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Riccardo Deni
Leggi i suoi articoliNon è un dipinto, né una scultura, ma uno dei protagonisti più attesi del mercato internazionale dell'estate. Il 14 luglio Sotheby's metterà all'asta a New York Gus, un eccezionale esemplare di Tyrannosaurus rex vissuto circa 67 milioni di anni fa, destinato a diventare uno dei fossili più importanti mai passati sul mercato. La casa d'aste lo valuta tra i 20 e i 30 milioni di dollari, la stima più alta mai attribuita a uno scheletro di dinosauro prima della vendita.
L'esemplare rappresenta una rarità sia dal punto di vista scientifico sia da quello collezionistico. Con una lunghezza di circa 11,5 metri, un'altezza di 3,8 metri e una completezza stimata intorno al 63%, Gus appartiene alla ristrettissima cerchia dei grandi T. rex conservati in mani private. Il fossile comprende 183 elementi ossei originali, tra cui un cranio eccezionalmente conservato, entrambe le zampe anteriori e numerose ossa che conservano tracce di fratture cicatrizzate e antichi morsi, testimonianze dirette della vita del predatore più celebre del Cretaceo.
La scoperta risale agli anni tra il 2021 e il 2023, quando il paleontologo Thomas Heitkamp e il suo team di Theropoda Expeditions iniziarono gli scavi nella contea di Harding, nel South Dakota. A indicare il luogo era stato l'allevatore Gary "Gus" Licking, convinto che nei suoi terreni si nascondesse qualcosa di eccezionale dopo anni di ritrovamenti di piccoli frammenti fossili. Aveva ragione. Lo scheletro porta oggi il suo nome, come omaggio alla sua intuizione. Gary Licking morì prima di poter vedere completato il lavoro di preparazione del fossile.
Se dal punto di vista paleontologico Gus rappresenta un reperto di straordinario interesse, la sua importanza racconta soprattutto l'evoluzione del mercato. Negli ultimi trent'anni i dinosauri sono diventati una nuova categoria del collezionismo internazionale, capace di attrarre musei, fondazioni, grandi collezionisti privati e persino imprenditori della tecnologia.
La svolta risale al 1997, quando Sotheby's vendette Sue al Field Museum di Chicago per 8,36 milioni di dollari. Da allora i valori sono cresciuti in modo esponenziale. Nel 2020 Stan raggiunse 31,8 milioni di dollari da Christie's, mentre nel 2024 lo Stegosaurus Apex stabilì l'attuale record mondiale con 44,6 milioni di dollari da Sotheby's. Più recentemente un giovane Ceratosaurus è stato aggiudicato per oltre 30 milioni di dollari, confermando che la domanda continua ad aumentare.
Il dato più interessante riguarda però la composizione della domanda. Se in passato erano soprattutto i musei ad acquistare questi esemplari, oggi competono con grandi collezionisti internazionali, family office, fondazioni private e nuovi protagonisti del lusso globale. L'ingresso di operatori come Phillips e Joopiter, oltre alla crescente presenza di gallerie specializzate, dimostra come i fossili siano ormai entrati stabilmente nel mercato dell'arte e dei collectibles.
Per Sotheby's il valore di Gus non risiede soltanto nelle sue dimensioni. Cassandra Hatton, responsabile mondiale del dipartimento di Scienza e Storia Naturale della casa d'aste, sottolinea come esemplari di questo livello compaiano sul mercato "al massimo una volta per generazione". È la logica della scarsità assoluta che accomuna oggi i grandi fossili ai capolavori dell'arte moderna: la disponibilità è irripetibile e la competizione si concentra su pochissimi oggetti. La crescita di questo segmento continua tuttavia ad alimentare un dibattito aperto tra paleontologi e istituzioni museali. Da una parte il mercato privato ha reso possibili campagne di scavo, restauri e studi che difficilmente avrebbero trovato finanziamenti pubblici. Dall'altra, l'aumento delle quotazioni rende sempre più difficile per molti musei competere con il potere d'acquisto dei grandi collezionisti, alimentando il rischio che reperti di enorme interesse scientifico finiscano in collezioni non accessibili al pubblico.
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