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Roberto Mercuzio
Leggi i suoi articoliA Milano dal 27 maggio il «toro rampante» in mosaico della Galleria Vittorio Emanuele Il è oggetto di un restauro. A causa delle continue giravolte con il tallone dei turisti che visitano il capoluogo lombardo, le tessere rosa che compongono i suoi testicoli vengono consumate formando un piccolo cratere.
«Migliaia di persone al giorno, nel corso dei due ultimi mandati, hanno compiuto il famoso gesto della giravolta sul tallone. Il punto portafortuna della Galleria si è consumato nel tempo, dichiarano gli assessori Emmanuel Conte (Demanio) e Marco Granelli (Opere pubbliche). L’ultimo restauro è stato nel 2017. È arrivato, quindi, il momento di restituire al mosaico della Galleria il suo aspetto originale, grazie a un intervento artigianale. La Galleria è un patrimonio vivo, che può consumarsi proprio perché amato e vissuto: ce ne prendiamo cura perché continui a esserlo».
Un piccolo cantiere circonda ora l’animale ferito e, sotto gli occhi dei passanti, un artigiano restauratore esperto ricompone il mosaico; i lavori proseguiranno fino al 30 maggio. Dal 25 maggio erano state avviate le attività preliminari, ovvero la preparazione manuale delle nuove tessere che sostituiranno quelle consumate sulla base del disegno originale. Vengono prima di tutto rimosse le parti ammalorate per uno spessore di almeno 2,5 cm di profondità dal piano del mosaico, quindi si procede con il consolidamento, la posa, la stuccatura e levigatura delle tesserine.
Il Comune interviene periodicamente per riparare il mosaico del Toro oggetto di un rito scaramantico, già in voga tra i milanesi nell’Ottocento, che assicurerebbe fortuna e l’occasione di tornare in città: l’ultimo intervento è del settembre 2017.
L’animale è raffigurato in campo azzurro, all’interno dello stemma che simboleggia Torino, capitale d’Italia ai tempi della realizzazione della Galleria Vittorio Emanuele II, ed era stato proprio il re a posare la prima pietra per la costruzione dell’opera nel 1865.
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