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Camilla Sordi
Leggi i suoi articoliIl disegno, oggi, passa dal tavolo da lavoro allo spazio pubblico senza cambiare natura. È questo il punto di partenza di Drawing Now 2026, che dal Carreau du Temple osserva il disegno contemporaneo nel momento in cui si trasforma, si moltiplica e prende posizione. La 19ª edizione della fiera parigina, in programma dal 26 al 29 marzo 2026, mette insieme pratiche consolidate e sperimentazioni recentissime, offrendo uno spaccato preciso di ciò che il disegno è diventato nel presente.
71 gallerie provenienti da 13 paesi presentano circa 300 artisti, con un forte rinnovamento della proposta espositiva. Il 41% dei partecipanti è alla prima partecipazione, mentre il 35% arriva dall’estero. L'anagrafica degli artisti esposti attraversa quasi un secolo, dai 97 anni dell’artista più anziano ai 24 del più giovane. Un dato che non è simbolico, ma strutturale. Drawing Now lavora sulla trasmissione, sulla riscoperta di figure storiche e sull’emergere di nuove voci, senza separare i piani.
Al piano terra, sotto la grande copertura vetrata del Carreau du Temple, la General Sector offre una visione ampia del disegno contemporaneo. Qui le gallerie affermate scelgono spesso un artista su cui concentrare l'esposizione, costruendo progetti monografici leggibili e coerenti. Tecniche, formati e approcci diversi convivono in un panorama che riflette la pluralità reale del medium oggi. Confermati, per esempio, alcuni espositori di primo piano come Nathalie Obadia, Templon, Papillon, Richard Saltoun, Catherine Issert, Semiose e Anne-Sarah Bénichou.
Drawing Now Paris 2025 © Grégoire Avenel Agence Coolhuntparis
Guénaëlle de Carbonnières, Arbre, Saïda, Phénicie, série Creuser l’image, 2025, encre et gravure à la pointe sèche sur tirage argentique, 38 x 48 cm. © Guénaëlle de Carbonnières et Courtoisie de la Galerie
Scendendo al livello meno uno, la fiera cambia ritmo. I settori Inception, Process e Digital formano un’area dedicata alla ricerca e alla sperimentazione. Inception accoglie progetti che intrecciano il disegno con altri media e discipline, dall’animazione all’architettura, dalla fotografia alla storia. Process mette al centro il metodo, mostrando lavori concepiti come esperimenti aperti, spesso sviluppati in dialogo tra artisti, galleristi e curatori. Digital indaga l’incontro tra le nuove tecnologie e il gesto elementare della linea, riportando il disegno al cuore delle trasformazioni digitali. In questi spazi trovano posto anche performance, conferenze e incontri, pensati come parte integrante del processo creativo. Il disegno viene mostrato mentre accade, mentre si discute e si mette alla prova.
Alla proposta commerciale se ne affianca una prettamente espositiva, con la mostra «Numérique Lyrique: Les Nouvelles Origines du Dessin (Lyrical Digital: New Origins of Drawing)», curata da Joana P.R. Neves e composta da una serie di opere provenienti dalle collezioni del Centre national des arts plastiques e del Frac Picardie. Il progetto esplora il rapporto tra disegno, movimento, impegno e dimensione digitale, suggerendo nuove possibili genealogie. A questa si affiancano due percorsi tematici, tracciati attraverso gli stand. Art Faber, che propone una lettura legata ai mondi economici; e Parallax, che concentra lo sguardo sulle disegnatrici donne del disegno, offrendo una prospettiva trasversale sulle opere presentate. Senza tralasciare il programma CURARE, che accompagna i settori più sperimentali con un’attenzione curatoriale mirata.
Grande attenzione, infine, per il Premio Drawing Now 2026, che da quindici anni sostiene l'arte contemporanea e il lavoro delle gallerie. Cinque artisti sotto i cinquant’anni sono stati selezionati tra quelli presentati in fiera: Guénaëlle de Carbonnières, Roman Moriceau, Chloé Vanderstraeten, Maxime Verdier e Katarzyna Wiesiołek. Il vincitore sarà annunciato durante l’inaugurazione del 25 marzo e riceverà un premio complessivo di 15.000 euro, insieme alla produzione di una mostra di tre mesi al Drawing Lab e alla pubblicazione di un catalogo monografico.
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