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Cecilia Rinaldi, Amphora

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Cecilia Rinaldi, Amphora

Come «The Dream Factory» di Starhotels sta ridisegnando l’ospitalità e la manifattura d’eccellenza

Attraverso il coinvolgimento diretto dei grandi restauratori di Firenze, Roma e Venezia, e l'assegnazione del premio biennale - giunto alla quarta edizione sul tema della funzionalità estetica - l'iniziativa trasforma gli hotel storici in custodi e promotori del saper fare italiano

Nel panorama contemporaneo, dove la globalizzazione rischia spesso di uniformare i linguaggi espressivi, l'alto artigianato italiano si conferma come il vero motore sommerso del Made in Italy, un bacino di saperi storici e produttivi che definisce l'identità stessa della penisola. Muovendo da questa consapevolezza e dalla necessità di colmare la carenza di visibilità e di ricambio generazionale che minaccia il settore, Starhotels ha lanciato nel 2019 il progetto «La Grande Bellezza - The Dream Factory». Questa iniziativa di mecenatismo contemporaneo, nata dalla visione e dall'impegno di Elisabetta Fabri, alla guida del gruppo alberghiero fiorentino, si avvale della collaborazione strategica della Fondazione Cologni dei Mestieri d'Arte e della casa editrice Gruppo Editoriale. Insieme, queste realtà hanno strutturato un ecosistema di valorizzazione che transforms gli spazi dell'ospitalità in una vetrina internazionale per il talento manifatturiero.

Il progetto si articola attraverso una serie di azioni concrete e sinergiche che spaziano dalla formazione al coinvolgimento diretto degli artigiani nella ristrutturazione degli hotel del gruppo, fino alla creazione di collezioni esclusive di complementi d'arredo firmate Starhotels, realizzate sotto la guida di designer di rilievo come Sara Ricciardi. Ne sono un esempio la linea di tavola in vetro di Murano e lino ricamato «Cloris», nata dalla sinergia tra le storiche ditte Vetrarti e Tessilarte, e la scultura-profumatore «Phoenix», prodotta con Fornace Mian, Silver Tre Milano e la casa di profumeria torinese Tonatto. L'obiettivo è quello di offrire ai maestri d'arte opportunità di lavoro e palcoscenici di prestigio, portando le loro creazioni al di fuori dei confini alberghieri per intercettare i grandi appuntamenti del settore, tra cui Homo Faber a Venezia, la Milano Design Week e Artigianato e Palazzo a Firenze. Si tratta di un modello che recupera l'eredità storica del mecenatismo illuminato, traducendolo in opportunità occupazionali e di comunicazione per le botteghe italiane.

The Fabscarte studio, Selvatica

In questo contesto si inserisce il Premio «La Grande Bellezza», un riconoscimento biennale istituito per ricompensare la capacità di coniugare perizia tecnica e creatività, stimolando anche una reinterpretazione contemporanea di lavorazioni tradizionali complesse o in via d'estinzione. Riservato agli artigiani attivi sul territorio nazionale che presentano un'opera inedita legata al mondo dell'accoglienza, il concorso prevede un premio in denaro di diecimila euro per il vincitore. Nel corso delle sue edizioni, il premio ha visto una risposta entusiasta da parte di centinaia di atelier storici e giovani talenti, che si sono misurati su tematiche di grande fascino.

