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Frida Kahlo, un omaggio al Teatro Ghione, tra diari e parole pungenti

Venerdì 12 dicembre andrà in scena a Roma una pièce che, tra racconto, arte e memoria, ricostruisce una serata a Casa Azul, dimora dell’artista messicana ora trasformata in museo 

Gianfranco Ferroni

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A Roma, il Teatro Ghione venerdì 12 dicembre apre le sue porte a «Casa Azul-A cena da Frida... portate la tequila!», uno spettacolo originale di e con Daniela Del Moro, per la regia di Manuela Metri, con la partecipazione straordinaria di Fioretta Mari, musica dal vivo, performance coreografiche e un allestimento visivo che fonde teatro, arte e narrazione. Un modo per invitare il pubblico a sedersi idealmente alla tavola della pittrice messicana più iconica del Novecento per celebrare con lei una notte di festa, memorie e rivelazioni. 

L’idea nasce dall’immagine di una cena a Casa Azul, la dimora di Frida Kahlo a Coyoacán, oggi museo. La serata è quella in cui l’artista si prepara a risposare Diego Rivera: in questa cornice, reale ma sospesa tra ricordo e immaginazione, prende forma una rappresentazione che mescola i piani del racconto biografico, della riflessione intima e del gioco teatrale.

Lo spettacolo parte con un palco ancora in movimento: il sipario è appena socchiuso, i tecnici sistemano gli ultimi dettagli, i musicisti accordano gli strumenti, ballerini e cameriere si muovono distrattamente, tra battute e piccoli inciampi. È il tempo della «prova generale», ma anche della rivelazione. La narratrice prende in mano il ritmo della scena, guidando il pubblico attraverso un racconto frammentato e coinvolgente, fatto di parole, immagini e interazioni. Chiama a sé i protagonisti, coordina gli imprevisti, si rivolge agli spettatori come se fossero parte del banchetto, complici, invitati. Al centro della narrazione, Kahlo appare nelle forme di giovane moglie fragile, artista ribelle, icona pop e donna dolente. Le sue lettere, i suoi diari, le sue parole pungenti si intrecciano a un mondo fatto di musica dal vivo. Più che uno spettacolo teatrale, un’esperienza teatrale multisensoriale, in cui si fondono racconto, arte e memoria.

Gianfranco Ferroni, 28 novembre 2025 | © Riproduzione riservata

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