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Una veduta dei Giardini Naxos nella Baia di Taormina

Foto tratta da Wikipedia, CC BY-SA 2.0, fotovideomike

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Una veduta dei Giardini Naxos nella Baia di Taormina

Foto tratta da Wikipedia, CC BY-SA 2.0, fotovideomike

«Ierofania»: l’arte sulle vie del sacro tra archeologia e contemporaneo

Dal 18 luglio al 27 settembre la rassegna diffusa dedicata alla valorizzazione del patrimonio culturale toccherà Palestrina (Roma), Paestum (Salerno), Lecce, Matera, Locri (Reggio Calabria) e Giardini Naxos (Messina)

Samantha De Martin

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Una topografia del sacro invita ad attraversare sei luoghi della cultura, spazi vivi, custodi di una memoria e di un patrimonio immateriale fatto di identità, simboli, tradizioni che chiedono di essere interpretati con nuovi occhi. Accade grazie a «Ierofania-Sulle vie del Sacro», la rassegna diffusa dedicata alla valorizzazione del patrimonio culturale attraverso arte, spettacolo e pensiero contemporaneo, in programma dal 18 luglio al 27 settembre a Palestrina (Roma), Paestum (Salerno), Lecce, Matera, Locri (Reggio Calabria) e Giardini Naxos (Messina).

Promosso dal Ministero della Cultura, ideato dal Dipartimento per la valorizzazione del patrimonio culturale e realizzato attraverso l’Istituto Centrale per la Valorizzazione Economica e la Promozione del Patrimonio Culturale (Ic-Vepp), questo itinerario culturale è un progetto multidisciplinare che attraverserà sei territori con un programma di incontri, spettacoli, passeggiate archeologiche, letture poetiche intitolate «Pietre che cantano» e mostre d’arte contemporanea. L’iniziativa nasce con l’obiettivo di valorizzare siti archeologici importanti, ma meno conosciuti, profondamente stratificati e segnati dalla memoria storica, restituendoli al pubblico come luoghi vivi di incontro, conoscenza e partecipazione.

Il titolo della rassegna richiama il concetto di «ierofania» elaborato dallo storico delle religioni e antropologo rumeno Mircea Eliade. La parola richiama infatti la manifestazione del sacro in un oggetto, un luogo o un evento quotidiano, invitando a riscoprire il patrimonio culturale come spazio capace di generare ancora oggi significati, visioni e comunità.

«Siamo convinti che i luoghi possano rivelare significati a chi li attraversa e li sperimenta con sguardo nuovo, ha detto Alfonsina Russo, capo dipartimento per la valorizzazione del patrimonio culturale del Ministero della Cultura, intervenuta alla conferenza stampa di presentazione al MiC. Il sacro non è inteso nella dimensione religiosa, ma nel senso di categoria culturale, esperienza che appartiene alla storia dell’uomo e che si manifesta nei paesaggi, nell’archeologia, nell’arte. La rassegna non si limita ad accogliere eventi, ma fa dei siti archeologici i veri protagonisti del racconto».

Come ha ribadito Alessio De Cristofaro, direttore dell’Ic-Vepp, questi luoghi «dialogheranno tra loro e costruiranno una geografia culturale capace di mettere in relazione paesaggi, patrimoni materiali e immateriali, comunità».

Il progetto risponde pienamente alla visione di Adriano Olivetti, convinto che lo sviluppo economico, la bellezza e la crescita civile non fossero dimensioni separate, ma parti di un unico organismo vivente. «Bisogna tornare ad abitare i luoghi come spazi di consapevolezza, ha ribadito Stefano Lanna, direttore generale del Piano Olivetti per la Cultura del MiC. Ierofania potrà diventare un modello di politica culturale fondata sulla capacità di attivare processi di crescita civile e comunitaria in quanto interpreta una delle sfide più importanti della politica contemporanea: restituire al patrimonio una capacità generativa. Il Piano Olivetti per cultura nasce dalla convinzione che la cultura non è un ornamento delle istituzioni, ma una delle infrastrutture principali della democrazia».

A illustrare il programma e lo svolgimento di «Ierofania-Sulle vie del Sacro» è stata la direttrice artistica Fulvia Toscano: «Il sacro è in mezzo a noi, bisogna avere occhi nuovi per vederlo».

La rassegna, per il curatore scientifico Alberto Samonà, rappresenta «un atto di restituzione culturale attraverso luoghi fortemente evocativi di questa determinata dimensione spirituale, un viaggio scientifico e culturale rivolto a una pluralità di persone e non riservato a un pubblico di addetti ai lavori».

Si parte da Palestrina, l’antica Praeneste, che, attraverso il Santuario della Fortuna Primigenia ci ricollega al senso della madre divina. Qui il tema sarà «Nell’anima dei luoghi, geografia del sacro» e qui, come ha ribadito Giorgio Calcara, curatore della sezione Arte contemporanea, l’incontro tra arte contemporanea, poesia e archeologia è affidato ai versi di Petrarca, Pasolini, Ezra Pound e Franco Battiato, in dialogo con le teste scultoreee realizzate da Nicola Verlato.

Se a Paestum, dove il focus sarà dedicato alla «Sapienza tra mito e rito», Stefania Pennacchio porterà le sue sculture dedicate alle grandi madri, che sbucheranno dalla terra del Parco archeologico di Paestum come una manifestazione ctonia protesa verso il cielo, a Lecce il Castello Carlo V, al centro del tema «Sacro popolare» accoglierà la monumentale scultura di Alessandro Valeri con la scritta al neon «Life milk love».

A Matera, dove la rassegna sarà incentrata sulle «Vibrazioni del divino. Suono parole e danza» e sul rapporto tra spiritualità, quotidianità e paesaggio dei Sassi, Palazzo Lanfranchi ospiterà la grande scultura di Salvador Dalí «L’angelo del trionfo». A Locri il 19 settembre ci sarà la mostra sperimentale di Antonio Taschini «Archetipo» ad accompagnare lo spettacolo coreutico dedicato al «Canto del creato sulle tracce di Francesco».

Dall’omaggio al culto di Persefone, alla Magna Grecia e ai Pinakes conservati nel Museo e Parco Archeologico Nazionale di Locri Epizefiri si giunge a Giardini Naxos, prima colonia greca della Sicilia, ultima tappa della rassegna affidata alle immagini monumentali della fotografa Lucrezia Testa Iannilli, per un approfondimento sul rapporto tra teatro e sacralità.

«Se ierofania è manifestazione del sacro, ha detto Giorgio Calcara, sacro è manifestazione dell’arte». E l’arte protegge i luoghi con la sua capacità di evocare il sacro.

Samantha De Martin, 14 luglio 2026 | © Riproduzione riservata

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