Verifica le date inserite: la data di inizio deve precedere quella di fine
Redazione
Leggi i suoi articoliSe un'unica immagine per raccontare l'Italia di oggi non esiste, forse c'è un festival in grado di farlo. L'obiettivo è ambizioso, ma Cortona On The Move 2026 ha i crismi per riuscire a raggiungerlo. Giunto alla sua sedicesima edizione, l'appuntamento fotografico si rilancia sotto la direzione artistica di Renata Ferri, la quale apre a un nuovo corso che esalti ancor di più le possibilità espressive del mezzo fotografico. Lo fa attraverso un palinsesto di incontri, letture portfolio, talk ed eventi di intrattenimento in programma dal 16 luglio all'1 novembre 2026. Senza dimenticare, ovviamente, le 34 mostre chiamate a presentare il meglio della fotografia italiana e internazionale contemporanea. E, attraverso essa, l'Italia stessa.
Tema dell’edizione 2026 è infatti Beautiful Country, progetto declinato in personali e collettive, confronti generazionali, progetti inediti e committenze che delineano un’indagine sull’Italia degli ultimi decenni: un atlante visivo aperto, un “viaggio di viaggi” in cui la fotografia diventa strumento di esplorazione critica e poetica. Spiega Renata Ferri: «Beautiful Country nasce dal desiderio di tornare a guardare con attenzione ciò che abbiamo intorno a noi. La fotografia diventa uno spazio condiviso di scoperta, capace di restituire complessità, memoria e immaginazione al racconto del presente».
A dare corpo a questa mappatura dell'identità nazionale è un nucleo espositivo in cui i grandi maestri internazionali dialogano con le voci più acute della ricerca contemporanea. Il paesaggio, fisico e antropologico, emerge come primo e fondamentale terreno di indagine. Dalla riscoperta della luce marginale nella «Campagna Romana» di Joel Sternfeld alla geometrica e solitaria precisione monumentale immortalata da Candida Höfer nei suoi viaggi tra le architetture storiche del Paese, l'Italia si mostra come uno spazio stratificato, sospeso tra la meraviglia del passato e le complessità della modernità. Questa dialettica tra l'immaginario colto dello straniero e la realtà del territorio si ritrova anche nelle visioni notturne di Luca Campigotto, nelle visioni ataviche de «Gli Isolani» di Alys Tomlinson e nel suggestivo atlante personale costruito in quarant'anni di viaggi da Andrea Modica.
Accanto alla grande tradizione documentaria, il festival si spinge verso i territori dell'indagine sociale, della performance e della manipolazione visiva. Le tensioni e le ferite della storia recente affiorano nello sguardo lucido di Steffi Reimers sui territori calabresi o nella Carrara industriale di Julie Hascoёt, mentre le trasformazioni delle periferie urbane trovano un palcoscenico ideale nel collage site-specific di Botto&Bruno e nel dialogo generazionale sulla marginalità milanese tra Gabriele Basilico e Angelo Leonardo. Dalla satira visiva di Marco P. Valli e Luca Santese sulla politica contemporanea alle atmosfere performative e surreali di Kourtney Roy a Napoli o di Paolo Ventura con i suoi ex-voto immaginari, la fotografia a Cortona cessa di essere semplice riproduzione del reale. Diventa, al contrario, un dispositivo per mettere in discussione la verità stessa, come dimostrano le finzioni in scala di Silvia Camporesi, i diorama geografici di Sohei Nishino o le narrazioni digitali di Federica Sasso sull'universo giovanile.
Antonio Biasiucci, Corpo latteo, 2017
Le mostre dell’edizione 2026
Peninsula
Progetto originale ideato da Renata Ferri e prodotto in partnership con Intesa Sanpaolo, Gallerie d’Italia e Fondazione CR Firenze, una committenza che coinvolge dieci artiste e artisti – Arianna Arcara, Fabio Barile, Marina Caneve, Federico Clavarino, Matteo De Mayda, Giorgio Di Noto, Alessandro Imbriaco, Rachele Maistrello, Giulia Parlato, Giovanna Silva, che si confrontano con territori fisici e simbolici del paesaggio contemporaneo.
Campagna Romana
«Campagna Romana» è il lavoro che Joel Sternfeld ha sviluppato tra il 1989 e il 1991. Sulle orme dei pittori che partivano dall’Europa e dagli Stati Uniti per vedere Roma, anche Joel Sternfeld è stato attratto dalla luce unica di questi luoghi ai margini della grande città, che conserva le vestigia del proprio passato imperiale aprendosi alle contaminazioni del presente. La campagna romana, che nei secoli è stata palude, teatro di guerra e ambientazione di numerose opere d’arte ci ricorda che, nonostante i segni visibili della contemporaneità, esistono scorci che restano immutati nel tempo. Joel Sternfeld (1944, USA) è un celebre fotografo statunitense, pioniere e maestro indiscusso della fotografia a colori di grande formato. Le sue opere si concentrano specialmente sulle possibilità utopiche e distopiche dell’esperienza americana. Ha ricevuto due borse di studio Guggenheim. Vive a New York.
