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Lisetta Carmi, «I travestiti», 1969

© Martini & Ronchetti, Archivio Lisetta Carmi, courtesy Museo Nazionale di Fotografia, Milano-Cinisello Balsamo

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Lisetta Carmi, «I travestiti», 1969

© Martini & Ronchetti, Archivio Lisetta Carmi, courtesy Museo Nazionale di Fotografia, Milano-Cinisello Balsamo

Franco Vimercati, Lisetta Carmi e Jacopo Benassi entrano al Museo Nazionale della Fotografia

Ciò è stato reso possibile grazie al sostegno del Ministero della Cultura nell’ambito del bando Strategia Fotografia 2022 e Pac-Piano per l’Arte Contemporanea 2025. Per l’occasione l’istituzione di Cinisello Balsamo ha organizzato due mostre

Dal rigore silenzioso dell’oggetto alla forza politica del ritratto, la fotografia si dispiega come un campo di tensione tra visibile e invisibile nelle mostre «Omaggio a Franco Vimercati» e «Sono le braci di un’unica stella. Fotografie di Lisetta Carmi e Jacopo Benassi», ospitate dal Museo Nazionale di Fotografia di Cinisello Balsamo (Mi). Il progetto, a cura di Matteo Balduzzi, mette in dialogo tre autori fondamentali (Franco Vimercati, Lisetta Carmi e Jacopo Benassi) restituendo una riflessione articolata sul senso stesso del vedere.

Fulcro dell’intervento è l’ingresso in collezione di tre nuovi nuclei di opere, che rafforza un patrimonio già orientato a raccontare la fotografia italiana dal Novecento alla contemporaneità. Ciò è stato reso possibile grazie al sostegno del Ministero della Cultura: nell’ambito del bando Strategia Fotografia 2022 sono rientrate 6 fotografie di Carmi della serie «I Travestiti» e 8 di Jacopo Benassi dalla serie «Via del Campo», mentre con Pac-Piano per l’Arte Contemporanea 2025 sono state acquisite 6 immagini di Franco Vimercati dalle serie «Zuppiera» e 3 dalla serie «Capovolte». Come sottolinea la direttrice Gabriella Guerci, l’obiettivo è costruire una narrazione dinamica, capace di intrecciare ricerca storica e nuove sperimentazioni, tra fotografia, video e pratiche contemporanee.

Al primo piano, l’opera di Vimercati si impone per coerenza e radicalità: nature morte essenziali (zuppiere, bicchieri, macinacaffè) diventano strumenti di indagine sulla luce e sul tempo, in un esercizio quasi ascetico di ripetizione e variazione. Un contrappunto concettuale alla dimensione empatica che anima il percorso dedicato a Carmi e Benassi.

Qui, a oltre cinquant’anni dalla serie «I Travestiti», Lisetta Carmi riemerge con tutta la sua urgenza civile: sedici fotografie restituiscono la relazione profonda costruita con la comunità marginalizzata della Genova degli anni Sessanta. A queste si affianca lo sguardo contemporaneo di Benassi, che torna negli stessi luoghi per riattivare quella memoria, in un dialogo tra generazioni segnato da crudezza e partecipazione.

Allestite nelle sale di Villa Ghirlanda (21 marzo-7 giugno), le due mostre compongono così un percorso unitario: dalla testimonianza dell’umano alla rarefazione dell’oggetto, la fotografia si conferma strumento critico capace di interrogare identità, memoria e percezione.

Jacopo Benassi, «Via del Campo», 2015. © Jacopo Benassi, courtesy Museo Nazionale di Fotografia, Milano-Cinisello Balsamo. Opera acquisita grazie al bando Strategia Fotografia 2022, promosso dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura

Franco Vimercati, «Senza titolo (Zuppiera)», 1990. © Eredi Franco Vimercati, courtesy Museo Nazionale di Fotografia, Milano-Cinisello Balsamo. Opera acquisita grazie al PAC2025 - Piano per l’Arte Contemporanea, promosso dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura

Alessia De Michelis, 23 marzo 2026 | © Riproduzione riservata

Franco Vimercati, Lisetta Carmi e Jacopo Benassi entrano al Museo Nazionale della Fotografia | Alessia De Michelis

Franco Vimercati, Lisetta Carmi e Jacopo Benassi entrano al Museo Nazionale della Fotografia | Alessia De Michelis