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Roberto Mercuzio
Leggi i suoi articoliA Reims la basilica di Saint-Rémi, gioiello della storia francese e patrimonio mondiale dell’Unesco dal 1991, ha un disperato bisogno di essere restaurata. I gravi danni riscontrati al tetto costringono attualmente a una riorganizzazione delle funzioni religiose e ad ingenti investimenti finanziari per garantire la sopravvivenza dell’edificio. L’accoglienza dei fedeli è stata modificata a causa di rischi strutturali. Mentre le celebrazioni ordinarie continuano a svolgersi nel coro, le cerimonie di battesimo, matrimonio e funerale vengono ora spostate in aree sicure. La comunità parrocchiale si è mobilitata per riorganizzare le zone dei transetti al fine di garantire la continuità del culto, nonostante questi vincoli architettonici.
Per capire l’importanza del luogo, riassumiamone le origini. Già nel 496 il vescovo Remigio di Reims vi battezzò Clodoveo I, re dei Franchi, convertitosi in seguito alla battaglia di Tolbiac. Il vescovo morì nel 533, all’età di 96 anni. La sua reputazione gli valse la santificazione, e i vari miracoli attirarono numerosi pellegrini. Nello stesso anno venne ingrandita quella che era una semplice cappella, facendola diventare una chiesa, e trasferendovi il corpo del nuovo santo. Intorno al 750-760, l’arcivescovo Turpino fondò una comunità di monaci destinati ad accogliere e guidare i pellegrini. Incmaro, arcivescovo nella metà del IX secolo, ingrandì la chiesa consacrandola che scomparve, dopo l’anno mille, per essere sostituita da una grande chiesa romanica iniziata dall’abate Airardo. Il progetto, troppo ambizioso, venne modificato dall’abate Thierry, suo successore. La basilica, dedicata a San Remigio, venne infine consacrata da papa Leone IX nel 1049, in occasione del concilio di Reims.
Gli esperti hanno individuato i «responsabili» di questo grave degrado negli sbalzi termici estremi degli ultimi anni. Queste variazioni climatiche hanno accelerato il deterioramento di un tetto ricostruito in fretta, dopo le devastazioni della Prima guerra mondiale. Questo nuovo intervento d’urgenza segue una campagna di restauro generale avviata quattro anni fa.
Secondo padre François Pinon, sacerdote della basilica di Saint-Remi, «c’è un slancio di generosità davvero molto bello da parte della comunità parrocchiale, che ha sistemato le sedie nei transetti e nel coro».
Arnaud Robinet, il sindaco di Reims, fa appello alle autorità pubbliche: «È la città di Reims che si farà carico di queste riparazioni, un po’ eccezionali, per diverse centinaia di migliaia di euro. Ma questa è solo una parte del costo totale del restauro della basilica, che stimiamo a circa 65 milioni di euro. E ovviamente ci rivolgeremo allo Stato, perché l’abbazia di Saint-Rémi è un luogo importante per la città, ma anche per la storia della Francia».
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