Perfetta bellezza
Dal 2003 al 2012 Candida Höfer ha viaggiato in Italia portando il proprio modo di guardare anche sul vasto patrimonio architettonico del nostro paese. Specialmente interessata a ritrarre spazi pubblici – biblioteche, musei, teatri – con una precisione formale che li rende allo stesso tempo preziosi documenti e opere contemplative, nelle stampe di grande formato della fotografa tedesca vediamo ampie sale vuote, capaci non soltanto di descrivere specifici luoghi e stili architettonici, ma anche di parlare delle persone che attraversano quotidianamente quegli spazi. Candida Höfer (1944, Germania) è un’artista di fama internazionale, nota per la sua esplorazione degli spazi pubblici e dell’architettura e per il suo distintivo approccio formale. Vive a Colonia.
Failed Postcards from Napoli (Napoli, cartoline mankate)
La canadese Kourtney Roy ha sviluppato questo progetto nel 2025, during una residenza artistica presso la Spot Home Gallery di Napoli. Affidandosi all’autoritratto, la fotografa mette in scena sé stessa diventando di volta in volta l’eccentrica protagonista di storie le cui trame sono lasciate alla nostra immaginazione. Kourtney Roy diventa in ogni scatto una figura esagerata, forzatamente fuori contesto, capace di creare una rottura con la città. I suoi doppi emergono dagli spazi per frizione, dando corpo a identità insieme forti e vulnerabili. Napoli è viva anche se ci viene mostrata deserta. La fotografia performativa di Kourtney Roy diventa la prova che Napoli è uno spazio in grado di accogliere infinite provocazioni e letture. Kourtney Roy è un’artista e regista canadese che vive e lavora a Parigi. Nelle sue opere costruisce mondi surreali, meticolosamente allestiti, che oscillano tra finzione, performance e tensione psicologica.
Songs of a Lost World (Canzoni di un mondo perduto)
Appositamente concepita per Cortona On The Move dal duo artistico torinese Botto&Bruno, è una grande installazione wallpaper realizzata con la tecnica del collage manuale, caratteristica della loro pratica. Per questo intervento site-specific, a cura di Carola Allemandi, sono state utilizzate circa 900 fotografie: i due artisti hanno ricreato un panorama immaginario mescolando frammenti di periferie urbane italiane prese da immagini del loro archivio e altri relativi alle archeologie industriali di Marghera, fotografate dagli artisti nel 1997, per dare forma a un mondo verosimile, ma carico di ricordi di epoche realmente passate. Botto&Bruno pongono un interrogativo al tempo che viviamo: riusciranno le architetture del presente a persistere nella memoria, o saranno soltanto facciate senza storia e senza vita? Botto&Bruno vivono a Torino. Attivi dagli anni Novanta, la loro ricerca indaga specialmente il tema delle periferie urbane e il rapporto tra uomo e città, dando vita a grandi installazioni immersive realizzate con collage manuale.
Cosmogonie
Per Cortona On The Move, due cicli di lavori del fotografo italiano Antonio Biasiucci vengono esposti a Palazzo Baldelli: «Museo delle Civiltà» (2022) come sequenza fotografica, e «Corpo Cosmico» (2017) presentato attraverso una installazione video su cinque schermi, pensata come esperienza immersiva e realizzata dall’artista stesso. Le Cosmogonie di Antonio Biasiucci sono i mondi che l’autore crea a partire dai soggetti che sceglie di indagare: la necropoli astratta in cui ci portano i reperti del Museo delle Civiltà di Roma, o l’ideale viaggio nel cosmo in cui le mozzarelle di «Corpo Cosmico» diventano astri, pianeti, costellazioni. Antonio Biasiucci stimola l’osservatore a vedere il mondo nella sua ricchezza di forme e rimandi per costruire un immaginario rinnovato in cui ritrovare una parte di sé. Antonio Biasiucci (1961, Italia) è un fotografo e docente italiano e fondatore di LAB/per un laboratorio irregolare. La sua ricerca, inizialmente radicata nei temi della cultura del Sud, negli ultimi anni si è trasformata in un viaggio dentro gli elementi primari dell’esistenza.
