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La galleria della Reggia di Portici durante i lavori

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La galleria della Reggia di Portici durante i lavori

Il museo della Reggia di Portici si riprende la Galleria e scopre le decorazioni originarie

Lo spazio, lungo 35 metri e finora utilizzato dal Dipartimento di Agraria, è stato liberato da tramezzi e controsoffittature e affidato al Centro Musa. Intanto si lavora alla completa riqualificazione del piano nobile

Olga Scotto di Vettimo

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Nata come collegamento tra lo Scalone monumentale e il Teatrino di corte, la Galleria segue le vicende del sito che, voluto da Carlo di Borbone, dal 1738 è stato legato ai progetti degli architetti Giovanni Antonio Medrano, Antonio Canevari, Luigi Vanvitelli e Ferdinando Fuga. Luogo di magnificenza cerimoniale, con soffitti ornati, lampadari, decori parietali, arredi e dipinti, dal 1873, il Sito Reale, acquistato dall’Amministrazione Provinciale e dopo la nascita della Real Scuola Superiore di Agricoltura, ha subito una conversione funzionale che in tempi più recenti ha trasformato l’ambiente in uffici universitari, dove tramezzi e controsoffittature ne avevano occultato la fisionomia.

Se la rimozione delle pareti divisorie interne ha restituito la prospettiva originaria, quella del controsoffitto ha riportato alla luce un solaio in putrelle di ferro, sostitutivo dell’antica volta a incannucciata; mentre il descialbo e la pulitura degli intonaci hanno fatto emergere dalle pareti tracce di decorazioni floreali e architettoniche. Gli infissi lignei superstiti sono stati smontati, consolidati e ricollocati, mentre parti del pavimento originario (sotto tamponamenti sono riemerse le tipiche piastrelle in ceramica smaltata della tradizione campana dette riggiole), sono state restaurate e inserite nel nuovo cotto napoletano. L’intervento conservativo, rispettoso della biografia materiale dei luoghi, mantiene dunque traccia delle molteplici identità della Reggia.

Il recupero della Galleria prepara ulteriori interventi negli ambienti adiacenti, dallo Scalone monumentale al Teatrino di corte fino agli Appartamenti della Regina, come annuncia Danilo Ercolini, direttore del Dipartimento di Agraria: «Stiamo già lavorando, di concerto con la Città metropolitana, la Soprintendenza e con il Musa, per pianificare le prossime tappe della ristrutturazione per giungere alla completa riqualificazione dell’intero piano nobile».

Nelle sale stuccate dell’ala nord della Reggia, recentemente restaurate dalla Soprintendenza, sono allestiti, invece, i Musei delle Scienze Agrarie. «L’allestimento museale ripropone in chiave moderna le collezioni scientifiche accumulate dalla storica Scuola Agraria di Portici, un caleidoscopio di reperti botanici, entomologici, mineralogici, zoologici e agronomici. Una rivisitazione in chiave moderna delle camere delle meraviglie: una nuova Wunderkammer», illustra Stefano Mazzoleni, direttore del Centro Musa - Reggia di Portici, presentando l’altra importante area del percorso museale restituita alla fruizione.

Con la conclusione degli interventi di restauro conservativo, la Galleria del piano nobile della Reggia di Portici riemerge dalla lunga parentesi d’uso amministrativo e torna a proporsi come spazio di rappresentanza, memoria e futura fruizione museale. I lavori, del valore di 638.994,54 euro, sono stati condotti dalla Direzione Tecnica Patrimonio della Città Metropolitana di Napoli, sotto l’alta sorveglianza della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per l’area metropolitana di Napoli, e rientrano nelle attività previste dalla convenzione con l’Università Federico II, finalizzate alla progressiva liberazione del piano nobile dalle attività del Dipartimento di Agraria e alla sua riconduzione a un uso museale, affidato al Centro Musa - Reggia di Portici. «Il restauro rappresenta un esempio virtuoso di collaborazione istituzionale. Grazie alla convenzione stipulata con l’Università Federico II siamo riusciti a vincolare risorse concrete e qualificate a un intervento di grande complessità e valore», ha ricordato Gaetano Manfredi, sindaco della Città Metropolitana di Napoli. L’intervento, come sottolinea Antonio Sabino, consigliere delegato al Patrimonio della Città Metropolitana di Napoli, «restituisce identità e bellezza a un territorio che ha nella sua eredità culturale una delle risorse più autentiche e inesauribili».

La Galleria, nel corpo centrale della Reggia a cavallo dell’antica via Regia per le Calabrie, è un ambiente di rappresentanza di circa 250 metri quadrati, alto 7 metri e lungo oltre 35, che «ha finalmente recuperato la propria identità originaria grazie a un restauro condotto con rigore scientifico e con un approccio pienamente rispettoso delle stratificazioni storiche che caratterizzano il monumento», afferma Paola Ricciardi, soprintendente Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per l’area metropolitana di Napoli. Al tempo stesso, ricorda Matteo Lorito, rettore dell’Università degli Studi di Napoli Federico II, proprio la continuità d’uso di quegli ambienti «ha sottratto il complesso al rischio concreto di abbandono e degrado, garantendo la manutenzione degli spazi monumentali, delle corti e delle coperture, e impedendo la dispersione di un patrimonio immobiliare di straordinario valore».

La Galleria della Reggia di Portici liberata da controsoffittature e tramezzi

Particolare della Galleria della Reggia di Portici dopo i lavori

Olga Scotto di Vettimo, 10 giugno 2026 | © Riproduzione riservata

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Il museo della Reggia di Portici si riprende la Galleria e scopre le decorazioni originarie | Olga Scotto di Vettimo

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