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Lo «Xalet» del Catllaràs, ora attribuito con certezza d Antoni Gaudí

Archivio Galdric Santana, direttore della Cattedra Gaudí della Upc. Foto Pau Plana

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Lo «Xalet» del Catllaràs, ora attribuito con certezza d Antoni Gaudí

Archivio Galdric Santana, direttore della Cattedra Gaudí della Upc. Foto Pau Plana

Catalogna, è davvero di Antoni Gaudí lo «chalet» del Catllaràs

Lo conferma uno studio durato tre anni. L’edificio, costruito tra le montagne a circa 80 di km da Barcellona, reinterpreta i rifugi a punta dei Pirenei della fine dell’800 ed era destinato ad accogliere i lavoratori di una vicina miniera. L’architetto catalano non ne rivendicò mai pubblicamente la paternità perché l’opera non fu realizzata secondo il suo progetto

È davvero Antoni Gaudí l’autore del progetto per lo Xalet del Catllaràs (una catena montuosa) situato a La Pobla de Lillet, a un’ottantina di chilometri da Barcellona. L’annuncio è stato dato da Sonia Hernández, consigliera di Cultura della Generalitat, il governo autonomo della Catalogna, che ha sottolineato «la ricerca rigorosa che ha portato a un risultato di enorme valore per il patrimonio catalano e arricchisce l’eredità dell’architetto proprio quando si celebra l’Anno Gaudí che ne commemora il centenario della morte».

Lo studio scientifico condotto per tre anni da Galdric Santana, direttore della Cattedra Gaudí presso l’Università Politecnica di Catalogna (Upc) e curatore dell’Anno Gaudí, ha confermato senza ombra di dubbio che l’architetto modernista è l’autore dell’edificio che sorge nel paesino a 843 metri di altezza nella «comarca» dell’alto Berguedà, giacché presenta metodologie e tecniche uniche di Gaudí che ne accreditano la paternità. Una paternità che l’architetto non rivendicò mai pubblicamente perché l’opera non fu realizzata secondo il suo progetto originale. La scoperta è il risultato di diverse analisi documentali e costruttive, con prove geometriche, strutturali e compositive, che forniscono un supporto oggettivo all’attribuzione, oltre a contenere numerose informazioni grafiche e analitiche. Attraverso planimetrie in cui vengono stabiliti confronti con altri edifici di Gaudí, documenti storici e fotografie, lo studio mostra dettagli rivelatori sulla costruzione, che non fu diretta dal suo autore e fu eseguita e modificata da terzi, forse da Juli Batllevell uno dei suoi collaboratori, perdendo il suo significato formale e strutturale iniziale.

Lo Xalet di Catllaràs fu costruito per ospitare tecnici e operai di una vicina miniera della Asland, che l’architetto Rafael Guastavino stava costruendo nelle vicinanze. Secondo Santana, si tratta di «una reinterpretazione in scala maggiore dei rifugi di montagna a punta costruiti nei Pirenei alla fine dell’800. Lo chalet ha una pianta rettangolare e il tetto è una volta a sesto acuto che si estende fino al suolo e diventa anche facciata». Il professore sottolinea che Gaudí era un sostenitore della filosofia dei rifugi di montagna «perché erano spazi molto funzionali, realizzati con materiali locali, di modo che la costruzione si integrasse naturalmente nel paesaggio». Santana e la sua équipe hanno analizzato nei minimi dettagli specifici aspetti tecnici e costruttivi. Uno di questi è l’analisi della sezione trasversale dell’edificio, con l’osservazione della disposizione e delle geometrie dell’arco principale che mostrano le divergenze tra gli archi parabolici e quelli catenari, entrambi associati all’architetto modernista. Inoltre hanno studiato l’uso di una volta angolare in un chiostro annesso all’edificio, attualmente mancante, che presenta una tipologia costruttiva tipica di Gaudí, così come l’uso della distribuzione a 45 gradi tra le stanze per evitare i corridoi.

Il progetto risale al periodo tra gli anni 1901 e 1908, in cui Gaudí, lavorava contemporaneamente a diversi progetti per il conte Eusebi Güell. «In quegli anni era comune che gli architetti non firmassero i lavori se non venivano eseguiti fedelmente secondo il loro progetto originale» dichiara Santana. Secondo lo studioso Gaudí potrebbe essere l’autore anche di un altro edificio della zona, lo Xalet del Clot del Moro, che il conte Güell commissionò all’architetto per uso personale. 

«Questo caso conferma quanto siano importanti le prove scientifiche per determinare con rigore la paternità delle opere», ha concluso la consigliera Sonia Hernández.

Una foto d’epoca dello «Xalet» di Catllaràs. Archivio Galdric Santana, direttore della Cattedra Gaudí della Upc

Sonia Hernández e Galdric Santana davanti allo «Xalet», 18 febbraio 2026

Roberta Bosco, 19 febbraio 2026 | © Riproduzione riservata

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