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Amedeo Modigliani, «Uomo seduto con bastone», 1918 (particolare)

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Amedeo Modigliani, «Uomo seduto con bastone», 1918 (particolare)

Il Modigliani di Nahmad saccheggiato dai nazisti deve essere restituito ai legittimi eredi

È la sentenza della Corte Suprema di New York: l’attuale proprietario, il miliardario libanese, ha perso la causa intentata da Philippe Maestracci, nipote del mercante Oscar Stettiner, che «possedeva il dipinto prima del suo sequestro illegittimo. Non lo cedette mai volontariamente» prima di fuggire da Parigi nel 1939

Cecilia Paccagnella

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Sono trascorsi dieci anni da quando Philippe Maestracci portò davanti a un giudice di New York il caso del dipinto che suo nonno, Oscar Stettiner, cercò di recuperare negli anni Quaranta, e che ora dovrebbe valere circa 30 milioni di dollari (circa 26 milioni di euro, Ndr).

Antiquario e mercante d’arte britannico, Stettiner aveva una galleria a Parigi, che fu costretto a chiudere nel 1939, in quanto ebreo, per fuggire dall’imminente occupazione nazista. Ciò che si lasciò alle spalle, i suoi beni personali e la collezione, fu confiscato e messo all’asta qualche anno dopo, nel 1943.

Tra le opere disperse figurava anche «Uomo seduto con bastone» (1918) di Amedeo Modigliani, un ritratto di un commerciante di cioccolato, con il quale Stettiner stesso provò a ricongiungersi nel 1946, con il favore del tribunale di Parigi. Ma non ci riuscì mai, perché morì nel 1948.

Nel 1944 il dipinto era nelle mani di tale Jan Van del Klip, ma nel 1947 affermò di averlo già venduto a uno sconosciuto ufficiale americano. Affermazione smentita nel 2017 dall’avvocato di Maestracci, Phillip Landrigan, che rilasciò una dichiarazione a «artnet», sulla base delle ricerche condotte dalla Mondex Corporation (l’azienda con base a Toronto che dal 1993 si occupa di individuare opere d’arte e manufatti saccheggiati durante la Seconda guerra mondiale per restituirli ai legittimi proprietari, Ndr). La figlia e il nipote di Van der Klip «avevano aspettato 50 anni, pensando di poterlo vendere in tutta sicurezza» mettendolo all’asta con Christie’s nel 1996, quando fu acquistato per 3,2 milioni di dollari dall’International Art Center. La conferma arrivò nel 2016, contestualmente al rilascio dei «Panama Papers»: secondo i documenti trapelati si tratta di una società di comodo del miliardario mercante d’arte libanese David Nahmad, il cui deposito di Ginevra fu perquisito per sequestrare il Modigliani.

Da parte sua, la famiglia Nahmad ha sempre negato che l’«Uomo seduto con bastone» in suo possesso fosse lo stesso che stavano cercando gli eredi di Stettiner: «Non hanno alcuna prova che si tratti dello stesso dipinto», dichiarava al «Law Journal», sempre nel 2017, Aaron Richard Golub, avvocato dei Nahmat.

È notizia di questi giorni, invece, che la Corte Suprema di New York ha stabilito che David Nahmad deve restituire il Modigliani ai legittimi proprietari: «Oscar Stettiner possedeva, o quantomeno aveva un diritto di possesso superiore, del dipinto prima del suo sequestro illegittimo. Non lo cedette mai volontariamente, si legge nella sentenza del giudice Joel M. Cohen. [Nahmad] non è riuscito a sollevare alcuna questione di fatto rilevante e non ha offerto alcuna prova che identifichi qualcun altro al di fuori del signor Stettiner come proprietario del dipinto».

Al «New York Times», il 3 aprile James Palmer, fondatore di Mondex, ha detto: «Il signor Maestracci è sopraffatto dalla gioia e dalla soddisfazione che, dopo tanti anni, la ricerca di suo nonno si sia finalmente compiuta. Ci auguriamo ora che il signor Nahmad mantenga la promessa di restituire il dipinto (fatta al quotidiano statunitense nel 2016, Ndr) una volta ricevuto l’ordine del tribunale».

Nahmad, come sottolineato dal giudice, non fu coinvolto nell’erronea attribuzione della provenienza dell’«Uomo seduto con bastone» previa vendita del 1996, che potrebbe essere stata alterata «intenzionalmente o per negligenza».

Amedeo Modigliani, «Uomo seduto con bastone», 1918

Cecilia Paccagnella, 07 aprile 2026 | © Riproduzione riservata

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