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Redazione
Leggi i suoi articoliNel corso di operazioni militari israeliane nel Nord di Gaza è stata gravemente danneggiata la chiesa bizantina di Jabalia, le cui origini risalgono al V secolo d.C., durante il regno dell’imperatore Teodosio II. A riportare in questi giorni la notizia è il quotidiano in lingua inglese «The Jordan Times».
Costruita nel 444 d.C. e scoperta durante lavori stradali nel 1997, è considerata una delle chiese bizantine più grandi di Gaza, riaperta al pubblico nel 2022 dopo interventi di recupero e conservazione sostenuti dalle autorità palestinesi in collaborazione con organizzazioni internazionali. I lavori avevano previsto anche l’installazione di passerelle sopraelevate a protezione dei pavimenti a mosaico decorati con motivi geometrici, scene di caccia e iscrizioni greche.
La chiesa si trova nelle vicinanze dell’ospedale di Al Awda, in un’area che ha subìto ripetuti bombardamenti. Già alla fine del 2023 operazioni di monitoraggio del patrimonio avevano riferito che la chiesa aveva riportato gravi danni con il crollo di alcune parti, come accaduto in altri siti della Striscia secondo quanto riportato dall’Unesco. Tuttavia, continua l’articolo, le restrizioni di accesso a Gaza hanno reso difficile una verifica puntuale.
A gennaio dello scorso anno l’archeologo palestinese Fadel Al Utol aveva dichiarato che, nonostante le massicce distruzioni, i mosaici erano rimasti sotto le macerie, ma l’integrità del sito ormai risultava compromessa e con essa una testimonianza del passato cristiano di Gaza e del suo ruolo nel più ampio contesto mediterraneo.
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