Joel_Sternfeld, Il Grande Ninfeo della Villa dei Gordiani, Roma, agosto 1990 © Joel Sternfeld
Milano ai bordi
La mostra «Milano ai bordi», pensata per Cortona On The Move, è un dialogo tra le immagini, realizzate tra gli anni Settanta e Ottanta, di Gabriele Basilico e quelle di Angelo Leonardo, tratte dal progetto «Le Monde Ou Rien» (2019-2023). La mostra tesse una connessione inedita fra un grande autore della fotografia e una voce originale del panorama contemporaneo fornendo una chiave di lettura visiva nuova per interpretare l’evoluzione delle zone più marginali di Milano. Attraverso le immagini in bianco e nero di Gabriele Basilico e di Angelo Leonardo, a essere raccontata è la grande trasformazione urbanistica e sociale che ha vissuto la periferia di Milano, ma anche il ruolo dei luoghi in questo processo: vere e proprie presenze attive, oltre che scenografie cariche di significato, di questi stessi cambiamenti. Gabriele Basilico (1944 – 2013, Italia) è considerato uno dei maestri della fotografia. Centrale nel suo lavoro il passaggio dall’era industriale a quella postindustriale e la città come prodotto dell’economia e della storia. Angelo Leonardo (1994, Italia) è un fotografo italiano il cui lavoro esplora tematiche sociali e identitarie, con particolare attenzione alla marginalità. È attivo in progetti di ricerca documentaristica di ampio respiro e in progetti editoriali.
Italian Story (Una storia italiana)
È il progetto in cui il lungo racconto italiano della fotografa Andrea Modica, italo-americana di terza generazione, prende forma attraverso i viaggi compiuti negli ultimi quarant’anni nel nostro Paese. Momenti enigmatici, rituali e paesaggi tanto reali quanto aperti a letture più profonde e simboliche. «Italian Story» riflette l’intreccio di una narrazione suggestiva, una mappa personale e totalmente inedita del nostro Paese. Andrea Modica: i suoi genitori sono nati negli Stati Uniti, i nonni invece erano siciliani da parte di padre e napoletani da parte di madre. Nata a Manhattan e cresciuta a Brooklyn, Andrea Modica è una fotografa americana che dalla metà degli anni 80 lavora molti mesi all’anno in Italia.
Stella Inquieta
«Stella Inquieta» è il capitolo iniziale, in costante aggiornamento, di una vasta indagine visiva, giornalistica, archivistica e antropologica condotta dal fotografo Mattia Balsamini e dall’autore Raffaele Panizza, volta alla comprensione del modo in cui i solar flares (tempeste solari) agiscono sull’equilibrio vitale e cibernetico di tutte le cose. La potenza solare, in grado di alterare drasticamente il campo elettromagnetico che governa satelliti, infrastrutture, GPS, diventa strettamente correlata alla sopravvivenza biologica ed economica globali. Attraverso ricerche sul campo, «Stella Inquieta» ci porta a considerare il Sole non soltanto come benefica fonte di vita, ma anche come potenziale portatore di distruzione e violenti cambiamenti. Mattia Balsamini, formatosi al Brooks Institute in California, dal 2011 sviluppa un percorso di ricerca dedicato al rapporto tra tecnologia, lavoro e identità. Raffaele Panizza è un giornalista, autore, curatore e story-designer che scrive di attualità, ambiente, tecnologia, cultura e avventura per i principali magazine italiani e internazionali.
Paparazzi
La mostra, pensata per Cortona On The Move negli spazi open air del Parterre, è un estratto coinvolgente del progetto editoriale «Paparazzi», a cura di Francesco Piccolo e pubblicato da Einaudi nel 2025. Attraverso una selezione di immagini e di testi dello scrittore e sceneggiatore, la mostra è un percorso in cui rivedere il mondo dei noti paparazzi che fra gli anni Cinquanta e Sessanta andavano a caccia di celebrità nelle indimenticabili notti romane.
Sonata
«Sonata» è un corpus di opere di Aaron Schuman realizzato in Italia nell’arco di quattro anni. Sono immagini consapevolmente filtrate attraverso idee, fascinazioni e fantasie associate al Paese e a ciò che esso ha rappresentato nell’immaginario dei viaggiatori nel corso dei secoli. Curiose e intriganti, immerse in un’atmosfera ammaliante, queste fotografie trasmettono la sensibilità di uno straniero per i dettagli e il mistero. «Sonata» ci invita a esplorare un’Italia tanto della mente quanto del mondo, in costante rinnovamento, stimolante e risonante nelle sue suggestioni. Aaron Schuman è fotografo, scrittore, curatore e docente. È autore di Passacör (Witty Books), Sonata (MACK), Slant (MACK) e Folk (NB). Le sue opere sono state esposte a livello internazionale e sono presenti in numerose collezioni.
Guilty Grounds (Terre colpevoli)
Progetto della fotografa olandese Steffi Reimers dedicato all’indagine sui paesaggi della Calabria, che con le sue immagini rende taciti testimoni dei crimini della ’Ndrangheta. Utilizzando un’illuminazione mirata per rilevare segni e tracce, la memoria della violenza umana torna in superficie: cicatrici sul terreno e resti sono le tracce a cui quei luoghi hanno assistito. Il paesaggio non è un soggetto passivo, ma protagonista nella preservazione della memoria del territorio e delle vite che l’hanno attraversato. «Guilty Grounds» mette gli spettatori di fronte alla tensione tra bellezza naturale e atrocità umana, indicando l’ambigua coesistenza dell’una con l’altra. Steffi Reimers (1995, Paesi Bassi) è una fotografa che vive e lavora a Hoorn. Il suo lavoro esplora i temi della transitorietà, della storia e della perdita, concentrandosi sulle narrazioni nascoste e sul rapporto tra persone, memoria e paesaggio.
