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Ludovica Zecchini
Leggi i suoi articoliA un anno dal debutto, MAZE/Design Basel conferma la propria ambizione di ritagliarsi uno spazio autonomo nel circuito di eventi collaterali che animano la città svizzera durante Art Basel. Nata nel 2025 all’indomani della scomparsa di Design Miami/Basel, il progetto promosso dal gruppo MAZE torna dal 14 al 18 giugno negli spazi della Offene Kirche Elisabethen, suggestiva chiesa neogotica situata di fronte alla Kunsthalle, rafforzando una formula che punta sulla qualità curatoriale. Il dato più evidente riguarda la crescita numerica della manifestazione. Gli espositori passano infatti da undici a ventidue, rendendo necessario l’ampliamento degli spazi con un padiglione temporaneo adiacente all’edificio storico.
Un segnale chiaro di consolidamento, più che di semplice espansione. A differenza delle grandi piattaforme internazionali, MAZE continua a privilegiare una dimensione raccolta, quasi da salone, concentrandosi sul design da collezione e sulla relazione diretta tra galleristi, collezionisti e istituzioni. La presenza rimane fortemente europea, con una componente parigina particolarmente rilevante, ma l’edizione 2026 segna anche un ampliamento geografico e una maggiore varietà delle proposte.
Uno degli aspetti più interessanti dell’evoluzione della fiera riguarda il progressivo avvicinamento al linguaggio dell’arte contemporanea. Se nella prima edizione il focus era quasi esclusivamente dedicato agli oggetti di design, quest’anno numerose gallerie hanno scelto di integrare opere d’arte all’interno degli allestimenti, trasformando gli stand in ambienti ibridi dove arredi, sculture e pittura dialogano senza gerarchie.
La formula riflette una tendenza sempre più diffusa nel mercato, dove design da collezione, arti decorative e arte contemporanea dialogano con crescente continuità. Tra le presentazioni più rilevanti figura quella di Laffanour-Galerie Downtown di Parigi, che accosta opere dell’artista tedesco Jeremy Jaspers, una scultura di Joana Vasconcelos e un grande dipinto testuale dell’americano Ken Grimes a una selezione di design storico francese. Al centro dello stand spicca un raro divano Ours Polaire di Jean Royère, conservato con il rivestimento originale verde scuro e proposto oltre il milione di euro, accanto a una libreria Mexique di Charlotte Perriand proveniente dalla collezione personale del gallerista François Laffanour.
Il riconoscimento istituzionale arriva anche attraverso il MAZE/Art Awards F.P. Journe. Quest’anno il premio è stato attribuito alla galleria newyorkese Salon 94 Design per una seduta realizzata dall’architetto indiano Bijoy Jain insieme a Studio Mumbai. L’opera, che combina bambù e seta secondo una raffinata sintesi tra artigianato e ricerca progettuale contemporanea, entrerà nella collezione del Vitra Design Museum di Weil am Rhein. Il progetto si inserisce all’interno della costellazione di eventi sviluppata dal gruppo MAZE, che comprende anche Art Gstaad, Art St. Moritz, MIRA a Parigi e LOOP a Barcellona.
General view Edition 2025, Offene Kirche Elisabethen
Laffanour - Galerie Downtown
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