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Redazione GdA
Leggi i suoi articoliAntonio Marras torna a esporre a Londra con «Caos Calmo», la mostra monografica che la Carpenters Workshop Gallery presenta dal 12 marzo al 2 maggio 2026 nello spazio di Notting Hill. L’esposizione riunisce oltre sessanta opere tra disegni, dipinti, collage e sculture, insieme alla serie di specchi «Conosci te stesso», offrendo uno sguardo sulla ricerca più recente dell’artista e sui temi che attraversano il suo lavoro, dall’identità alla memoria fino alla complessità delle relazioni umane.
La galleria, che dalla sua fondazione indaga il rapporto tra arte contemporanea e design funzionale, ha invitato Marras a presentare una selezione di lavori recenti. Il progetto espositivo mette in relazione opere e ambiente, materie e spazio, costruendo un dialogo diretto con il pubblico.
Nella pratica artistica di Marras emerge la volontà di proiettare nelle immagini e negli oggetti sentimenti, ricordi e pensieri, con l’intento di colmare un vuoto e costruire una narrazione. La sua poetica si caratterizza per una tendenza all’accumulo e alla stratificazione: disegni, specchi, ceramiche, installazioni, mobili, tele, oggetti della memoria e libri compongono un insieme eterogeneo di materiali e linguaggi.
Nato nel 1961 ad Alghero, in Sardegna, Marras mantiene con la sua terra d’origine un legame costante che continua a influenzare il suo immaginario visivo. La sua attività attraversa diversi ambiti della creatività: disegna, dipinge, modella, scolpisce, progetta e dirige, muovendosi tra arti visive, moda, teatro e, più recentemente, cinema.
Dai primi anni Duemila musei, gallerie e teatri hanno ospitato sue opere tra disegni, dipinti, collage, ceramiche, installazioni, tappeti e performance. L’attività artistica si affianca a quella nel campo della moda: dalla fine degli anni Ottanta disegna abiti, accessori e costumi. Il suo marchio nasce nel 1999 e per otto anni è stato direttore artistico di Kenzo.
Nel corso degli anni ha partecipato a numerose esposizioni, molte delle quali condivise con artiste come Maria Lai e Carol Rama, ed è stato tra gli artisti invitati al Padiglione Italia della 54ª Biennale Arte di Venezia. Nel 2016 la Triennale di Milano gli ha dedicato la grande antologica «Nulla dies sine linea».
Nel 2017, in occasione della mostra alla galleria Massimo Minini di Brescia, Marras ha debuttato alla regia con la performance «Mio cuore, io sto soffrendo», presentata successivamente a Milano, Cagliari, Reggio Emilia e, nel 2025, a Gorizia. Nel 2019 a Matera ha realizzato «Trama Doppia», mostra dedicata a Maria Lai, con cui ha sviluppato negli anni una collaborazione artistica culminata in diverse opere a quattro mani.
Tra i progetti più recenti figurano «Memorie dal Sottosuolo» (2020) al Museo della Ceramica di Mondovì e «Questi miei fantasmi» (2023), installazione realizzata a Napoli negli spazi di FOQUS – Fondazione Quartieri Spagnoli. Nel 2013 Marras ha ricevuto la Laurea Honoris Causa in Arti Visive dall’Accademia di Belle Arti di Brera.
Parallelamente ha sviluppato un percorso nel teatro, realizzando costumi di scena dal 2009, quando Luca Ronconi lo invitò a collaborare per «Sogno di una notte di mezza estate». Tra i lavori più recenti figurano «Edipo Re – Una Favola Nera» (2022) e «Amadeus» di Peter Shaffer (2025), regia di Bruni/Frongia, progetto che gli è valso il Premio Ubu.
Nel 2025 Marras ha inoltre debuttato al cinema come regista con «Motel Jacaranda», il suo primo cortometraggio.
«Caos Calmo» offre uno sguardo sul percorso artistico di Antonio Marras, mettendo in dialogo opere, spazio e pubblico e presentando le principali linee della sua ricerca tra arte, design e creatività contemporanea.