Image

Verifica le date inserite: la data di inizio deve precedere quella di fine

Helen Frankenthaler nel suo studio all’East 83rd Street, New York, nel 1974

Foto Alexander Liberman © J. Paul Getty Trust, Los Angeles; Artwork © 2025 Helen Frankenthaler Foundation, Inc. / ProLitteris, Zurich

Image

Helen Frankenthaler nel suo studio all’East 83rd Street, New York, nel 1974

Foto Alexander Liberman © J. Paul Getty Trust, Los Angeles; Artwork © 2025 Helen Frankenthaler Foundation, Inc. / ProLitteris, Zurich

Helen Frankenthaler risplende al Kunstmuseum di Basilea

Della pittrice americana il museo svizzero espone oltre cinquanta opere, nella maggior mostra europea di sempre dedicata alla sua opera

Con oltre cinquanta opere realizzate nell’arco di sei decenni, la mostra su Helen Frankenthaler, aperta al Kunstmuseum Basel fino al 23 agosto, offre una panoramica completa sull’ampia opera di una figura di spicco dell’astrattismo americano. Questa retrospettiva completa e approfondita è la maggior mostra europea di sempre dedicata alla sua opera e la sua prima personale istituzionale in Svizzera.

Rappresentante pionieristica dell’Espressionismo Astratto, Helen Frankenthaler (1928–2011) occupa una posizione centrale nell’arte americana del dopoguerra. La sua tecnica del «soak-stain» (l’«imbibizione a macchia») ha rivoluzionato la pittura astratta e ha catalizzato lo sviluppo della Color Field Abstraction negli Stati Uniti a partire dalla metà degli anni Cinquanta del XX secolo.

Un punto focale della mostra al Kunstmuseum Basel è il suo approfondito confronto con l’arte storica che ammirava, fonte d’ispirazione per molte opere nel corso della sua carriera. Per la prima volta, i dipinti di Frankenthaler saranno esposti in dialogo con opere d’arte che spaziano dal XV al XX secolo, una relazione tra antico o moderno e contemporaneo che arricchisce la nostra comprensione della sua arte astratta.

A ventitré anni di età, Frankenthaler cambiò il corso della pittura con la sua innovativa tecnica del «soak-stain». Versava vernice diluita su tele non preparate che stendeva sul pavimento, creando composizioni luminose, spesso di dimensioni monumentali. Lavorava la vernice da ogni angolazione e con ogni genere di strumento, utilizzando per esempio spugne, raschietti, pennelli domestici. Di conseguenza, la tela assorbiva i pigmenti, producendo effetti particolari: tessuto e colore diventavano un tutt’uno. Sebbene Frankenthaler nel suo processo creativo lasciasse ampio spazio al caso, manteneva un grande senso di equilibrio e ordine compositivo.

Di Frankenthaler nel 2024 il Kunstmuseum ha ricevuto in collezione «Riverhead», opera del 1963. Grazie a una generosa donazione della Fondazione Helen Frankenthaler, l’opera ha colmato una lacuna significativa nella collezione di arte americana del museo. L’acquisizione ha inoltre indotto il museo a organizzare questa mostra.

La mostra su Helen Frankenthaler al Kunstmuseum Basel è resa possibile dalla Fondazione Helen Frankenthaler, che ha concesso in prestito 37 opere dell’artista. Altre opere provengono dalle collezioni di musei europei e americani e da collezioni private, tra cui il Brooklyn Museum di New York, la Phillips Collection di Washington, il Museo Reina Sofía di Madrid, il mumok-Museum moderner Kunst Stiftung Ludwig di Vienna, lo Stedelijk Museum di Amsterdam e il Whitney Museum of American Art di New York.

Gaspare Melchiorri, 21 aprile 2026 | © Riproduzione riservata

Helen Frankenthaler risplende al Kunstmuseum di Basilea | Gaspare Melchiorri

Helen Frankenthaler risplende al Kunstmuseum di Basilea | Gaspare Melchiorri