La prima edizione, intitolata «Una Fonte di Luce», ha visto il trionfo dell'atelier milanese Fabscarte con la lampada da parete retroilluminata «Selvatica». La seconda, dedicata a «La Bellezza della Natura», è stata vinta dall'ebanista torinese Andrea Bouquet con il mobile «Primitivo», un'opera in noce canaletto, frassino e ciliegio impreziosita da intarsi tridimensionali e dettagli in foglia d'oro. La terza edizione, ispirata ai «Souvenirs del Grand Tour», ha premiato l'artista tessile bolognese Cecilia Rinaldi per «Amphora», un contenitore in alluminio calandrato avvolto da un sofisticato intreccio in pelle eseguito a maglia con l'esclusiva tecnica «Legàmi». A valutare queste proposte è una giuria multidisciplinare presieduta dalla stessa Elisabetta Fabri e patrocinata dalla regista Cinzia TH Torrini, autrice della serie televisiva «Pezzi unici» ambientata proprio nelle botteghe fiorentine. Il comitato scientifico riunisce figure di primo piano della cultura, del design e dell'imprenditorialità, tra cui Barnaba Fornasetti, custode dell'omonimo marchio decorativo, Marva Griffin Wilshire, fondatrice del SaloneSatellite, Alberto Cavalli, direttore generale della Fondazione Cologni, la giornalista Livia Peraldo Matton, l'architetto e designer Ugo La Pietra, Maria Pilar Lebole dell'Associazione OMA, l'editore Matteo Parigi Bini, la designer Ippolita Rostagno di Artemest, l'architetto Stefano Boeri e Maurizio di Robilant, presidente della Fondazione Italia Patria della Bellezza.

Andrea Bouquet, Primitivo

L'impegno di Starhotels si riflette in modo sistematico nella metamorfosi delle sue strutture più iconiche, dove la committenza artistica esalta il genius loci del territorio. A Firenze, il restauro dell'Helvetia & Bristol ha visto la sinergia tra arredi d'antiquariato curati da Antonio Casciani e manufatti d'eccellenza firmati da storiche realtà locali come l'Antico Setificio Fiorentino, Moleria Locchi e Il Bronzetto, arricchiti dalle carte da parati d'autore di Ottavia Moschini per il Giardino d'Inverno e dal tocco di Riccardo Barthel nel Tinello. A Roma, l'Hotel d'Inghilterra ha riaperto celebrando le atmosfere dell'Ottocento, con velluti personalizzati Rubelli e Dedar, lampade di Il Bronzetto e Zonca Lighting, e restauri eseguiti da Fersini con le foglie d'oro di Giusto Manetti Battiloro. Anche a Venezia, la rinascita dell'Hotel Gabrielli sotto la guida del designer Andrea Auletta si è tradotta in un restauro conservativo che salvaguarda soffitti a cassettoni, marmi e oltre settecento lampadari d'epoca firmati da maestri vetrai come Archimede Seguso e la vetreria Pauly & C. Questa vocazione ha dato vita anche alle «Craft Experiences», percorsi che permettono agli ospiti di prenotare visite private nei laboratori di maestri d'arte come Ca' Macana a Venezia o il Laboratorio Paravicini a Milano, e ai progetti espositivi itineranti come «Teatri di Bellezza» — che arricchisce le suite del Rosa Grand di Milano e di Villa Michelangelo a Vicenza con opere acquistabili di maestranze locali (tra cui l'argenteria Dabbene, Ganci, Romeo Miracoli e Silver Tre; i ceramisti Guido De Zan, Ceramiche Milesi, Tonino Negri e il Laboratorio Paravicini; l'artista della carta Caterina Crepax; l'ebanista Giordano Viganò; l'orafa Daniela Vettori e la Stamperia d'Arte Busato) — o la mostra itinerante di cuori in porcellana «Italia nel cuore», ideata in collaborazione con l'Elica Studio dei maestri ceramisti Carlo Pastore ed Elisabetta Bovina.

L'iniziativa è ora giunta alla sua quarta edizione, proponendo agli artigiani una riflessione centrata sul tema «La bellezza dell'utilità». Questo nuovo corso invita a superare l'estetica fine a se stessa per concentrarsi su arredi e accessori capaci di integrare la funzione d'uso all'eleganza formale, rispondendo alle esigenze concrete degli spazi alberghieri contemporanei. La sfida non risiede nella semplice replica di stilemi passati, ma nella progettazione intelligente di oggetti eleganti, raffinati e durevoli, in cui la qualità dei materiali e il saper fare esaltino l'esperienza dell'ospite e l'efficienza operativa. Le candidature per questa nuova sfida creativa rimangono aperte fino al 15 gennaio 2027, momento in cui la giuria inizierà l'esame dei progetti per decretare l'opera capace di interpretare al meglio questa unione tra pragmatismo e bellezza.

Redazione, 06 luglio 2026 | © Riproduzione riservata

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