AVIO, Colleferro (Roma): Una squadra specializzata di avvolgitori con tute protettive e respiratori per le fasi più delicate della fabbricazione degli ugelli. Sulle loro teste, la struttura interna di un interstadio del razzo Vega-C grazie al quale, il prossimo 19 maggio, andrà in orbita SMILE: Solar wind Magnetosphere Ionosphere Link Explorer)
Diorami
«Il Po» e «Diorama Map Venice», opere rispettivamente del 2018 e del 2026, racchiudono il racconto delle esperienze che l’artista giapponese Sohei Nishino ha vissuto durante i suoi viaggi in Italia, non vere e proprie mappe accurate dei territori visitati, ma l’espressione dei ricordi e della connessione fisica dell’artista con i paesaggi e le persone incontrate nel tragitto. Sulle sponde del fiume più lungo d’Italia o nel dedalo dei canali della laguna veneziana, Sohei Nishino ha infatti riempito centinaia di rullini: dalle stampe a contatto ha poi ritagliato quelli che sono diventati i piccoli frammenti delle sue opere. La rappresentazione geografica abbandona ogni intento di corrispondenza con il reale per restituire il processo umano con cui è stata percepita da chi l’ha vissuta. Sohei Nishino (1982, Giappone) è un artista che crea opere basate su esperienze e ricordi acquisiti attraverso il cammino e il viaggio.
Rave
La mostra presentata a Cortona On The Move rende omaggio al fenomeno dei raduni techno, esperienze libere e autogestite che rivivono attraverso lo sguardo di Mattia Zoppellaro e Chiara Fossati. Il patrimonio visivo della sottocultura rave prende vita a Cortona per interrogare il presente e trasmettere le radici di un immaginario. Mattia Zoppellaro è un fotografo italiano. Ha realizzato vari progetti di reportage antropologico, di costume e dedicati ai movimenti giovanili. È autore dei libri Appleby (Contrasto, 2017) e Dirty Dancing (Klasse Wrecks, 2021). Chiara Fossati (1984, Italia) è membro ufficiale del collettivo Cesura. Dal 2017 insegna Storia della Fotografia Contemporanea allo IED di Milano. Nel 2021 ha pubblicato con Cesura Publish il suo primo libro, Whatever, sui rave party old school in Italia.
Stromboli
A Cortona On The Move, l’isola di Stromboli viene presentata attraverso un doppio sguardo: quello delle immagini di Federico Patellani, che nel 1949 documentava quanto accadeva sull'isola e sul set di «Stromboli (Terra di Dio)» del regista Roberto Rossellini – di cui in mostra verranno proiettate alcune scene – e di Chiara Indelicato, autrice contemporanea del progetto «Pelle di Lava» e abitante dell’isola.
Stromboli (Terra di Dio)
In collaborazione con il MUNAF - Museo Nazionale di Fotografia, courtesy Eredi Federico Patellani e Regione Lombardia. Federico Patellani realizza un racconto stratificato in cui si scorgono allo stesso tempo un pezzo di storia del cinema, l’incontro tra la troupe del film e la gente del luogo, e ancora la potente natura dell’isola. Federico Patellani (1911–1977, Italia) è stato un indiscusso protagonista della storia del fotogiornalismo italiano. Fotografo di riferimento del settimanale “Tempo” e autore del manifesto “Il giornalista nuova formula” (1943), è stato testimone di tutti gli eventi che hanno segnato la società italiana dal dopoguerra fino alla sua scomparsa (1977).
Pelle di Lava
Il progetto fotografico di Chiara Indelicato si inserisce all’incrocio tra arte plastica e impegno politico, interrogando l’equilibrio fragile tra l’uomo e l’ambiente. Realizzate sull’isola di Stromboli, dove l’autrice vive, le immagini sono frutto di un’osservazione minuziosa del territorio e sono realizzate interamente (sia per lo sviluppo sia per la stampa) con una tecnica che impiega sostanze non tossiche: caffè, vitamina C e acqua di mare. Il lavoro intende esplorare il modo moderno, in costante evoluzione, di abitare l’isola vulcanica per comprendere e trasmettere la sofferenza della natura e il suo linguaggio misterioso. Stromboli è un’isola, un vulcano, un microcosmo nel cuore del Mediterraneo che incarna la sfida mondiale dell’urgenza climatica. Chiara Indelicato (1987, Italia) è un’artista indipendente. La sua pratica esplora procedimenti fotografici analogici alternativi, in dialogo con le sue ricerche sulla memoria dei territori isolati e sui racconti marginalizzati.
