiantistico della sagrestia. La fine lavori del progetto è prevista per il giugno 2026.
Nella Cappella Corsini gli interventi sono consistiti nella pulitura delle superfici lapidee, nel consolidamento delle fratture con iniezioni di resina epossi-acrilica e stuccature con polveri di marmo, nel rifacimento del sistema di illuminazione e nel restauro degli infissi piombati. «La pulitura ha permesso alla Cappella di riacquistare la lucentezza e la cromia dei marmi originali, cui contribuisce anche la nuova illuminazione, afferma la soprintendente Antonella Ranaldi. Insieme alla Cappella Brancacci, che si trova sul lato opposto del transetto, la Cappella Corsini è peraltro l’unica a essersi salvata dal grande incendio del 1771, che portò alla radicale ricostruzione della chiesa. Entrambe le cappelle rappresentano dei fondamentali esordi: quello del primo Rinascimento nel caso della Cappella Brancacci, con gli affreschi di Masaccio, Masolino e Filippino Lippi, e quello del Barocco romano con la Cappella Corsini, in cui spicca l’opulenza derivante dall’uso di quei marmi pregiati così amati anche dai granduchi medicei. Le pale di Foggini sono infatti scolpite in marmo di Carrara, mentre per l’architettura, completata nel 1683 da Pier Francesco Silvani, furono utilizzati il rosso di Francia per le colonne e il verde e il giallo orientale per gli intarsi marmorei. La cappella segna anche l’esordio di Foggini, dopo il soggiorno romano voluto dai Medici, in una Firenze piuttosto resistente agli sviluppi barocchi, data la lunga persistenza dell’architettura manierista».
La stessa scelta di realizzare un’architettura colorata e pale d’altare bianche, cioè non pittoriche ma scultoree, prosegue Antonella Ranaldi, «è una grande novità. Lo stato conservativo antecedente al restauro però non consentiva più la percezione unitaria e armonica della complessità materica e cromatica creata dalla compresenza di architettura, pittura e scultura. Essendo già stati gli affreschi restaurati in passato, noi siamo arrivati fino al cornicione dorato ligneo all’imposta della cupola, realizzando basilarmente una pulitura degli elementi lapidei a base di triammonio citrato e restaurando gli infissi piombati delle finestre che sulla base della cupola insistono. Si tratta di elementi non previsti nel progetto iniziale di Silvani ma aggiunti in corso d’opera, allo scopo di conferire il caratteristico effetto di sospensione luminosa che la cupola presenta rispetto alla cappella».
La pala marmorea Apparizione della Madonna a Sant’Andrea Corsini di Giovan Battista Foggini durante il cantiere. Immagine courtesy Soprintendenza APAB Firenze e Prato
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