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Juan Miró, Le Soleil Mallorca (1972)

Courtesy Métayer-Mermoz

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Juan Miró, Le Soleil Mallorca (1972)

Courtesy Métayer-Mermoz

Dal cassetto all’asta: riappaiono tre opere inedite di Joan Miró

Le tre opere, che raccontano del rapporto dell'artista con il design e l’architettura d’interni, saranno proposte in vendita il 19 aprile ad Antibes dalla casa d’aste Métayer-Mermoz

Camilla Sordi

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Tre opere su carta rimaste finora sconosciute di Joan Miró stanno per riemergere sul mercato dopo essere state ritrovate in modo del tutto inatteso tra gli effetti personali di un suo collaboratore e amico, Edmond Vernassa. Il ritrovamento getta nuova luce su un aspetto poco noto della produzione dell’artista, quello legato al design e l’architettura d’interni. La scoperta è avvenuta nel sud della Francia, quando il banditore Guillaume Mermoz ha individuato un primo disegno, intitolato «Le Soleil Mallorca» (1972), all’interno dell’appartamento di Vernassa a Nizza. L’opera, caratterizzata da una figura solare stilizzata racchiusa in una forma ovale e circondata da segni stellari, era stata utilizzata negli anni Settanta per campagne turistiche dedicate all’isola di Maiorca.

Da quel momento è nata l’ipotesi che potessero esistere altri lavori. Gli eredi di Vernassa hanno quindi deciso di controllare anche il suo studio, dove hanno rinvenuto un vecchio tubo da poster rimasto chiuso per decenni. Al suo interno si trovavano due grandi disegni preparatori, lunghi circa tre metri ciascuno, destinati alla realizzazione di ringhiere per un balcone interno. Le composizioni presentano linee fluide e forme che ricordano costellazioni, elementi tipici del linguaggio visivo di Miró.

Secondo Mermoz, il riconoscimento è stato immediato, con il tratto dell’artista che risultava inequivocabile già ai primi sguardi. I fogli conservano ancora piccoli fori lungo i bordi, segno che furono fissati alle pareti dello studio di Vernassa durante la fase di lavorazione.

Le tre opere saranno messe all’asta il 19 aprile ad Antibes dalla casa d’aste Métayer-Mermoz. I due disegni per le ringhiere sono stimati tra i 200-400 mila euro ciascuno, mentre il lavoro dedicato al sole presenta una valutazione più contenuta, tra 30-50 mila euro. Prima della vendita, verranno esposti a Parigi in occasione della Drawing Week, in programma dal 25 al 30 marzo.

Disegno della ringhiera del balcone parigino di Aimé e Marguerite Maeght. Courtesy Métayer-Mermoz

I lavori testimoniano una pratica meno conosciuta di Miró. Tra gli anni Sessanta e Settanta, l’artista era infatti attivo nella realizzazione di opere monumentali per spazi pubblici e architettonici, come il murale per la sede dell’UNESCO a Parigi o il mosaico ceramico del Palacio de Congresos di Madrid. Tuttavia, interventi legati all’arredamento e agli elementi strutturali degli interni erano rari.

Nel caso specifico, il progetto delle ringhiere era stato commissionato da Aimé Maeght e Marguerite Maeght per il loro appartamento parigino. La coppia ha avuto un ruolo fondamentale nella diffusione dell’arte moderna sulla Costa Azzurra, anche grazie alla creazione della Fondation Maeght negli anni Sessanta. In quel contesto vivace e collaborativo, artisti come Miró, Marc Chagall e Alexander Calder condividevano idee e progetti, lavorando a stretto contatto con artigiani e designer. Vernassa, specializzato nella lavorazione della plastica e in particolare del plexiglass, era parte integrante di questa rete creativa, ed è proprio grazie a questo legame che i disegni sono arrivati fino a lui.

L’asta di aprile includerà anche altre opere, tra cui una scultura realizzata con lattine compresse di César Baldaccini e un dipinto raffigurante una danzatrice dell’artista franco-cinese Lanlan, a conferma di un catalogo variegato che riflette lo spirito sperimentale dell’arte del secondo Novecento.

Camilla Sordi, 20 marzo 2026 | © Riproduzione riservata

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