Settimana Santa
Progetto ideato e realizzato in partnership con at - autolinee toscane. Una fotografa e uno scrittore partono per un viaggio nelle province della Toscana nei giorni di Pasqua. Niente Tuscany e vignaioli influencer. A Pasqua incontrano un buffo culo di marmo che calamita l’obiettivo di Giulia Mangione. Siedono in un monastero davanti a un’artista che diede nome a un brano dei Pink Floyd. A Bibbiena incontrano i custodi di un computer Olivetti. Si godono il sole a Levigliani, pranzano a Macchiascandona e poi incrociano località che non avevano mai sentito nominare: Il Cristo, Nomadelfia, Piscialembita, Rigomagno. Sette giorni benedetti dal sole di aprile: una settimana santa. Ivan Carozzi è scrittore, giornalista culturale, autore di programmi televisivi, podcast, audiodocumentari e vodcast. Giulia Mangione (1987, Italia) vive e lavora a Oslo. Nel suo lavoro utilizza fotografia, video e scrittura per esplorare il concetto di identità e appartenenza.
Giulia Mangione, Parco di Pinocchio, Pistoia, aprile 2026
Oasi di sosta. L’Italia nelle immagini dell’archivio Eni
L’archivio fotografico di Eni, con oltre mezzo milione di scatti, racconta la storia dell’energia e dell’Italia dagli anni Venti a oggi, durante i cento anni che prima Agip e poi Eni tracciano i nostri viaggi, dalle prime colonnine di benzina alle stazioni di servizio volute da Enrico Mattei nel 1952 e disegnate dall’architetto Mario Bacciocchi con bar, market e motel, emerge il ritratto di un Paese che cambia. Al bianco e nero e all’austerità degli scatti più datati si sostituisce con il tempo il colore, specchio di nuove tecniche nella fotografia, ma soprattutto segno del prepotente ingresso della modernità in Italia. La stazione di servizio diventa così un punto di vista sull’Italia che cambia il suo stile di vita, da nord a sud, nelle grandi città e nei piccoli borghi. Punto di vista che viene colto dai fotografi che lavorano negli anni prima per Agip e poi per Eni, tra loro Aldo Ballo, Federico Patellani, Luigi Ghirri.
Battaglia Reale
La ricerca dell’artista visiva Federica Sasso viene presentata a Cortona On The Move in un intervento immersivo a cura di Emanuele Amighetti. Il lavoro si presenta come momento di riflessione multidisciplinare sull’adolescenza, la cultura digitale e i nuovi media attraverso la relazione tra individualità e tecnologia, autorappresentazione e avatar digitali. Un ambiente in cui lo spettatore potrà vivere in prima persona la sottile linea di confine tra realtà e finzione attraverso fotografie di grande formato e proiezioni digitali attinenti alla cultura del gaming e di Internet. Identità, desiderio e rappresentazione non risultano più distinguibili, e mentre centrale risulta essere il tema del corpo: visto non soltanto come presenza fisica, ma soprattutto come superficie di proiezione, interfaccia, identità in continua trasformazione. Federica Sasso (1992, Italia) è un’artista visiva e ricercatrice. La sua pratica indaga la percezione del corpo, l’interazione tra virtuale e reale e l’impatto della tecnologia sulla vita contemporanea. Collabora con centri di ricerca internationale tra cui l’Istituto Italiano di Tecnologia di Genova. Insieme al sound artist Luca Pagan ha fondato lo studio 4E, pratica interdisciplinare sul design dell’esperienza mediata dalla tecnologia.
Quando scende la notte
Esplorata attraverso lo sguardo di uno degli autori italiani più rappresentativi della fotografia di paesaggio, l’Italia di Luca Campigotto, esposta lungo il percorso open air della Via Crucis di Cortona, restituisce panorami inediti anche dei luoghi più noti. Nel suo viaggio dal Nord al Sud Italia, il fotografo incontra la vasta eredità storica e artistica del nostro Paese, con la quale entra in dialogo, privilegiando la luce della sera, per dare forma a una fotografia meditata, lenta e riflessiva. Le vedute di Luca Campigotto sono il risultato del perfetto equilibrio tra tensione compositiva e forza della luce: la scrupolosa impostazione formale e l’accurato lavoro in postproduzione rendono le sue visioni senza tempo, da decifrare nei dettagli delle stampe di grande formato. Luca Campigotto (1962, Italia) vive tra Milano e New York. Si dedica alla fotografia di paesaggio e architettura realizzando progetti in tutto il mondo.
