Image

Verifica le date inserite: la data di inizio deve precedere quella di fine

Image

La Pala dell’Assunta di Alberto Piazza, ricomposta nella seconda sede del Museo Diocesano di Lodi, l’ex Chiesa di San Cristoforo

Image

La Pala dell’Assunta di Alberto Piazza, ricomposta nella seconda sede del Museo Diocesano di Lodi, l’ex Chiesa di San Cristoforo

Il «raddoppio» del Museo Diocesano di Lodi

L’istituzione lombarda, oltre alla sede originaria nella Cappella Palatina del Duomo, apre il 17 gennaio un nuovo spazio espositivo nell’ex Chiesa di San Cristoforo

Vittorio Bertello

Leggi i suoi articoli

Il Museo Diocesano d’Arte Sacra di Lodi amplia i propri spazi: oltre alla sede originaria in Duomo, nella Cappella Palatina, il 17 gennaio verrà inaugurato un nuovo spazio espositivo nell’ex chiesa di San Cristoforo: un edificio di epoca rinascimentale completamente ristrutturato. Nell’idea dell’attuale vescovo Maurizio Malvestiti, questo nuovo spazio museale andrà oltre la collezione permanente: potrà ospitare mostre temporanee ed eventi di approfondimento.

Il Museo Diocesano d’Arte sacra venne istituito da monsignor Giulio Oggioni nel 1975 presso la Cappella Palatina del Palazzo Vescovile di Lodi. Questo spazio continua a svolgere la sua funzione museale per la prossimità alla Cattedrale e in collegamento con essa. Accanto a questa sede, l’ex Chiesa di San Cristoforo (progettata da Pellegrino Tibaldi), dopo un attento lavoro di restauro, riapre come Museo e Centro culturale diocesano.

L’allestimento permanente è articolato in un duplice percorso. Vengono narrati alcuni episodi significativi della Storia della Chiesa in terra laudense: i monaci Olivetani in città e nel territorio, il Convento di San Domenico e i Piazza da Lodi. Sono anche presenti alcuni grandi temi teologici dell’arte sacra, come la Passione e la Morte di Cristo, l’Incarnazione, la Beata Vergine Maria e il santo patrono Bassiano. Il percorso espositivo è organizzato in maniera radiale. Dall’aula centrale il visitatore, sotto la grande volta a lacunari, si accosta a ciascuna delle cappelle ove sono allestiste le sezioni, fino al transetto, sotto la grande cupola anch’essa a lacunari, e quindi sale al presbiterio. Tale percorso consente un continuo apprezzamento del pregio architettonico dell’edificio.

Il nucleo centrale del percorso è la Pala dell’Assunta di Alberto Piazza, restaurata e soprattutto ricomposta dopo lo smembramento e collocata nello spazio dell’antico presbiterio. In ogni sezione il materiale espositivo è organizzato nel rispetto degli spazi: al centro, a mo’ di pala d’altare, è presentata l’opera di maggiore importanza e poi gli scomparti laterali, come quinte, dilatano lo spazio espositivo.

Le opere provengono in buona parte dalle collezioni del Museo Diocesano, ma al contempo sono esposte alcune opere di parrocchie o enti ecclesiastici di altro genere, per una loro maggior conservazione e fruizione. Rimangono alcune sezioni ancora da allestire: quella archeologica, con la pietra miliare costantiniana, altri reperti da Laus Pompeia nella cripta, i tessili e gli argenti in sacrestia e in parte la sezione dell’Incarnazione, con il presepe del Londonio, dal Seminario vescovile.

Vittorio Bertello, 08 gennaio 2026 | © Riproduzione riservata

Altri articoli dell'autore

Il caso specifico, con un edificio aggrappato al costone che avrebbe dovuto sostenerlo e che in realtà è franato, ha costretto a dover aggiornare lo stato avanzamento lavori quasi quotidianamente, dovendo analizzare dei problemi che non si potevano prevedere

Erogazione «paritaria» per Ministero della Cultura e Comune di Fano: 150mila euro. Intanto, in un incontro con gli studenti, l’archeologo e docente Oscar Mei dice di ritenere verosimile l’ipotesi che Vitruvio sia stato il «progettista» della città di Fano, che potrebbe addirittura avergli dato i natali

Ceduti alla municipalità delle Canarie alcuni dipinti, tra cui un «Nettuno» e un «Ratto di Proserpina» del maestro napoletano. Questi sono destinati al Museo di Belle Arti di Gran Canaria, che si prevede di aprire entro quest’anno, ma ora necessitano di un attento restauro

Il ritrovamento nel Fondo Magliabechiano della Biblioteca Nazionale Centrale, opera di un assegnista di ricerca all’Università di Milano che da tre anni sta studiando i rapporti tra l’astronomo e quest’opera letteraria, è stato confermato da perizie grafologiche

Il «raddoppio» del Museo Diocesano di Lodi | Vittorio Bertello

Il «raddoppio» del Museo Diocesano di Lodi | Vittorio Bertello