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Tullio Pericoli di fronte a una sua opera

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Tullio Pericoli di fronte a una sua opera

Il doppio sguardo di Tullio Pericoli a Roma

Nella Galleria Carlo Virgilio & C. di Roma una mostra con le opere dell’artista, che quest’anno compie novant’anni, offre la visione di un impegno totale, costante, immutabile e coraggioso

Gianfranco Ferroni

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Tullio Pericoli, classe 1936, è nato a Colli del Tronto: il suo segno è inconfondibile, rendendo immortale un suo amato paesaggio marchigiano o il volto di uno dei grandi della storia della cultura e dello spettacolo, come Samuel Beckett, Pier Paolo Pasolini e Orson Welles. A Roma, nella Galleria Carlo Virgilio & C. la mostra che gli è stata dedicata, «Tullio Pericoli. Doppio sguardo. Ritratti e paesaggi 1986-2025» offre la visione di un impegno totale, costante, immutabile e coraggioso: il prossimo 2 ottobre sarà novantenne, un indomito e lucidissimo protagonista di stagioni meravigliose, che ricorda la sua passione per i funghi nei boschi e nello stesso tempo l’amicizia con personaggi come Carlo Caracciolo ed Eugenio Scalfari. 

Una miniera di memoria, quella di Pericoli, che evoca la scrittura di Italo Calvino e Giorgio Bocca: sia negli oli che negli acquerelli traduce sentimenti e passioni, conoscenze personali e viaggi sognanti, pensieri e citazioni, senza aggettivi e rituali barocchi. Per sua stessa ammissione, Pericoli guarda i paesaggi come i volti umani, cercando le rughe delle colline, tra il lavoro dei coltivatori che cambiano la realtà naturale e la volontà di conservare il territorio. Se Claude Lévi Strauss affermava che «ogni paesaggio si presenta dapprima come un immenso disordine che lascia liberi di scegliere il senso che si preferisce attribuirgli», Pericoli rende concreta questa possibilità, grazie ad un tratto che solo apparentemente sembra elementare. È invece il frutto di una meditazione, di un tormento generato da una solitudine che ha saputo apprendere e fortificarsi con le letture di venerati maestri. E il fascino di una sontuosa ampolla che troneggia all’interno della galleria romana, in via della Lupa, con tutti quei tubetti usati da Pericoli, spremuti per raggiungere la meta della creatività, restituisce la visione di un artista che ha impegnato tutte le sue energie per esprimere i suoi desideri, su tela e su carta. Si finisce per parlare di «Furti ad arte», oggetto di un articolo di Stefano Causa su «Il Giornale dell’Arte» lo scorso 14 dicembre, con Pericoli compagno di strada di Calvino. E di quelle conversazioni con Roberto Calasso, portato dall’artista a svelarsi, finalmente, nel suo studio.

Una veduta della mostra «Tullio Pericoli. Doppio sguardo. Ritratti e paesaggi 1986-2025» nella Galleria Carlo Virgilio & C. a Roma

Una veduta della mostra «Tullio Pericoli. Doppio sguardo. Ritratti e paesaggi 1986-2025» nella Galleria Carlo Virgilio & C. a Roma

Gianfranco Ferroni, 27 febbraio 2026 | © Riproduzione riservata

Il doppio sguardo di Tullio Pericoli a Roma | Gianfranco Ferroni

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