Io sono confine
Con Medici Senza Frontiere tra viaggio, attesa e cura. Un’esplorazione che segue le tracce di chi arriva in Italia dalla frontiera slovena, dopo il lungo cammino della rotta balcanica. Il Carso, la pietra, i magazzini del porto di Trieste diventano luoghi segnati dal passaggio e dall’attesa, dove il confine sembra continuare a esistere anche dopo l’arrivo, nei corpi stanchi, nelle ferite e nell’incertezza. Dentro questo vuoto, prende forma una rete di società civile fatta di volontari, associazioni e realtà umanitarie che ogni giorno costruiscono risposte concrete e solidali, trasformando luoghi di transito in spazi di ascolto, cura e relazione. In questo contesto opera anche Medici Senza Frontiere con lo sportello socio-sanitario HOPE. Il progetto mette così insieme il viaggio e la frontiera con le relazioni umane che nascono fatte di gesti di cura, presenza e solidarietà capaci, almeno per un momento, di dissolvere il confine stesso. Francesco Anselmi (1984) vive a Torino. Dal 2016 il suo lavoro si concentra sui cambiamenti che coinvolgono le aree di confine nella società occidentale, dall’Europa agli Stati Uniti d’America. Nel 2024 ha pubblicato Borderlands con l’editore tedesco Kehrer Verlag.
Carrara, il crepuscolo della montagna
Julie Hascoёt si è messa sulle tracce del volto meno conosciuto della città toscana nota internazionalmente per le sue cave di marmo. Meno nota, infatti, è la sua storia politica, che ha visto nascere un forte movimento anarchico fin dalla fine del XIX secolo. Circondata dalle Alpi Apuane, Carrara è teatro di una vorace attività di estrazione. Un paesaggio eroso da ogni lato, ceduto all’appetito di una miriade di macchine sempre più efficienti. Con sguardo lucido, la fotografa francese raccoglie i dati e le tracce visive di un paesaggio che non è soltanto splendore naturale, ma è segnato dalla pesantezza delle ruspe e dalla loro attività sulle pareti squadrate di pietra. Julie Hascoёt (1989, Francia) è un’artista francese il cui lavoro, oltre alla fotografia, abbraccia i settori dell'editoria, delle installazioni e delle pratiche curatoriali. Dal 2013 è co-fondatrice e co-responsabile del progetto Zines of the Zone.
Per grazia ricevuta
«G. R. G R A Z I A R I C E V U T A» è un progetto dell’artista Paolo Ventura nato dal fascino per le rappresentazioni degli Ex Voto, illustrazioni realizzate tra il 1300 e gli anni Settanta del secolo scorso per ringraziare santi e protettori dopo aver superato eventi tragici. In queste immagini, Paolo Ventura ha ritrovato una fertile commistione tra fede, magia e paganesimo, nonché un immaginario che dal reale guarda spesso all’assurdo e all’ironico. Su questa ispirazione, l’artista ha voluto inscenare miracoli dall’impronta ancora più surreale, cercando allo stesso tempo di rievocare la medesima potenza narrativa degli Ex Voto originali. Paolo Ventura è uno dei fotografi italiani più originali. Ha esposto in gallerie e musei in tutto il mondo e da qualche anno predilige la pittura. Tra i suoi ultimi libri pubblicati compaiono Autobiografia di un Impostore (2021) e Milano Proiezioni Astratte (2024).
Paesaggio inverso
Silvia Camporesi esplora il confine tra realtà e finzione ricreando fotograficamente luoghi inaccessibili. Non potendo riprendere Fabbriche di Careggine, paese sommerso nel Lago di Vagli, lo ha ricostruito in scala 1:25 fotografandolo in tre fasi: sommerso, in emersione ed emerso. Per la città romana sommersa di Baia ha invece ricreato i fondali in un acquario usando statue in miniatura. In entrambi i casi assistiamo a una forzatura del paesaggio e a una manipolazione che guida la nostra percezione. Questa alterazione si intreccia con i limiti della fotografia: l’artista ne mette in discussione la fedeltà al reale, svelando l'ambiguità attraverso dettagli minimi e una messa in scena consapevole. Silvia Camporesi (1973, Italia), laureata in filosofia, dedica la sua ricerca al paesaggio italiano. Ha esposto in numerose mostre in Italia e all’estero. Nel 2026 ha pubblicato con Einaudi Una foto è una foto è una foto.
Julie Hascoët, Cava Crespina, Fivizzano
Gli Isolani (The Islanders)
Nell’arco di due anni, la fotografa britannica Alys Tomlinson ha documentato i costumi e le maschere tradizionali indossati durante le feste e le celebrazioni annuali nelle isole della laguna di Venezia, della Sicilia e della Sardegna. Scattate su pellicola analogica con una macchina fotografica a lastre di grande formato, le immagini ci invitano a entrare in un mondo misterioso diviso tra sacro e profano, catturando parte del mistero e dell’atavismo di questi rituali e credenze culturali profondamente radicati. In questo lavoro, le immagini abitano una terra di confine tra finzione e realtà. Alys Tomlinson (1975, Regno Unito) è un’artista fotografa. Esplora temi come la fede, il rituale e l’identità lavorando principalmente in bianco e nero e in grande formato. È autrice dei progetti Ex-Voto, Lost Summer, e Gli Isolani (The Islanders).
