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Particolare del «David» di Michelangelo nella Galleria dell’Accademia a Firenze

Foto © Guido Cozzi

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Particolare del «David» di Michelangelo nella Galleria dell’Accademia a Firenze

Foto © Guido Cozzi

Conferenze, concerti, app e itinerari per i 550 anni di Michelangelo

Dal 6 marzo Firenze esplorerà il lascito dell’«eterno contemporaneo». Massimo Osanna annuncia la riunione, sotto un unico direttore, di Accademia, Bargello e Cappelle Medicee, dando vita al più importante museo del Buonarroti al mondo

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Laura Lombardi

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«L’eterno contemporaneo. Michelangelo 1475-2025» è il calendario di iniziative col quale la Galleria dell’Accademia  dal 6 marzo al 15 dicembre 2025 celebra i 550 anni dalla nascita di Michelangelo Buonarroti, indirizzato a approfondire la conoscenza delle opere michelangiolesche del museo, ma anche a sottolineare quanto l’arte del Buonarroti sia ancora capace di dialogare coi linguaggi della contemporaneità.  

Il programma è stato presentato oggi a Firenze nella Galleria dell’Accademia da Massimo Osanna, direttore generale dei Musei e direttore avocante della Galleria in attesa della nomina del nuovo direttore (dopo la fine del mandato di Cecilie Hollberg), che ha evidenziato come il museo abbia proseguito senza scossoni la sua attività  e sia capace di offrire visite di qualità a pubblici numerosi e anche complessi. 

Il programma muove, nota Osanna «dalla ricerca, essendo la conoscenza fondamentale per la fruizione», coinvolgendo università e centri ricerca, ma è anche rivolto a «un futuro sempre più inclusivo» per il museo, capace di rivolgersi a persone con diverse abilità. Numerose sono infatti le iniziative realizzate in collaborazione con l’Unione Italiana dei ciechi e degli ipovedenti di Firenze che permetteranno di esplorare in maniera tattile, con guanti, opere quali «San Matteo» e i «Prigioni», oppure le otto visite per persone sorde, in lingua dei segni italiana, in collaborazione con l’Ente Nazionale dei Sordi di Firenze, rivolte alla comprensione delle potenzialità espressive della materia e della tecnica nell’arte del Cinquecento. Osanna ha infine annunciato come il bando del 5 febbraio scorso per la nomina di cinque nuovi direttori di musei italiani che scade il 6 marzo (la commissione giudicatrice dovrebbe pronunciarsi entro l’estate), vedrà a Firenze, sotto un unico direttore, la riunione di Galleria dell’Accademia, Bargello e  Cappelle Medicee, dando vita al più importante museo di Michelangelo al mondo. Insomma, di fatto, due grandi poli museali, essendo l’altro quello costituito da Galleria degli Uffizi e Palazzo Pitti. Si torna quasi al vecchio Polo museale fiorentino, che la riforma Franceschini aveva smembrato?

Si parte il 6 marzo, compleanno di Michelangelo (6 marzo 1475) con l'Associazione degli Amici della Galleria dell'Accademia di Firenze: gli associati potranno usufruire di un'apertura straordinaria, dalle ore 19.00 alle 21.00, con visite tematiche alla collezione, condotte dai funzionari storici dell’arte del museo.

Il programma di conferenze prende avvio il 10 marzo con Cristina Acidini, «Michelangelo e Vittoria Colonna, un’amicizia nel segno dell’arte», ripercorrendo il rapporto tra l’artista e la marchesa di Pescara, destinataria di alcune Rime di Michelangelo e al quale egli offre disegni adatti alla meditazione sul sacrificio di Cristo in croce. Si prosegue il 7 maggio con Francesco Caglioti che proporrà «Il David di Michelangelo: preistoria e protostoria» soffermandosi sulla genesi dell’opera entro una prospettiva storica di lunga durata, mentre il 12 maggio Marco Pierini con «Presenza di Michelangelo nell’arte e nella cultura contemporanea» evidenzierà l’eredità di quel grande e le sue reinterpretazioni: un collante che lega artisti molto distanti tra loro, Giulio Aristide Sartorio e  Robert Mapplethorpe, Leoncillo e Jan Fabre, Renato Guttuso e Kendell Geers.

«Non ha la par cosa tutto il mondo. I Prigioni e la travagliata impresa della tomba di Giulio II» è invece il reading di Tomaso Montanari con l’attore Francesco Gori che si terrà il 9 giugno, dove, attingendo a brani dalle lettere di Michelangelo e passi scelti dei suoi biografi Giorgio Vasari e Ascanio Condivi, il pubblico sarà calato nella complessa e tormentata vicenda del cenotafio del papa Giulio II a Roma nella chiesa di San Pietro in Vincoli, mai compiuto, ma per il quale erano concepiti i «Prigioni», gli schiavi conservati a Firenze (Schiavo giovane, Schiavo barbuto, Atlante, Schiavo che si ridesta) e al Louvre (Schiavo morente e Schiavo ribelle) e il «Genio della Vittoria» di Palazzo Vecchio. 

L’evento si ripeterà in autunno, quando è atteso, in data ancora da definire, lo spettacolo musicale di Vinicio Capossela (già ospite del museo nel 2007): «Fuggite, Amanti, Amor - Rime e Lamentazioni per Michelangelo». Per la chiusura del ciclo, il 15 dicembre, in collaborazione col Conservatorio di Musica Luigi Cherubini di Firenze, il  Trio Thesan (Antonella Cicozzi all’arpa, Giuseppina Ledda al flauto e Francesca Picconi alla viola) interpreterà musiche di Debussy, di Sofia Gubaidulina e un brano di Antonio Vivaldi, «Follia» inframezzato da parti recitate tratte da poesie del Buonarroti.

Sarà inoltre lanciata una web app divulgativa, pensata per offrire contenuti multimediali e approfondimenti sulle opere di Michelangelo e di altri maestri del Cinquecento, fortemente ispirati dalla poetica del Maestro.  

A margine della presentazione, come riporta l'Ansa, Massimo Osanna ha commentato: «La cosa più importante di questo 2025 all'insegna di Michelangelo, ed è bello che avvenga proprio quest'anno, è che si uniscono Accademia e Bargello». Il direttore ha spiegato che con l'unione dei due musei «ci sarà un percorso, degli itinerari che permettono dall'Accademia, dalla bellissima tribuna con il David e i Prigioni, di andare alle Cappelle Medicee fino al Bargello con le opere giovanili e poi nella stanza segreta di Michelangelo, che è stata una delle novità che abbiamo offerto al nostro pubblico l'anno scorso».

 

Laura Lombardi, 03 marzo 2025 | © Riproduzione riservata

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