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Monica Trigona
Leggi i suoi articoliIl 5 giugno la casa d'aste americana Heritage Auctions metterà al rostro il patrimonio personale di Matthew Perry in una vendita che intreccia memoria televisiva, arte contemporanea e filantropia in modo sorprendentemente coerente.
Il ricavato andrà alla Matthew Perry Foundation, nata per sostenere programmi di recupero dalle dipendenze e combattere lo stigma sulla salute mentale. Ed è proprio questo elemento a impedire all’operazione di scivolare nel sentimentalismo commerciale. Perry aveva scelto di raccontare pubblicamente la propria fragilità con una lucidità quasi brutale; oggi quella stessa esposizione personale si trasforma in sostegno concreto per chi attraversa esperienze simili.
Naturalmente il cuore emotivo dell’asta resta Friends, la serie che ha reso Chandler Bing una figura generazionale. In catalogo compaiono ventisei copioni originali legati ad alcuni degli episodi più celebri dello show, comprese le sceneggiature del finale, firmate dall’intero cast storico e donate da Warner Bros.
Ma il vero feticcio destinato a incendiare la gara potrebbe essere la replica personale della celebre cornice gialla dello spioncino dell’appartamento di Monica: uno di quegli oggetti apparentemente insignificanti che la cultura pop ha trasformato in icone assolute.
«Matthew Perry era una persona che la gente sentiva di conoscere davvero. Attraverso il suo lavoro e la sua onestà, ha costruito un legame con il pubblico di tutto il mondo che andava ben oltre lo schermo», parola di Joe Maddalena, Vicepresidente esecutivo di Heritage Auctions, che ha anche aggiunto: «Questa asta riunisce gli oggetti personali e le passioni che hanno plasmato la sua vita, offrendo ai fan un modo significativo per entrare in contatto con la sua storia. Ancora più importante, permette a quel legame di fare del bene concreto, sostenendo la Matthew Perry Foundation e portando avanti la sua missione di aiutare chi affronta la dipendenza. È un modo potente per far vivere la sua eredità e unire le persone a sostegno di qualcosa che gli stava profondamente a cuore».
Banksy, «Girl and Balloon», 2005. Courtesy of Heritage Auctions, HA.com
La vendita racconta anche un altro Matthew Perry, meno prevedibile e molto più sofisticato. Tra i lotti compaiono infatti due opere di Banksy, tra cui «Girl and Balloon (Double Canvas)», una delle immagini più riconoscibili dell’artista britannico, oltre a un lavoro di Mel Bochner, figura storica dell’arte concettuale americana. Quindi chi si aspettava soltanto memorabilia televisive, certo importanti e centrali, rimarrà stupito nello scoprire un collezionista capace di muoversi tra cultura mainstream e arte contemporanea con notevole istinto visivo.
I numeri, inevitabilmente, saranno altissimi. Il doppio canvas di Banksy potrebbe spingersi oltre i 400mila dollari lordi grazie alla combinazione micidiale tra rarità e provenienza celebrity. Lo Screen Actors Guild Award vinto da Perry nel 1995 potrebbe superare i 150mila dollari, mentre la cornice gialla di Friends rischia di diventare il lotto-simbolo della vendita con realizzi a sei cifre. Anche le sceneggiature autografate potrebbero volare ben oltre le aspettative, sospinte da quella nostalgia millennial che il mercato continua a monetizzare con impressionante efficacia.
Ma la sensazione è che questa asta funzioni soprattutto perché evita il «tono mausoleo» non celebrando Matthew Perry come mito irraggiungibile; al contrario, ne conserva la dimensione umana, ironica e vulnerabile. La vendita di questi oggetti infatti pare voler trasformare un’eredità privata in una forma pubblica di cura all'interno di un sistema culturale che troppo spesso consuma i propri idoli fino all’esaurimento.
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