Tombola
In un allestimento pensato appositamente per Cortona On The Move, le caselle di una vecchia tombola di paese ospiteranno le immagini del fotografo Jason Fulford, realizzate in Italia nel corso di quasi dieci anni e tratte da alcuni dei suoi più importanti progetti editoriali – The Heart Is a Sandwich, Picture Summer on Kodak Film, Raising Frogs for $$$ – insieme ad alcune immagini inedite. Le opere di Jason Fulford sembrano metafore aperte. Il fotografo racconta piccoli dettagli, incontri, scorci che, accostati attraverso un meticoloso processo di editing – parte integrante della sua ricerca –, indicano il potere dell’associazione nella ricerca di nuovi significati e nuove storie. Jason Fulford è un artist, co-fondatore di J&L Books. Un punto focale del suo lavoro è il tema di come il significato venga generato attraverso l’associazione.
Realpolitik
Marco P. Valli e Luca Santese, membri del collettivo fotografico italiano Cesura, hanno documentato i principali eventi legati ai cambiamenti politici avvenuti in Italia nel 2018 a seguito delle elezioni del 4 marzo e della nascita della coalizione dei partiti Movimento 5 Stelle e Lega. «Realpolitik» è un progetto suddiviso in cinque volumi: Boys Boys Boys (I e II edizione), Popolopopolo, Lega Nord Party e MoVimento Lento. Con uno sguardo brutale e impietoso, i volti e le scene riprese dai due autori risultano quasi deformati dalla luce del flash, che ne rivela i tratti inquietanti e caricaturali. Con un approccio che va oltre la semplice documentazione dei fatti, Marco P. Valli e Luca Santese rappresentano in chiave satirica la loro critica alla faccia della politica italiana. Luca Santese (1985, Italia) ha lavorato come assistente nello studio di Alex Majoli e ha co-fondato Cesura nel 2008. Il suo lavoro è stato pubblicato su diverse testate ed esposto in Europa, Russia e Stati Uniti. Marco P. Valli (1989, Italia) è un fotografo italiano. Le sue opere sono state pubblicate da riviste nazionali e internazionali ed esposte in Italia. Realizza progetti individuali e collettivi concentrati sulla fotografia documentaristica e sulla ricerca in ambito artistico.
In cerca del lupo e del santo
In collaborazione con Institut d’Estudis Baleàrics. È il progetto del fotografo spagnolo Yago Soria Díaz nato dalla collaborazione che dal 2019 Cortona On The Move intrattiene con l’Institut d’Estudis Baleàrics. All'inizio del XIII secolo Francesco d'Assisi si recò a piedi a Gubbio e mise fine al conflitto fra un lupo e gli abitanti del luogo chiamando l’animale “fratello”. Ispirandosi a questa vicenda, Yago Soria Díaz ritrova una tensione simile all’interno delle comunità del Casentino, in provincia di Arezzo, dove più di una dozzina di branchi stabili di lupi vagano per le foreste. «In cerca del lupo e del santo» riflette su questi attriti: pastori in allerta, tecnici del parco che monitorano i movimenti dei branchi, ambientalisti che vivono questo ritorno come importante segno della conservazione della fauna selvatica italiana e istituzioni che mediano tra mondi che faticano a capirsi. Il lupo, ancora una volta, divide. Yago Soria Díaz (1996, Spagna) è fotografo e docente. I suoi progetti nascono da una stretta relazione con il contesto e spesso si collocano in uno spazio tra l’osservazione documentaristica e l’intervento deliberato.
A casa di Italo. Una collezione italiana
Fotoromanzo italiano
«A casa di Italo» nasce dall’esperienza di Fotoromanzo Italiano e presenta un parziale riallestimento della casa di Italo Manzo, collezionista, mecenate e appassionato di cultura popolare italiana. In mostra saranno allestiti mobili, oggetti e memorabilia che abbracciano gli anni Settanta e arrivano fino ad oggi, assemblando un caustico e stratificato minestrone con il quale Fotoromanzo Italiano ricostruisce e restituisce l’estetica del “neoreality”. Attraverso questa nuova azione, lo spazio domestico viene trasformato in un dispositivo visuale che intreccia memoria, finzione e immaginario collettivo. Fondato nel 2011 da Giorgio Barrera, Andrea Botto e Michele Apicella, Fotoromanzo Italiano indaga la cultura visuale italiana tra fotografia, video, archivio, film, installazione, creando un immaginario neoreality, sospeso tra reale e finzione. Ha esposto in istituzioni e festival internazionali.
