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Olga Scotto di Vettimo
Leggi i suoi articoliLa Pinacoteca civica Bruno Molajoli torna a proporsi come presidio attivo di memoria e accessibilità, intrecciando il recupero di un’opera a lungo sottratta alla vista e un progetto digitale sul patrimonio cittadino ferito dal terremoto del 2016.
Realizzata nel 1927 dal toscano Umberto Giunti (1886-1970) su commissione di Ernesto Moscatelli, in occasione del quinto centenario della morte di Gentile da Fabriano e donata alla città alla fine degli anni Cinquanta, la pregevole copia a grandezza naturale della celebre «Adorazione dei Magi» di Gentile, già collocata nella Sala consiliare di Palazzo Chiavelli, è stata rimossa a seguito del sisma. Dallo scorso luglio, a conclusione di un accurato intervento conservativo, curato da Lucia Biondi, restauratrice formatasi all’Opificio delle Pietre Dure di Firenze, e finanziato da Diatech Pharmacogenetic, che ha sostenuto con l’Art Bonus il restauro e l’organizzazione del relativo convegno, è stato restituito alla fruizione pubblica un dipinto che è espressione dell’identità culturale cittadina, come rammenta Maura Nataloni, assessore alla Bellezza del Comune di Fabriano: «È un’opera che ha accompagnato generazioni di studenti fabrianesi e che torna a essere un punto di riferimento per la comunità. La copia è un atto di conoscenza e raffinata espressione artistica, che mostra uno straordinario livello di dettaglio e sensibilità cromatica, capace di offrire tutta la forza visiva e il fascino di un capolavoro di straordinaria qualità apprezzate anche dal professore Andrea De Marchi, figura di assoluto rilievo nel panorama internazionale degli studi su Gentile da Fabriano e sul Gotico internazionale». L’opera originale, oggi conservata agli Uffizi di Firenze, è considerata uno dei massimi capolavori del Gotico internazionale per la ricchezza decorativa, l’uso prezioso dell’oro e la straordinaria raffinatezza narrativa e luministica.
A questa azione si affianca il progetto «Piccoli Musei», finanziato dalla Direzione Generale Musei del MiC, che renderà fruibili, attraverso ambienti digitali immersivi, le opere della chiesa di San Domenico e del complesso di Sant’Agostino, non ancora visitabili a causa del sisma.
A partire dal prossimo settembre, in occasione della IV edizione di «Fabriano Carta è Cultura» (dal 9 al 13), evento annuale che celebra il ruolo di Fabriano come Città Creativa Unesco, la Pinacoteca assumerà un ruolo centrale e determinante per l’accesso digitale al patrimonio due-trecentesco fabrianese, in continuità con quanto già avvenuto per le cappelle gotiche della Cattedrale di San Venanzio.
Il programma comprende inoltre nuovi strumenti di consultazione e mediazione, quali uno spazio multimediale dedicato, supporti tattili e materiali informativi pensati per ampliare l’accessibilità della visita.
«Attraverso questo progetto la Pinacoteca si conferma centro culturale capace di raccontare, anche con strumenti digitali, la ricchezza del nostro patrimonio artistico. È un passo ulteriore verso un sistema museale cittadino sempre più moderno e accessibile», precisa ancora l’assessore, sottolineando l’intenzione di trasformare la fragilità di un patrimonio interdetto alla fruizione in una nuova occasione di conoscenza.
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