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Lucio Battisti, indimenticabile cantautore italiano, ha rappresentato un punto di riferimento per intere generazioni di musicisti

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Lucio Battisti, indimenticabile cantautore italiano, ha rappresentato un punto di riferimento per intere generazioni di musicisti

Il caso Battisti divide gli eredi della memoria

La vedova condanna la vendita all'asta della corrispondenza privata. Finarte risponde pubblicando il testamento del padre: «Volevo che il pubblico conoscesse il suo animo»

Margherita Panaciciu

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L'asta di Autografi e Memorabilia Storici, Musicali e Sportivi organizzata da Finarte il 26 giugno a Roma era destinata a entrare nelle statistiche del mercato. Con oltre 200mila euro di aggiudicazioni (commissioni incluse), ha segnato il miglior risultato mai raggiunto in Italia per una vendita del settore, confermando il crescente interesse dei collezionisti per documenti, cimeli e testimonianze della cultura del Novecento.

A dominare la vendita sono stati i due «Lucio» della musica italiana. Da un lato Lucio Battisti, protagonista assoluto con un nucleo di lettere autografe degli anni Sessanta, alcuni dipinti e materiali inediti; dall'altro Lucio Dalla, il cui manoscritto originale di Canzone ha raggiunto i 7.620 euro. Ma risultati significativi sono arrivati anche dagli altri dipartimenti: la torcia delle Olimpiadi invernali di Cortina 1956 è stata aggiudicata a 15.240 euro, i trofei della Mille Miglia appartenuti al pilota Giorgio Scarlatti hanno superato rispettivamente i 10.700 e i 5mila euro, mentre il raffinato servizio da tavola appartenuto a Giuseppe Verdi ha oltrepassato gli 8mila euro. La vendita ha attraversato musica, sport e storia italiana dimostrando come il mercato dei memorabilia abbia ormai raggiunto una piena maturità.

Il dipinto del 1971 per LA CANZONE DELLA TERRA è stato battuto a 24.130 euro. Courtesy of Finarte

Il capitolo più seguito è stato però quello dedicato a Lucio Battisti. Le lettere inviate alla madre durante i primi anni della carriera, scritte tra Milano, Torino, Trani e l'Olanda quando il giovane musicista cercava di affermarsi, hanno trovato nuovi acquirenti per oltre 35mila euro. Ancora più sorprendente è stato il risultato della produzione pittorica del cantautore, rimasta a lungo ai margini della sua biografia artistica: «La canzone della terra» (1971), realizzata sul retro di un arazzo, è diventata il top lot dell'intera vendita con 24.130 euro, ben oltre la stima iniziale. Ottimi risultati anche per «La macchina del tempo» (1974), aggiudicata a 8.255 euro, «Respirando» (1976) a 6.350 euro, «Sognando e risognando» (1971) a 5.715 euro e «Prigioniero del mondo» (1968) a 4.445 euro. Le cifre stupiscono perchè, diciamocelo, Battisti pittore, finora è stato poco studiato e raramente si conosce la sua produzione.

A pochi giorni dalla vendita, tuttavia, il record è passato in secondo piano. Con una lettera aperta diffusa attraverso il proprio legale, Grazia Letizia Veronese, vedova del cantautore, ha definito «incommentabile» la decisione di mettere all'asta la corrispondenza privata tra Lucio Battisti e la madre. «Vendere lettere private, che riportano aspetti così intimi di un giovane uomo, altro non è che la dimostrazione di un'assoluta mancanza di rispetto e di sensibilità», ha precisato. Secondo quanto spiegato dal legale, la vedova avrebbe appreso della vendita soltanto attraverso gli organi di informazione.

Alla lettera aperta, Finarte ha risposto con una nota ufficiale diffusa il 3 luglio.

La casa d'aste ha sostenuto di aver operato con l'obiettivo di preservare e valorizzare l'immagine di Battisti, evidenziando come proprio quelle lettere restituiscano il ritratto di un uomo profondamente legato alla famiglia, sensibile e autentico. Nella risposta viene inoltre richiamato un passaggio del testamento olografo del padre del cantautore, Alfiero Battisti, datato 21 maggio 2006, nel quale egli esprimeva chiaramente il desiderio che le lettere scritte dal figlio prima del matrimonio venissero pubblicate affinché il pubblico potesse conoscere «il suo animo, la sua sensibilità ed il suo amore per la famiglia di origine». Secondo Finarte, la vendita si inserirebbe proprio nel solco di quella volontà, condivisa con gli attuali proprietari del materiale. La casa d'aste ricorda inoltre che parte della corrispondenza è già esposta nel museo dedicato a Lucio Battisti a Poggio Bustone e che tali documenti rappresentano una preziosa testimonianza della formazione umana e artistica del musicista. La vicenda ha così aperto un tema che riguarda il delicato equilibrio tra il valore storico e documentario di materiali privati e il rispetto della sfera personale degli artisti. Da una parte il mercato ha premiato con entusiasmo documenti e opere che consentono di conoscere un Lucio Battisti inedito, lontano dall'immagine pubblica costruita negli anni del successo. Dall'altra resta aperta la riflessione sul confine tra interesse storico, diritto dei proprietari dei documenti e tutela della memoria privata di una delle figure più riservate della musica italiana.

 

Lucio Dalla. Canzone, 1996. Lotto venduto a 7.620 euro. Courtesy of Finarte

Margherita Panaciciu, 06 luglio 2026 | © Riproduzione riservata

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