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Laura Sudiro
Leggi i suoi articoli«Nessuna insenatura al mondo risplende più dell’incantevole Baia», cantava Orazio. L’antica città romana, famosa per le frequentazioni imperiali e l’eccentrica mondanità, e nei secoli finita in parte sott’acqua a causa del bradisismo, sarà l’assoluta protagonista del Convegno nazionale di archeologia subacquea organizzato dalla Federazione italiana attività subacquee (Fias) di Napoli dal 29 maggio al 2 giugno presso il Punto Mare Diving Campi Flegrei.
Se conoscere significa proteggere, il turismo archeologico subacqueo, che dà il titolo all’iniziativa, può diventare davvero un veicolo per promuovere in maniera consapevole e sostenibile il patrimonio sommerso, contribuendo al contempo alla sua valorizzazione. Senza trascurare i benefici economici per i diving della zona. Ne è convinto Michele Stefanile, archeologo subacqueo e docente all’Orientale di Napoli, che porterà il suo contributo al convegno insieme a Cristina Canoro, della Seconda Università di Napoli e a Paolo Caputo, Rup dell’Area marina protetta di Baia.
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