Image

Verifica le date inserite: la data di inizio deve precedere quella di fine

Image

Il Ponte Vecchio a Firenze visto da Ponte alle Grazie.

Foto tratta da Wikipedia. Foto: Ingo Mehling | CC BY SA 4.0

Image

Il Ponte Vecchio a Firenze visto da Ponte alle Grazie.

Foto tratta da Wikipedia. Foto: Ingo Mehling | CC BY SA 4.0

Cinque mesi per restaurare Ponte Vecchio a Firenze

Si interverrà da maggio a settembre su uno dei luoghi simbolo del capoluogo toscano, vecchio di più di duemila anni (poco più a nord già i Romani, nel 50 a.C., realizzarono un transito a più arcate)

Gaspare Melchiorri

Leggi i suoi articoli

A Firenze si annuncia un restauro per uno dei luoghi simbolo del capoluogo toscano: Ponte Vecchio andrà «dal dottore» in un periodo previsto tra i mesi di maggio e settembre di quest’anno. È la prima volta nella storia che la città affronta un progetto organico di restauro del ponte, iniziato a gennaio dello scorso anno, con le indagini preliminari e la messa in sicurezza delle parti più esposte.

La storia del luogo affonda le radici in tempi molto antichi: i primi a realizzare un transito a più arcate furono i Romani, attorno al 50 a. C. Si trattava di una costruzione con piloni in muratura (ne sono stati individuati alcuni pochi resti) e con la travatura in legno presso un guado poco più a nord; aveva un taglio obliquo rispetto all’Arno per assorbire più agevolmente l’impatto delle piene. Il ponte venne poi consolidato e allargato verso il 123 d.C., quando l’imperatore Adriano fece edificare la Via Cassia adrianea, che univa Roma all’Etruria.

Il ponte mantenne la sua importanza durante tutto l’Impero, tanto che esso continuò ad essere amministrato per secoli da un «pontifex», il sacerdote della religione dell’antica Roma che supervisionava la costruzione di un ponte e che poi ne regolamentava l’utilizzo, tenendo conto della sua importanza commerciale e militare. Con l’andar del tempo la struttura denunciò crescenti problemi di stabilità e continue ristrutturazioni non riuscivano ad arginare i danni arrecati dalle alluvioni e dalle invasioni dei Barbari.

Ma con il crescere dell’importanza della città, già durante l’Alto Medioevo, diverse strutture unirono le due sponde anche dove poi sarebbe stato edificato Ponte Vecchio. Tutte però ebbero breve durata, distrutte da alluvioni o incendi: un ponte a cinque arcate, del 1177, resistette all’acqua e alle fiamme prima di essere distrutto dall’esondazione del 4 novembre 1333, tra le più violente che si ricordino.

Allora l’aristocrazia cittadina finanziò un piano ambizioso, completato nel 1345. Il nuovo ponte, a tre arcate con quattro edifici lineari e merlati posti ai quattro capi, aveva uno slargo centrale: questo, con l’andar del tempo, venne arricchito di altri elementi, come piccoli magazzini lignei effimeri che a partire da metà del ‘400 diventarono botteghe alimentari e in seguito per orafi e gioiellieri.

Un punto nevralgico anche per i Medici, tanto che nel 1565 Giorgio Vasari costruì per Cosimo I il «Corridoio vasariano» che collegava il centro politico e amministrativo di Palazzo Vecchio con Palazzo Pitti, la dimora privata dei Medici.

Il monumento sopravvisse nel XX secolo alle distruzioni naziste e alla tragica alluvione del ’66. Ora a prendersi cura della struttura sono state chiamate due ditte specializzate, la Piacenti Spa di Prato e la Pt Color di Firenze.

Gaspare Melchiorri, 16 febbraio 2026 | © Riproduzione riservata

Altri articoli dell'autore

Vi è stata scoperta ultimamente una vasta domus (la «domus dei mosaici») databile alla fine del I secolo a.C., con ambienti di rappresentanza, peristili, ninfei e un articolato settore termale privato

«I maschi» venne realizzato tra il 1921 e il 1924 per la Biennale di Venezia, ma poi mai esposto al pubblico. Negli anni Settanta il dipinto è stato donato al Comune di Fossombrone, che da allora lo espone nella Sala Consiliare

Il ritrovamento dei resti di questi impianti piuttosto grandi (2 metri di diametro) farebbe supporre l’esistenza, in una zona all’epoca extraurbana, di un’area artigianale specializzata nella produzione di ceramica o materiali da costruzione

 

Il recupero è stato reso possibile dai fondi Pnrr. La struttura si presenta come una serie di gallerie ipogee con volte a botte, concepite come percorso sotterraneo ad anello, arricchito da nicchie, lucernai e affacci sull'occhio del labirinto

Cinque mesi per restaurare Ponte Vecchio a Firenze | Gaspare Melchiorri

Cinque mesi per restaurare Ponte Vecchio a Firenze | Gaspare Melchiorri