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«The Ocean Dream». Venduto a 13,5 milioni di franchi

Christie’s

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«The Ocean Dream». Venduto a 13,5 milioni di franchi

Christie’s

Christie’s, successo a Ginevra: il trionfo dell’Art Déco tra Cartier e Boucheron

Al di là dei grandi diamanti, l'attenzione dei collezionisti si è concentrata su due pezzi storici che incarnano l'evoluzione del gioiello nel Novecento

Ludovica Zecchini

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In attesa che la settimana d'aste newyorkese si prenda definitivamente la scena, Christie's si fa bella con la Magnificent Jewels di Ginevra del 13 maggio, conclusasi con un risultato complessivo di 51,8 milioni di franchi. Il top lot dell'evento è stato l'anello «The Ocean Dream», un diamante colorato spettacolare aggiudicato per 13,5 milioni di franchi. Ma al di là dei grandi diamanti, l'attenzione dei collezionisti si è concentrata su due pezzi storici che incarnano l'evoluzione del gioiello nel Novecento: un sautoir di Cartier e una collana di Boucheron, entrambi risalenti al 1925.

La collana écharpe di Boucheron, composta da rubini, smeraldi, onice e diamanti, è stata l'assoluta protagonista tra i lotti d'autore, raggiungendo la cifra di 1,2 milioni di franchi. Il gioiello era stato presentato originariamente all’Exposition Internationale des Arts Décoratifs et Industriels Modernes del 1925 e si distingue per la sua struttura modulare. Il pezzo può essere scomposto in quattro elementi, due bracciali e un choker. Questa concezione di gioiello come sistema trasformabile e adattabile al corpo affonda le radici nelle sperimentazioni ottocentesche della Maison e trova nell'Art Déco una nuova coerenza estetica. Il motivo della rosa stilizzata che decora la collana richiama direttamente il dialogo tra arti decorative e moda, con riferimenti ai disegni di Paul Iribe per Paul Poiret.

Parallelamente, il sautoir Cartier realizzato a New York ha trovato un nuovo proprietario per 444,5 mila franchi. Il gioiello nasce da una commissione speciale di un cliente che desiderava integrare uno smeraldo inciso da 86,71 carati, raffigurante le divinità Shiva e Parvati, in una montatura aderente al linguaggio moderno dell'epoca. Il risultato è un equilibrio tra la monumentalità della pietra e la leggerezza delle perle di smeraldo, riflettendo la tensione tipica della produzione Cartier degli anni Venti tra eredità orientale e sintesi occidentale. Il valore di questo pezzo è legato anche alla sua apparizione cinematografica nel 1974, quando fu indossato da Lois Chiles nel ruolo di Jordan Baker nell’adattamento de «Il grande Gatsby», diventando un riferimento visivo dei «Roaring Twenties».

Entrambi i lotti testimoniano la ricerca di un nuovo ordine visivo basato sulla sintesi e sulla linearità, pur utilizzando materiali preziosi come diamanti e pietre di colore. I risultati ottenuti confermano il consolidamento del gioiello firmato come asset collezionistico. Secondo i dati più recenti, il segmento del branded fine jewellery ha registrato una crescita tra l’8% e il 12% nel periodo 2019-2025, un ritmo superiore a quello del mercato della gioielleria, per così dire, generalista. Il prestigio delle grandi maison pesa, eccome.

Cartier, Art Deco Sautoir, 1925. Venduto a 444,5 mila franchi

Boucheron, Art Deco necklace, circa 1925. Venduto a 1,2 milioni di franchi

Ludovica Zecchini, 14 maggio 2026 | © Riproduzione riservata

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