OverTourism
Il progetto di Alessandro Toscano solleva la questione sempre più rilevante del fenomeno del turismo di massa nelle città d’arte italiane, in cui ogni anno si contano più di 50 milioni di visitatori. Le immagini di Alessandro Toscano, elaborate digitalmente, ci mostrano località sovraffollate – Roma, Pisa, Firenze – e sottolineano la capacità delle dinamiche dell’overtourism di alterare della percezione e la morfologia dei paesaggi. Grandi scenografie mediatiche, le città prese d’assalto dai turisti sono spesso quelle più fotografate: Alessandro Toscano porta in superficie la relazione tra grandi fenomeni sociali e il mondo dei media, stimolando l’osservatore a formulare un nuovo modo di interpretare le complesse dinamiche sociali che attraversano questi luoghi. Alessandro Toscano è un artista visivo e docente italiano la cui ricerca abbraccia video, fotografia e installazione in un approccio multidisciplinare tra documentazione, ricerca etnoantropologica e pratiche partecipative a livello comunitario.
Video-Stadio
Spesso la cosa più difficile è vedere ciò che abbiamo sotto gli occhi, come i luoghi che dimentichiamo semplicemente perché li abbiamo visti troppo spesso. L’opera «Video-Stadio», realizzata nel 1997 dall’artista Paola Di Bello, è un’inquadratura fissa su uno dei piloni del terzo anello dello Stadio San Siro di Milano. Alla fine della partita gli spettatori scendono dalle rampe a spirale e, per un effetto ottico-percettivo, le fanno letteralmente “girare” su sé stesse, tanto da sembrare avvitarsi al terreno. Le torri dello Stadio San Siro senza i tifosi che escono dallo stadio a fine partita non girano, non danzano, non prendono vita. La questione del vedere è portata dall’artista al suo massimo potenziale inventivo, in cui l’architettura delle colonne dello stadio attiva una nuova interpretazione visiva della realtà. Paola Di Bello è un’artista visiva italiana e docente di Fotografia dal 2006. La sua ricerca si impegna a esplorare le problematiche socio-politiche della città contemporanea attraverso un’indagine sull’atto stesso del fotografare.
A Lidiput
L’opera nasce da un’esperienza personale di Moira Ricci. Durante le stagioni estive tra il 2002 e il 2004, infatti, l’artista fu ingaggiata come fotografa sulla spiaggia di Lido di Savio, in provincia di Ravenna. La frustrazione di essere spesso respinta o ignorata dalle persone a cui offriva di posare per un ritratto viene rielaborata da Moira Ricci, che decide di fotografare da lontano le persone sul lido, ritagliando successivamente le sagome e collocando sul proprio corpo sprofondato nella sabbia. Il disagio provato si traduce in un autoritratto in cui l’autrice è calpestata da una moltitudine di persone che non si accorgono della sua presenza e continuano a passeggiare incuranti su di lei. Moira Ricci (1977, Italia) è un’artista la cui ricerca, spesso autobiografica, indaga i temi dell’identità individuale e sociale, della storia familiare e del legame originario con il territorio, intrecciando invenzione tecnologica e riscoperta dell’immagine vernacolare.
Gino Severini, da vicino
In collaborazione con Accademia Etrusca di Cortona e MAEC. Fabrizio Vatieri. In corso di realizzazione.
Groundswell Project
«Groundswell» è un progetto cofinanziato dall’Unione Europea che riunisce quattro importanti istituzioni internazionali dedicate alla fotografia contemporanea – Photo Museum Ireland, FOTOHOF, Imago Lisboa e Cortona On The Move – con l’obiettivo di riflettere, attraverso il linguaggio visivo, sulle pratiche e le azioni concrete legate alla crisi climatica.
Il progetto nasce per sostenere artiste e artisti europei nello sviluppo di lavori fotografici e audiovisivi dedicati al tema della climate action, intendendo la fotografia come uno strumento capace non solo di sensibilizzare, ma anche di rendere visibili risposte, pratiche e possibilità di cambiamento. Attraverso open call internazionali, mostre itineranti, pubblicazioni, workshop e programmi pubblici, il progetto Groundswell costruisce uno spazio di confronto tra arte contemporanea, sostenibilità e partecipazione culturale.
Altri articoli dell'autore
Le sezioni Classical and Modern e Post-War & Contemporary dell’asta organizzata da Catawiki in collaborazione con «Il Giornale dell’Arte» propongono un percorso che unisce maestri antichi, protagonisti dell’Ottocento e grandi nomi dell’arte del secondo Novecento
«Forti raffiche di vento hanno colpito la struttura mentre erano in corso i lavori sullo strato esterno del tessuto, provocando strappi ai bordi», si legge in un comunicato
«È morta di dolore poco più di un anno dopo la scomparsa di Mattias Ripa, suo marito e amore della sua vita», ha scritto la famiglia. Aveva 56 anni. Autrice di fumetti e illustratrice, nelle sue opere ha raccontato la sua infanzia durante la rivoluzione in Iran, l’adolescenza in Europa, il rapporto tra Oriente e Occidente
Riceviamo e pubblichiamo la lettera che la Fondazione ha inviato il 28 maggio per replicare alla richiesta degli artisti in Mostra di non partecipare alla selezione dei due nuovi premi



