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Daniel Spoerri, «I giocolieri», 1985, nel giardino della Fortezza Medicea per la mostra «Daniel Spoerri. Festa di compleanno. Opere della Fondazione d’arte Vittorio Caporrella», Montepulciano (Siena), Centro storico, Fortezza Medicea e altre sedi, agosto-ottobre, 2021

Fonte: Studio Esseci

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Daniel Spoerri, «I giocolieri», 1985, nel giardino della Fortezza Medicea per la mostra «Daniel Spoerri. Festa di compleanno. Opere della Fondazione d’arte Vittorio Caporrella», Montepulciano (Siena), Centro storico, Fortezza Medicea e altre sedi, agosto-ottobre, 2021

Fonte: Studio Esseci

Il sodalizio tra Daniel Spoerri e il fonditore Pietro Caporrella

Nella Rocca Albornoz e a Palazzo Eroli, a Narni, una settantina di sculture di uno dei maestri del Nouveau Réalisme per riflettere sul rapporto tra alto artigianato e creazione artistica

Stefano Miliani

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Trasformare in bronzo quanto immagina un artista: è questo il mestiere di Pietro Caporrella che, a Narni (Tr), dai primi anni Ottanta ha una fonderia d’arte. «Ho cominciato a fare il fonditore con Daniel Spoerri e con Arman: mi sono impegnato a capire il linguaggio di ogni artista e a trovare le tecniche anche moderne per rispondere a un linguaggio ogni volta diverso, se no diventano opere tutte uguali».

Lo spunto per riflettere sul rapporto tra alto artigianato e creazione artistica, nonché sull’amicizia che può nascere da un lavoro così particolare, la fornisce la doppia mostra in programma a Narni nella Rocca Albornoz e a Palazzo Eroli dal 12 aprile al 6 novembre, data in cui ricorre il primo anniversario della morte di Spoerri (Galați, Romania, 1930-Vienna, 2024): «Daniel Spoerri e l’età del bronzo. Capolavori dalla Fondazione Caporrella» è curata da Massimo Bignardi e nelle due sedi dispone una settantina di sculture della Fondazione d’arte «Vittorio Caporrella» (intitolata al padre di Pietro)-Ffondarc.

La Rocca espone una quarantina di opere di Spoerri in omaggio al maestro del Nouveu Réalisme. Nel centro del borgo umbro a Palazzo Eroli, nel Museo della città e del territorio di Narni, sono visibili lavori di Nunzio, Umberto Mastroianni, Enrico Baj, Agostino Bonalumi, Pietro Cascella, Edgardo Mannucci e altri.

«So lavorare con le mani più che parlare, si schermisce Caporrella. Ho iniziato a collaborare con Spoerri nel 1982: ci eravamo conosciuti a una sua mostra a Tavarnelle Val di Pesa in Toscana. Era un assemblatore. All’inizio dovevo capire come trasformare in bronzo gli oggetti che metteva nelle opere, come le tavole imbandite. Era molto serio, controllava tutto, io facevo le finiture. Diceva che i suoi oggetti in legno, plastica, cartone, colorati, in bronzo diventavano una materia unica con un colore unico e allora nella fase finale aveva bisogno di fare piccole e opportune modifiche». Non si trattava di semplici rivestimenti. «No, l’opera è interamente in bronzo. Facevamo gli oggetti, li rimontavamo, li rifinivamo, si patinava la scultura: è un processo lungo e non facevo tutto io, perché lui era sempre presente, era una collaborazione costruttiva e vera. Spoerri ha maturato il concetto del bronzo venendo in fonderia». E con Arman, altro maestro del Nouveau Réalisme? «Anche con lui si partiva da un prototipo e alla fine faceva le correzioni. Erano artisti seri. Hanno lavorato per confrontarsi con una materia che è malleabile, non statica», risponde il fonditore nato a Paglieta (Chieti) nel 1949. 

A partire dalla scultura «Guerrieri della notte» di Spoerri, Caporrella ha avviato una raccolta con centinaia di opere di cui, stima, «circa 150 significative». «Abbiamo lavorato insieme per 43 anni», confessa, svelando il senso di una mancanza, quella di un amico. La selezione comprende una scultura di Baj: «Ha realizzato molti bronzi. A me risulta che la mia, un multiplo di una quarantina di opere, sia l’unica che ha trasformato in bronzo. Si intitola “Archeologo”»

Un’ultima curiosità: alla domanda su come è diventato fonditore Caporrella risponde: «Ho frequentato l’istituto d’arte in Abruzzo, sapevo cesellare e lavorare con i metalli. Prima mi sono occupato di design e pubblicità, ma non mi convincevano». Organizza la doppia mostra la Società Archeoares, ha il sostegno del Comune di Narni, il patrocinio della Regione Umbria e della Fondazione Il Giardino di Daniel Spoerri-Hic Terminus Haeret.

Daniel Spoerri con Pietro Caporrella nella fonderia Immart di Poggio a Magliano (Siena), fine anni ’90. Foto: Fondazione Caporrella

Stefano Miliani, 03 aprile 2025 | © Riproduzione riservata

Il sodalizio tra Daniel Spoerri e il fonditore Pietro Caporrella | Stefano Miliani

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