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Davide Landoni
Leggi i suoi articoliIl rigore della ritrattistica di corte, le atmosfere intime della pittura di genere, fino alle istanze civili del diciannovesimo secolo, spaziando dal Rinascimento nordico all’Ottocento italiano. Questa la sinossi sintetica del catalogo da 250 lotti con cui Lempertz ripercorre in asta l’evoluzione del gusto europeo, concludendo in bellezza, il 21 maggio a Colonia, la settimana dedicata all'arte antica.
Analizzando la proposta, spicca la sezione dedicata ai fiamminghi, con il «Ritratto di un nobile» di Bernard van Orley, stimato 100-150 mila euro, a guidarla. L’opera, databile intorno al 1520, proviene da illustri collezioni britanniche come quella dei Conti di Rosebery e ritrae, con l'inquadratura ravvicinata tipica della scuola di Bruxelles, un membro dell'aristocrazia locale. Altrettanto significativo è il passaggio al "Secolo d'Oro" olandese con Pieter de Hooch. La sua «Donna che cuce vicino a una finestra con una domestica e un bambino», valutata 120-140 mila euro, incarna quella dimensione domestica e silenziosa che ha reso celebre l'artista.
Il tema della natura morta trova la sua massima espressione in una composizione sontuosa di Jan Davidsz. de Heem, stimata 300-400 mila euro. Il dipinto mette in scena una combinazione di argenteria, frutta e ostriche che, pur celebrando l'abbondanza di Anversa, introduce un concetto di vanitas inteso come consapevolezza della preziosità dell'attimo. A completare il panorama nordico, un foglio dipinto su entrambi i lati da Jan Brueghel il Vecchio, stimato 40-60 mila euro, offre uno spaccato invernale con «Paesaggio invernale con canale ghiacciato e pattinatori sul ghiaccio» (recto) e «La trappola per uccelli» (verso), soggetti tra i più iconici della tradizione fiamminga.
Pieter de Hooch, Donna che cuce vicino a una finestra con una domestica e un bambino
Giovanni Battista Tiepolo, Testa di filosofo, profilo di tre quarti
Francesco Hayez, Ritratto del conte Francesco Borgia
Il Cinquecento e il Seicento italiano occupano un ruolo centrale nel catalogo, guidati da Jacopo Negretti, protagonista della pittura veneziana di fine secolo. Il suo «Adamo ed Eva», valutato 50-70 mila euro, propone una figura femminile che richiama le Veneri di Tiziano, pensata probabilmente per un raffinato collezionismo privato. Sul fronte del simbolismo filosofico si colloca invece la «Melancolia» di Domenico Fetti, stimata 150-200 mila euro. L'opera, ricca di stratificazioni interpretative, è letta come un omaggio alla personalità colta del duca di Mantova, Ferdinando Gonzaga. La scuola italiana prosegue con la naturalezza luminosa di Fede Galizia e la sua «Ciotola di pesche e pere», stimata 80-100 mila euro, e con una «Testa di uomo in profilo a tre quarti» di Giovanni Battista Tiepolo, valutata 100-120 mila euro, identificata come autografa grazie agli studi che la mettono in relazione con le incisioni del figlio Domenico.
L’approdo all’Ottocento segna il passaggio verso una pittura più atmosferica e politica. Oswald Achenbach evoca il Grand Tour con «Bagnanti sulla costa davanti a Sorrento», stimato 25-30 mila euro, un'opera che ha definito l’immaginario del Sud Italia per l’alta borghesia tedesca del tempo. Infine, il catalogo celebra l'impegno civile del Risorgimento. Francesco Hayez è presente con il «Ritratto del Conte Francesco Borgia», valutato 30-40 mila euro, mentre Dario Querci rievoca le radici del nazionalismo liberale con il monumentale «Cola di Rienzo tiene un discorso al popolo romano davanti alla chiesa di San Giorgio in Velabro», opera stimata 25-30 mila euro. Il dipinto, premiato all’Esposizione Universale di Vienna del 1873, conclude idealmente il lungo viaggio attraverso i secoli dell’arte europea.
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